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Il copia-incolla di Virginia Raggi: depredati anche i documenti di Pecoraro Scanio

Alcune parti del programma del sindaco Virginia Raggi per il governo di Roma, presentato lunedì scorso in consiglio comunale, sono identiche a documenti già presenti sul web da molto tempo. A raccontarlo è oggi Tommaso Labate sul Corriere della Sera. I dubbi sull’autenticità e originalità del programma riguardano almeno tre passaggi, che sarebbero stati ripresi con un vero e proprio copia-incolla (scoperto e verificabile semplicemente inserendo frasi di testo nella stringa di ricerca di Google).

 

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COPIA-INCOLLA VIRGINIA RAGGI, TESTO DALLA FEDERAZIONE DEI VERDI

Alle prime righe del punto 4 (riguardante «tutela diritti degli animali e biodiversità») del capitolo 6 delle linee programmatiche della prima giunta M5S sembrano ripresi dal documento finale di una vecchia conferenza della Federazione dei Verdi, ancora scaricabile dal sito del partito. Nel testo presentato dalla Raggi si legge:

Roma Capitale è portatrice di una visione biocentrica che si oppone all’antropocentrismo specista che nella cultura occidentale ha trovato la sua massima espressione.

I Verdi scrivevano:

Siamo portatori di una visione del mondo biocentrica che si oppone all’antropocentrismo che nella cultura occidentale ha trovato la massima espressione (…). Oggi, alla difesa di questi diritti (…) si aggiunge la lotta con lo specismo.

COPIA-INCOLLA VIRGINIA RAGGI, TESTO DALL’AGENDA DIGITALE

Tommaso Martelli, intanto, uno dei candidati al consiglio comunale con la Lista Marchini, ha scoperto che a pagina 26 del documento della Raggi, il punto 8.2.1 del capitolo dedicato a «Roma Semplice» contiene la stessa identica ricetta fornita dagli «Stati generali dell’informazione». La linea programmatica è contenuta in un articolo del 4 luglio scorso consultabile sul sito dell’Agenda digitale ed è stata ripresa con qualche piccola correzione. Nel programma del sindaco M5S si legge:

E d’altra parte, il rischio di evitare, perdurando le attuali gravi carenze sulle competenze digitali è quello di uno sviluppo digitale che non migliora ma anzi peggiora le condizioni della popolazione. In termini di partecipazione democratica, di esercizio di cittadinanza, di costi dei servizi, di uguaglianza.

Nel manifesto dell’Agenda Digitale, invece:

E d’altra parte, il rischio di evitare, perdurando le attuali gravi carenze sulle competenze digitali, è di uno sviluppo digitale che non migliora e addirittura peggiora le condizioni della popolazione, in termini di partecipazione democratica, di esercizio di cittadinanza, di costi dei servizi.

Dallo stesso articolo, a quanto pare, è stato pescato anche quanto affermato al punto 8.2.2 del programma della Raggi:

L’amministrazione è chiamata alla definizione di una politica industriale del territorio, individuando i settori strategici sui quali realizzare specifiche azioni di abilitazione.

Sul sito dell’Agenda Digitale ci sarebbe solo l’aggiunta di tre parole, «nel suo ambito»:

L’amministrazione è chiamata, nel suo ambito, alla definizione di una politica industriale del territorio, individuando i settori strategici sui quali realizzare specifiche azioni di abilitazione.

 

COPIA-INCOLLA VIRGINIA RAGGI, TESTO DAGLI STATI GENERALI DELL’INFORMAZIONE

Concreto sospetto di copia e incolla anche su quanto scritto dagli autori del programma per il governo di Roma a pagina 28 al punto 8.4.2:

Pensare al futuro della città presuppone avere il coraggio di mettere in discussione i modelli di governance obsoleti per affermare soluzioni innovative che affrontino le tematiche cardine.

Sul sito degli Stati Generali dell’Innovazione, invece, in un articolo datato 26 settembre 2012, si legge:

Pensare al futuro delle città presuppone avere il coraggio di mettere in discussione i modelli di governance obsoleti per affermare soluzioni innovative che affrontino le tematiche cardine: la qualità della vita, il diritto al lavoro, lo sviluppo sostenibile, l’inclusione dei più deboli.

Ma, oltre alle parti riprese quasi integralmente, ci sarebbero numerosi spunti. Scrive Labate sul Corriere:

Mentre pezzi del capitolo sulla «Smart city» sono stati «presi in prestito» da articoli, saggi o proposte già presenti sulla Rete e l’incipit del capitolo sullo sport risulta copiato dall’articolo 1 di un recente protocollo d’intesa sottoscritto dall’Anci e dal Coni. Anche in questo caso, con qualche piccolo aggiustamento. Ma i piccoli aggiustamenti sono sempre troppo piccoli rispetto alla grandezza della Rete. Di citazioni, brani copiati, spunti presi in prestito nel programma di Raggi ce ne sono altri e sono facilmente individuabili grazie a Google. Perché la Rete sa essere una risorsa. Ma la Rete, come dice Grillo, «non perdona». Mai.

(Foto di copertina: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)