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Saltano gli incentivi sui migranti. Braccio di ferro tra comuni e Viminale

Viene posticipata la decisione sui possibili incentivi ai comuni per facilitare l’accoglienza dei migranti ed è braccio di ferro tra Viminale e Anci sull’argomento. Nonostante ci siano città al collasso – come segnala oggi Il Messaggero – per il premier Renzi la questione immigrazione non sembra al momento una priorità. «Non esiste un’emergenza migranti – ha dichiarato ieri alla Festa dell’Unità – E gli arrivi sono in linea con quelli degli anni precedenti».

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In realtà il premier ha ragione: si tratta di 145 mila arrivi, gli stessi dello stesso periodo del 2015 (con una leggera inflessione). Ma ci sono diversi problemi sul territorio italiano. Questioni che non andrebbero ignorate. Riporta il Messaggero:

Viminale e Anci si sono incontrati l’ultima volta il 3 agosto e hanno approvato un piano che prevede una ripartizione di 2,5 migranti ogni 100 abitanti.
Naturalmente il dato è la soglia massima prevista, perché le previsioni di arrivi in Italia sono tra i 160 e i 180 mila. E quindi, la situazione ottimale per il ministero dell’Interno sarebbe quella di collocare tre profughi ogni mille abitanti.
Nonostante questo i sindaci fanno resistenza e, al momento, su ottomila comuni solo 2026 si sono visti attribuire profughi dal Dipartimento diretto dal prefetto Mario Morcone.
E sono quasi tutti al completo, mentre cinque regioni hanno ancora possibilità di accoglienza: Lazio, Molise, Sardegna, Sicilia e Valle D’Aosta. Le Regioni dove, probabilmente, in queste ore si sta portando una parte dei migranti che si trovano a Ventimiglia. In realtà, la manovra di “alleggerimento” è stata avviata
già da un paio di mesi. Erano 50 al giorno a partire per nuove destinazioni. Dopo due settimane, i trasferimenti sono stati diluiti nel tempo. E ora si è ripreso con il ritmo iniziale. Di questi, molti sono quelli che riescono a scappare e a superare i confini francesi, da dove, puntualmente, vengono rispediti in Italia.
Tutto questo mentre ci sono regioni come la Basilicata che si ritrova con il 13,4 per cento di ospiti in più sui posti disponibili. O il Veneto che, a esempio, non sembra proprio volerne accettare altri, mentre Genova ha duemila ospiti sui cinquemila che ci sono in tutta la Liguria. E Milano, 3200 sui 13 mila totali.

(foto ANSA/ LUCA ZENNARO)

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