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Diego Turra, i colleghi del poliziotto morto a Ventimiglia: «Pagava il cibo ai rifugiati»

Un poliziotto dal gran cuore, che «pagava il cibo ai rifugiati». È il ritratto di Diego Turra, l’agente morto il 6 agosto a Ventimiglia per un infarto poco prima degli scontri del Reparto Mobile di Genova con i manifestanti ‘No borders’. Ieri il capo della polizia Franco Gabrielli si è recato nella caserma di Bolzaneto, dove Turra prestava servizio, per una visita istituzionale: ha incontrato i suoi uomini e il sindacato di polizia Siap, prima di ripartire per Sanremo e rendere omaggio alla salma. Dai colleghi un ricordo commosso del poliziotto scomparso. Lo racconta oggi Stefano Origone su Repubblica:

In tanti, dal capo del Reparto Mobile fino al giovane agente, nel corso della visita hanno gli hanno raccontato gli ultimi momenti di vita di Diego Turra. Del suo grande cuore, di quel cuore che ha ceduto in queste lunghe giornate sotto il sole cocente e affrontando turni interminabili. «Era una persona generosa, mi ricordo che qualche giorno fa aveva comprato un piatto di pasta a un profugo – ha raccontato un collega –. Mi aveva detto: si vede che sono giorni che non mangia, non posso vederlo così». Ci sono la morte, la commemorazione, ma come dice Gabrielli anche i problemi dei vivi da affrontare. E il sindacato Siap ha chiesto un incontro proprio peparlare di presente e futuro. Il capo della polizia non si tira indietro e si sofferma con il segretario provinciale Roberto Traverso. Sul piatto le gravi problematiche connesse all’invecchiamento del personale della polizia e “al mancato turn over dovuto alle sciagurate gestioni politiche che si sono susseguite da anni” sono state sottolineate a Gabrielli.

(Foto di copertina: ANSA / FABRIZIO TENERELLI)