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Rifiuti di Roma, tutti gli incredibili sprechi di Ama

La gestione dei rifiuti a Roma ha uno dei costi più elevati d’Europa, e uno dei servizi di gran lunga peggiore. Il principale motivo è il pessimo servizio fornito da Ama, l’azienda municipalizzata che si occupa del ciclo dei rifiuti. Sergio Rizzo sul Corriere della Sera ne elenca gli immensi sprechi.

GLI SPRECHI MILIARDARI DI AMA

Ama è un’azienda gestita così male in passato che pagava la raccolta della carta a un fornitore esterno, invece che guadagnarci come tutte le imprese attive nella gestione dei rifiuti. Questo è uno dei tanti sprechi che Sergio Rizzo elenca in un articolo sul Corriere della Sera, in cui è esaminata la gestione dell’azienda municipalizzata romana. Ai tempi di Mafia Capitale una tonnellata di plastica costava ad Ama 900 euro, ora invece dopo la messa a gara il prezzo è sceso a 274 euro. I cassonetti dell’immondizia costano 10 milioni l’anno, 30 euro al mese per ognuno dei 28 mila presenti nella capitale.

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GLI SPRECHI DI AMA NEL PERSONALE

Ai tempi della giunta Alemanno sono stati assunti in Ama 1518 persone. Uno dei numerosi esempi di una gestione del personale altamente discutibile, a esser eufemistici. La municipalizzata romana ha 7800 dipendenti, di cui 1600 accedono ai benefici della legge 104, che consente loro di assentarsi dal lavoro per 3 giorni al mese. 1200 dipendenti sono inidonei al lavoro, quindi non possono raccogliere i rifiuti. Ogni turno sono impiegati solo 2 mila addetti, ma via contratto nazionale questo numero scende a soli 300 nei giorni di festa. Così che dopo ogni domenica ci sono rifiuti in eccesso nelle strade.

IL COSTO CARISSIMO DEI RIFIUTI A ROMA

Roma ogni giorno produce poco meno di 5 mila tonnellate di spazzatura. Solo un terzo però viene smaltito all’interno della città, mentre nelle metropoli europee la media è intorno al 98%. Per questo motivo la gestione dei rifiuti è carissima: ogni giorno numerose tonnellate di spazzatura sono inviate via Tir in diverse regioni d’Italia e d’Europa, al fine di esser smaltite. Fino a qualche anno i rifiuti erano tutti indirizzati nell’enorme discarica di Malagrotta: un’operazione che abbatteva i costi della gestione dei rifiuti, che ha favorito gli sprechi di Ama nonostante nel corso degli anni le normative europee siano diventate molto più stringenti.