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Truffe su Facebook, gli annunci di lavoro con la proposta di rapporto sessuale

I casi di truffe via social network sembrano infiniti. Andrea Franchin, consigliere comunale a Santa Margherita d’Adige, in provincia di Padova, ha denunciato che dietro gli annunci pubblicati su un gruppo Facebook da lui creato e gestito, ‘Offro/cerco lavoro nella Bassa padovana‘, una bacheca con circa 9mila iscritti, si nascondono spesso proposte/richieste di prestazioni sessuali.

 

 

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TRUFFA SU FACEBOOK, ANNUNCI DI LAVORO CON PROPOSTA SESSUALE

Franchin lo ha denunciato con un messaggio pubblico in cui ha avvertito anche dell’intenzione di presentare denunce ai Carabinieri e alla Polizia Postale. «Parecchie donne – ha poi spiegato alla stampa – mi hanno segnalato situazioni imbarazzanti e deprecabili». «Persone viscide – ha fatto sapere il consigliere – sfruttano le debolezze di donne e ragazze: approfittano dell’assenza di lavoro per proporre facili guadagni in cambio di prestazioni sessuali». La vicenda è stata raccontata dal quotidiano Il Mattino di Padova in un articolo a firma di Nicola Cesaro:

Il repertorio purtroppo è vasto. Benedetta, ad esempio, cerca lavoro come baby sitter. Peccato che Antonio avanzi ben altre esigenze: «Io ho la passione dei massaggi e vado due volte a settimana dall’estetista» è uno dei numerosi messaggi inviati alla ragazza, dopo aver esordito sostenendo di aver bisogno di una donna delle pulizie. «Ho pensato che invece di darli all’estetista, quei soldi potrei darli a una che magari ha bisogno. Ti può interessare? Sarebbero 50 euro a seduta». Con altre donne lo stesso utente ha alzato il “rimborso” di qualche decina di euro. «È successa la stessa con un altro uomo» assicura Sara, «quello che doveva essere un colloquio di lavoro come commessa ha visto via aggiungersi la possibilità di impegnarmi anche in pulizie condominiali e poi non ben chiari “massaggi alla pancia”. A quella richiesta volevo sprofondare: l’ho buttata in ridere solo perché il signore in questione era veramente in là con l’età». «Ci sono uomini che promettono di trovare posti come colf o come barista, ma in cambio chiedono un’uscita galante» continua Franchin, «e poi c’è un lungo elenco di anziani che cambiano badante ogni tre giorni. Il motivo? Beh, le mani un po’ troppo lunghe».

 

 

TRUFFA SU FACEBOOK, QUIZ CON SERVIZIO A PAGAMENTO VIA SMS

Altro caso è poi quello del finto test su Facebook che promette di svelare segreti e che attiva invece, all’insaputa dell’utente, un servizio a pagamento. È stato raccontato ieri dal Corriere dell’Umbria in un articolo ripreso anche dal profilo della Polizia Postale Vite da social. Il quiz con il trucco che circola sul più noto e diffuso dei social network è ‘Dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei’. Non appena si clicca l’utente riceve un sms che avverte dell’attivazione di un servizio telefonico cdal costo di ben 7 euro a settimana. La Polizia Postale ha invitato a non partecipare a test ingannevoli che chiedono l’attivazione di servizi a pagamento e di contattare il proprio gestore in caso di attivazione non richiesta e bloccare il servizio indesiderato. L’allarme è rivolto a tutti, ma soprattutto agli asulti e a coloro che sono meno esperti di dispositivi tecnologici e meno attenti nella navigazione ad Internet.

(Foto da archivio Ansa)