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Le scie chimiche? Una bufala. La scoperta dell’acqua calda dell’Università della California

SCIE CHIMICHE –

Ecco, ora immaginiamo già gli uno e i punti esclamativi attorno alle parole “gombloddo” e “vergonia” e “sveglia”. Una lunga indagine pubblicata sulla rivista scientifica Environmental Research Letters ha rilevato qualcosa che la maggior parte di noi esseri senzienti e con un minimo di materia grigia diciamo da sempre: “è vapore acqueo”. Semplici fenomeni chimici e fisici, insomma.

Sedetevi e leggete. Per molti di voi sarà la scoperta dell’acqua calda – e in effetti l’acqua calda c’entra eccome -, per altri un trauma e una rivelazione che sarà vista come la solita mossa del Potere per nascondere la Verità.

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(dalla pagina Fb A Favore delle scie chimiche)

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Intanto vi diciamo subito che in caso, seppellire questa verità, sarà costato parecchio a multinazionali e governi e magari anche servizi deviati. Oltre all’Università della California di Irvine, la Carnegie Institution of Science e alla’assoacizione no profit Near Zero, titolare di questo progetto di ricerca, c’erano da tenere sotto controllo 77 ricercatori divisi in due gruppi: da una parte esperti di chimica dell’atmosfera con competenze legate alle scie di condensazione e dall’altra geochimici che lavorano sulla deposizione atmosferica di polvere e inquinanti. Nella prima fase dovevano dichiarare se nelle loro ricerche avessero mai riscontrato segnali riconducibili a manipolazioni volontarie. 76 hanno risposto negativamente. Solo uno – piano, non gridate già all’eroe – ha affermato di aver rilevato – in un unico caso – un livello eccessivo di bario (un elemento innocuo) e una presenza normale di alluminio e stronzio, comunque assenti nel terreno della zona sottostante alla scia.
Poi, il momento clou. «Abbiamo sottoposto loro fotografie e report di laboratorio presentati come prove dell’esistenza delle scie chimiche su diversi siti web, chiedendo se la spiegazione più semplice per quello che stavano osservando era l’esistenza di un programma del genere. Oppure, se la risposta era no, quale pensavano fosse la spiegazione più probabile», racconta Steven Davis, uno degli autori dello studio.

Quindi, sì: 77 scienziati sono stati pagati per vedere le foto che fanno ridere tutti sul web. Chi di noi non ha almeno un contatto facebook che tira fuori le scie a x e a reticolato per dimostrarci che i governi vogliono dominare il mondo con le sostanze chimiche che fanno rilasciare ad aerei ed affini? Chi non ha mai dovuto assistere, tenendosi la pancia dal ridere, a dotte disquisizioni sulle terribili armi biologiche di massa usate dai poteri forti (spesso volte a folli esperimenti psicosociali) di cui sarebbero prova inconfutabile le scie a reticolato e quelle, le più pericolose, a fusillo (ma almeno scegliete meglio i nomi!)?

La risposta sulle chemtrails (loro, banali, le chiamano così), a loro, l’hanno data dei ricercatori plurilaureati, ma bastava un prof di chimica del liceo. Tutte le foto potevano essere spiegate con il fenomeno della condensazione del vapore acqueo intorno ai residui della combustione degli aerei.
Ma mancava la famosissima, celeberrima scia intermittente, prova regina per i complottisti. Ecco, tutti all’unanimità, hanno fatto rilevare che in quel caso, con ogni probabilità, l’aerei è passato da una zona più umida a una più secca, con la scia che quindi si dissipa più velocemente. Una risposta che a chi scrive diede l’amato nonno, esperto di scie chimiche in zone umide, perché un’estate gli si ruppe la marmitta della 128 coupé.

Immaginiamo i complottisti afflitti. Poi uno di loro accendersi nello sguardo ed esclamare “Eureka!” e poi fare la domanda delle domande. “Sì, però, allora perché sono aumentate tanto negli ultimi anni?”. Tralasciando che il traffico aereo è salito e anche le persone che fanno uso di questo metodo di trasporto, a rispondere è Ken Caldeira. “Con ogni probabilità i cambiamenti climatici le rendono più persistenti”.

La vera scoperta però il povero Davis l’ha fatta dopo. Quando ha sentito molti sostenere che quei 77 erano studiosi legati al Potere, che sono a conoscenza della macchinazione orwelliana dei governi ai danni del mondo intero. Un po’ avvilito ha confessato che, con questo studio, ha solo voluto “dare una fonte credibile di informazione per chi incontra affermazioni legate alle scie chimiche e vorrebbe conoscere la prospettiva degli esperti”. Per poi ammettere che “non siamo certo così ingenui da illuderci di convincere i veri credenti”.

Quindi, tranquilli. Non si offendono neanche. Le scii chimichiii sono una bufala, ma voi potete ancora costruirci su le vostre teorie strampalate. Magari fondate sul fatto che il bario non è innocuo, ma è definito tale dalla Bilderberg. Metti che a quell’unico scienziato che si è sottratto all’unanimità venga anche un raffreddore, ci sarebbe pure la prova di un governo che per farlo fuori gli ha inoculato un pericoloso virus. Magari a base di stronzio.