Siamo andati a trovare, noi della Lonely Chiatt’s Club Band, a Londra a casa sua Jade Goody l’ex star del Gf inglese. Sta morendo e allora poiché sta vendendo l’impossibile, dalle foto al testamento, dai bendaggi ai capelli perduti di chemio, pur di battere cassa (quella prossima da morto) prima che tiri le cuoia ci siamo affrettati a metterci in posa accanto a lei. Affinché qualcuno comperi pure noi. La Jade ha subito spento le velleità predatorie del nostro Simplicio che come tutti gli uomini in rosa ha il noto problema della dimostrazione: il tumore è giusto all’utero e quindi non sentirebbe comunque più niente. Allor quando Jc asseverava che date le dimensioni cellula più cellula meno. Il figlio lo crescerebbe Daniela di U&D tra un reality e l’altro. Cinquepance ammoniva poi a distanza Grande Fratello Mourinho di non ridursi anch’egli così, in fin di vita, per tornarsene a Londra.























Ti cito da una citazione di Serge Latouche che annota citando Cornelius Castoriadis( ”Une societè à la derive” Le Seuil Paris 2005): ”Nel marxismo c’è l’idea che il mercato in quanto tale, la merce in quanto tale, ”personificano” l’alienazione; idea assurda perchè i rapporti tra gli uomini, in una società estesa, non possono essere ”personali” come in una famiglia. Sono, e saranno sempre rapporti mediati. E anche nell’economia meno sviluppata questa mediazione si chiama il mercato (lo scambio)” ( Une societè à la derive cit., p.190). E ancora: ”A mio giudizio è del tutto evidente: non è concepibile una società complessa senza, per esempio, dei mezzi impersonali di scambio. La moneta svolge questa funzione, ed è estremamente importante sotto questo profilo. Altra cosa è sottrarre alla moneta una delle sue funzioni all’interno delle economie capitalistiche e precapitalistiche: quella di strumento di accumulazione individuale di ricchezze e di acquisizione di mezzi di produzione. Ma in quanto unità di valore e mezzo di scambio la moneta è una grande invenzione, una grande creazione dell’umanità” citato in Serge Latouche ”Breve trattato sulla decrescita serena”,Bollati Boringhieri, Torino 2008.
Allora io direi che ci sono ben altri pay-offs, nella biologia e nella cognizione esistenziale di un soggetto.
Io non condivido questa concezione piccolo borhese di Castoriadis( perlomeno non smascherandogli la sovversione del suo ragionamento) e non so quanto la condivida Latouche. Ma se lo cita un pò sicuramente condivide, nella fattispecie del capoverso.
Il problema è dove comincia il ”pay off-topos economico”. Quando ci precede storicamente e soprattutto perchè. Come collettività. E quando ci precede come singoli.
Da piccoli chiedevamo la ”paghetta”(brutta parola ci era data comunque) per comprare all’esterno della nostra casa, della nostra domesticità, ciò che in casa ci veniva donato.
In questo ha ragione Catoriadis.
Appena usciamo fuori del nucleo, il bigletto da diecimila lire, ci serviva anche solo per le biglie in plastica con le faccie dei ciclisti. Ma io dico se io madre, arrivo a vendere la mia morte, io figlio ho diritto a continuare a giocare da adulto con le biglie della mia morale.
Chiederò un prestito ad un amico se mia mamma morendo, non potrà darmi più una carta, una piotta per le biglie.
Ho il diritto a non volerla vedere mia madre faccina, nella biglia. Da che morrà.
Ho diritto a un prestito. Un prestito morale e poi solo dopo materiale. Da chiunque, ma non da lei.
Per continuare a pensarla come madre anche contro a ciò che lei vorrà sembrarmi a causa delle ‘’sue” scelte. Anche l’avesse voluto prima di ogni cosa per sua cognizione valoriale. E’ il caso di Jade.
Razzista,anglosassone e tardo capitalistica. Per una volta ho decolonizzato io figlio, l’immaginario del sistema suo e mio.
Mi basterà.
Mettendomi nei panni di suo figlio per il quale Jade si è rimessa in mostra.
E’un diritto a immaginare e non è poco con l’aria che tira. Perinde ac cadaver.
Ciao. Notte