I cinque cibi che possono cambiare il mondo

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I consigli di Andrew Zimmern per una dieta a prova di estinzione

La CNN eatocracy presenta i consigli di Andrew Zimmern, conosciuto in Italia grazie al programma culinario “Orrori da gustare”, trasmesso sul sul canale satellitare Discovery Travel & Living, secondo il quale esistono cinque cibi che potrebbero cambiare il mondo e potrebbero aiutare a combattere la povertà, i danni dalla sovraproduzione di cibo, l’obesità e le altre malattie legate all’alimentazione.

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1 – ASINO - E’ uno dei piatti preferiti di Zimmern. E’ diffuso in tutto il mondo, ma in America non è apprezzato. Eppure potrebbe trovare il suo posto nella dieta d’oltreoceano per via delle dimensioni delle bistecche e del fatto che per allevarli c’è bisogno di poco cibo. Inoltre la carne d’asino, ricca di proteine, potrebbe dare una mano all’economia. La natura è piena di animali che ci possono far passare la voglia di abbuffarci di manzo e di maiale: asini, cervi, bufali. Anche i conigli.

2 – PESCI PICCOLI - Le fritture di palombo, sgombro, sardine, alici e altri pesci dalla testa piccola andrebbe meglio sfruttata anche nelle nostre coste. D’accordo, siamo tutti appassionati di tonno, salmone e gamberetti. Solo che ad andare avanti così li porteremo all’estinzione e non riusciremo a garantire un equilibrio con le importazioni. Questi pesci sono ricchi di omega-3. Le sardine e gli sgombri sono fra i pesci più salutari esistenti. Non hanno tossine, sono pieni di omega-3, si riproducono velocemente e la loro presenza è sostenibile nell’ecosistema.

3 – LE VERDURE DI CASA VOSTRA - Coltivate le vostre verdure. Al momento in America queste sono fornite da poche società. Non si può permettere di concentrare una produzione così importante nelle mani di pochi. Non è salutare ed è pericoloso. Bisognerebbe tornare al passato. Meno industriale, più regionale, più salutare, più sostenibile sia economicamente sia culturalmente. Se ognuno coltivasse le proprie verdure e supportasse le piccole fattorie tutto questo darebbe una grande mano alla nostra società e all’economia locale. Inoltre il nostro cibo sarebbe più sicuro.