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Nomine Rai, al Tg3 rischia di finirci Mazzà: litigò con Giannini perché Ballarò era «antirenziano»

Saranno 48 ore di fuoco quelle che si palesano in Rai tra la riunione del Cda in programma domani mattina, l’audizione di presidente e direttore generale in commissione di Vigilanza domani sera e una nuova riunione del Cda giovedì dove, forse, si farà la quadra sulle discusse nomine ai vertici di Tg e radio.

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NOMINE RAI CHI VA E CHI RIMANE

Si parla di Ida Colucci alla direzione del Tg2, dove è già vice direttrice, in sostituzione di Marcello Masi e sopratutto di Luca Mazzà, attualmente vicedirettore di Rai3, possibile direttore del Tg3 al posto di Bianca Berlinguer. Mazzà è colui che nell’ottobre del 2015 lasciò l’incarico di responsabile di Ballarò perché il talk di Massimo Giannini era eccessivamente critico nei confronti del governo Renzi.
Sempre sulle nomine al Tg3 il totonomi verte anche su Antonio Di Bella, che nel caso dovrebbe lasciare RaiNews24: difficile pensare a un ulteriore accorpamento, dopo che il canale all news ha già messo insieme Televideo e il web delle news.

NOMINE RAI IL BALLETTO DEI TOTONOMI

Altra questione è la direzione di Radio1 Rai, attualmente affidata a Flavio Mucciante. In questo caso uno dei papabili sarebbe Ludovico Di Meo, attualmente vicedirettore di Rai1 e che segue per lo più la programmazione mattutina della rete ammiraglia. Mucciante potrebbe dargli il cambio.
Per la stessa radio si parla anche di Andrea Montanari, attualmente uno dei vice direttori del Tg1 e tra i più stretti collaboratori di Mario Orfeo, l’unico che, secondo indiscrezioni, non muoverà un passo dalla sua guida al Tg1.
Sembra inamovibile anche Vincenzo Morgante, direttore della Tgr. In Rai Parlamento il nome più gettonato dalle indiscrezioni è quello di Nicoletta Manzione, attualmente corrispondente Rai da Berlino.

COSA SUCCEDE OLTRE ALLA NOMINE RAI

Nelle prossime ore il Cda sarà chiamato a prendere in esame il Piano di riforma del settore informazione predisposto da Carlo Verdelli, direttore editoriale per l’offerta informativa Rai, con i suoi collaboratori (ai quali potrebbe forse aggiungersi Masi, se sostituito al Tg2). I consiglieri saranno chiamati a valutare il progetto e i suoi potenziali sviluppi. E agli obiettivi che questo progetto si pone sarebbero quindi legati conseguentemente gli avvicendamenti in alcune testate. Domani il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto potrebbe già avanzare i curricula dei suoi candidati alle direzioni. La sfida è aperta.

(foto agenzie ANSA/CLAUDIO ONORATI)

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