Pil 2016 secondo trimestre
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Pil fermo, nel secondo trimestre 2016 l’Italia si blocca

Il Pil si ferma nel secondo trimestre del 2016. La stima preliminare dell’Istat rileva una variazione nulla della crescita economica tra aprile e giugno. L’aumento del Pil acquisito per il 2016 è pari a +0,6%: sembra già impossibile superare l’1% di crescita anche quest’anno, a conferma di quanto sia difficile per l’economia italiana reggere il passo dell’eurozona.

PIL FERMO NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2016

Il Pil del secondo trimestre del 2016 avrebbe dovuto crescere del +0,2% secondo le attese, invece Istat ha rilevato una variazione nulla. Il segno più scompare dopo un anno e mezzo: l’Italia, per quanto debolmente, cresceva dal primo trimestre del 2015. I dati della produzione industriale diffusi nei giorni scorsi avevano evidenziato le difficoltà dell’economia italiana.

A giugno 2016 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,4% rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno 2016 la produzione ha registrato una flessione dello 0,4% nei confronti del trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2016 l’indice è diminuito in termini tendenziali dell’1,0% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a giugno 2015)

Il calo trimestrale della produzione industriale pari a meno 0,4% era stata la peggior flessione registrata dal secondo trimestre del 2014.

PIL A VARIAZIONE NULLA

Il Pil è aumentato a livello tendenziale, ovvero rispetto al secondo al secondo trimestre del 2015, dello 0,7%. Come rimarca Istat, la variazione congiunturale nulla è la sintesi di unaumento del valore aggiunto nei comparti dell’agricoltura e dei servizi e di una diminuzione in quello dell’industria. Dal lato della domanda, vi è un lieve contributo negativo della componente nazionale(al lordo delle scorte), compensato da un apporto positivo della componente estera netta. Calo della produzione industriale e calo dei consumi sono stati decisivi per fermare la già debole crescita della nostra economia. Debolezza rimarcata dal confronto con l’eurozona: nel secondo trimestre il Pil dell’unione monetaria è aumentato dello 0,3% a livello congiunturale, e dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2015.

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