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Il comune che vende due scuole per pagare il maxi risarcimento

Paradossale ma reale il comune di Pontboset, condannato a pagare 1,8 milioni di euro oltre agli interessi (quasi 200mila) alla famiglia di un torinese morto nel 2000 in un incidente stradale, prova a fare cassa vendendo due scuole. Del caso valdostano ne parla La Sentinella del Canavese:

Si tratta dell’ex plesso elementare e materna del capoluogo (valore stimato in 137mila euro) e l’ex scuola di Savin (valore 33mila). Poca roba rispetto al debito complessivo, che però nei prossimi mesi potrebbe portare un po’ di respirò nelle casse di un Comune di 187 anime con un bilancio di 900mila euro.
Saranno infatti i fondi del Bim, il Bacino imbrifero montano, a scongiurare il default di Pontboset. Il presidente della Regione Velle d’Aosta, Augusto Rollandin lo aveva promesso: «Pontboset non sarà lasciato». E così, durante l’ultimo consiglio regionale, il presidente ha spiegato di aver individuato una soluzione a un problema molto complesso e ha illustrato l’emendamento che salverà il Comune della Bassa Valle. La Regione ha infatti incontrato nei giorni scorsi gli avvocati della famiglia torinese che da sedici anni aspettano il risarcimento senza aver visto, fino ad oggi, neanche un euro. La cifra di due milioni di fatto verrà divisa in due.
Da una parte 420mila euro, dall’altra il resto da coprire con il fondo Salva Comuni (20 miliardi) a cui Pontboset ha già chiesto di aderire. Dei 420mila euro, 100 mila sono stati già versati dall’amministrazione comunale ai familiari della vittima (delibera del 29 luglio), gli altri 320mila arriveranno dai fondi Bim grazie all’emendamento approvato in consiglio regionale. E se Pontboset non dovesse accedere al fondo dello Stato Salva Comuni. A quel punto – ha fatto capire Rollandin – si cercherà un altro modo per pagare il debito.
Dopo sedici anni e tre gradi di giudizio l’amministrazione comunale di Pontboset deve così pagare i danni per la morte di Ilario Favretto e il ferimento della moglie, schiacciati da un masso distaccatosi dalla montagna e finito sulla loro auto lungo la strada tra Biel e Courtil. Lo ha stabilito il Tar del Piemonte, in base a una sentenza della Corte d’Appello di Torino definitiva dal 2015.

(in copertina foto di repertorio MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

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