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La Fitarco e il suo presidente Scarzella scrivono una lettera al Resto del Carlino sul titolo “il trio delle cicciottelle”

TRIO DELLE CICCIOTTELLE, LA LETTERA DELLA FITARCO –

Dopo le ridicole “non scuse” del direttore di QS Giuseppe Tassi, arriva la bellissima lettera di Mario Scarzella, presidente della Fitarco, la Federazione Italiana di Tiro con l’Arco. Con sobrietà, compostezza e decisione il dirigente sportivo federale ha preso carta e penna e ha ritenuto di dover difendere le sue atlete. Lo ha fatto con la classe mancata ai giornalisti che non si sono ribellati a quel titolo imbarazzante e ai titolisti che lo hanno scritto. Lo ha fatto con parole ferme e chiare, senza trascendere.

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Caro Direttore,
questa mattina da Rio de Janeiro siamo rimasti basiti nel leggere su Il Resto del Carlino il titolo che recitava “Il trio delle ciocciottelle…” – a nostro avviso a dir poco irriguardoso – rivolto alle nostre atlete Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia.

Se Il Resto del Carlino fosse una rivista scandalistica non avremmo nulla da dire, ma focalizzare l’attenzione sull’aspetto fisico di queste ragazze su un quotidiano, che scandalistico non dovrebbe essere considerata la sua lunga e prestigiosa storia, è stato davvero di cattivo gusto.

Ci chiediamo in effetti se si possa definire giornalismo serio un titolo come questo, soprattutto in un giorno difficilissimo per delle giovani ragazze all’esordio Olimpico, che hanno lavorato per quattro anni nel silenzio dei media per vivere una delle delusioni più cocenti della loro vita, sia personale che sportiva.

Una sconfitta – che tale non è, perché il 4° posto a squadre nel femminile resta il miglior risultato del tiro con l’arco italiano nella storia dei Giochi Olimpici – che purtroppo le segnerà per tutta la vita, ben sapendo che non c’è nessuna certezza per loro di poter godere di una seconda opportunità per riscattarsi.

Eppure Guendalina, Lucilla e Claudia, nella quasi totale indifferenza dei media italiani – e tra questi c’è anche il Suo quotidiano che non ci sembra abbia mai approfondito la conoscenza del tiro con l’arco e del ruolo che l’Italia ricopre in seno al panorama internazionale – si sono guadagnate con la forza del lavoro giornaliero l’opportunità di scrivere il loro nome nella storia dello sport italiano.

Per poterlo fare hanno fatto dei sacrifici che probabilmente nemmeno immagina, rinunciando a gran parte delle cose che le loro coetanee considerano normalità.

Per 4 anni hanno lavorato sodo per tenere alto l’onore italiano in occasione dei Giochi Olimpici. Quella di ieri è stata per l’Italia femminile una vera impresa e ridurre il tutto con un titolo che le definisce delle semplici “cicciottelle” lo consideriamo davvero di cattivo gusto.

Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, questa mattina, invece di trovare il sostengo della stampa italiana per un’impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione.

Gli arcieri italiani sono in rivolta e noi ci sentiamo di giustificare la loro rabbia.

A nostro avviso sarebbe giusto ripensare a quel titolo e, forse, rivolgere delle scuse alle nostre ragazze.

MARIO SCARZELLA
Presidente Federazione Italiana Tiro con l’Arco

E’ evidente, come lo stesso Scarzella non sia rimasto soddisfatto delle parole di Tassi, di quello status su Facebook che, forse, per la sua incapacità di autocritica e per la sua leggerezza nel non comprendere la gravità di quel titolo, è persino più irriguardoso dell’errore stesso.

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E lui inchioda i responsabili di quest’offesa con l’evidenza della gravità delle loro parole. Facendosi la domanda che tutti ci siamo fatti. “Ci chiediamo in effetti se si possa definire giornalismo serio un titolo come questo, soprattutto in un giorno difficilissimo per delle giovani ragazze all’esordio Olimpico, che hanno lavorato per quattro anni nel silenzio dei media per vivere una delle delusioni più cocenti della loro vita, sia personale che sportiva”. E con ironia rileva, Scarzella come il quotidiano stesso, nel quadriennio precedente, non si fosse praticamente mai dedicato al loro sport. E racconta quanto male abbia fatto al terzetto ciò che è successo. Senza retorica, ma senza far finta di nulla, come ha fatto Tassi. “Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, questa mattina, invece di trovare il sostengo della stampa italiana per un’impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione. Gli arcieri italiani sono in rivolta e noi ci sentiamo di giustificare la loro rabbia”. Ecco, per quello che conta, tutti noi siamo con loro. Con voi.

—Update—

Con una nota Andrea Riffeser Monti si scusa con le atlete olimpiche del tiro con l’arco e con i lettori rimuovendo dall’incarico di direttore del QS Giuseppe Tassi