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Rifiuti Roma, Paola Muraro: «Nessun conflitto di interessi. Ho denunciato truffe e inefficienze»

«Non ho nessun conflitto di interessi» per i compensi ricevuti da Ama. E «a ridurre così Roma è stata la dirigenza». Parla così in un’intervista rilasciata a Luca De Carolis per Il Fatto Quotidiano il neo assessore all’Ambiente del Campidoglio Paola Muraro, finita al centro delle polemiche per le consulenze da circa un milione di euro ricevute negli anni dall’azienda municipalizzata romana che si occupa della gesione dei rifiuti. Le dimissioni non sono un’ipotesi in campo, fa sapere il membro della giunta di Virginia Raggi:

Il Pd la invita a dimettersi per i suoi “conflitti di interessi”. Le imputa il milione e 136 mila euro di compensi per 12 anni da consulente Ama.

 

Vado avanti, non ho nessun conflitto. A ridurre così Roma è stata la dirigenza dell’Ama.

 

Di cosa si occupava da consulente?

 

Sono un’esperta di compostaggio e trattamento dei rifiuti. Negli ultimi anni controllavo e davo suggerimenti su come ottemperare agli adempimenti di legge nei vari impianti. Ed ero la referente dell’azienda con gli enti di controllo. Se arrivavano gli ispettori dell’Arpa o del Noe, dovevano parlare con me.

 

E cosa raccontava loro?

 

Che riscontravo molte inefficienze, tutte segnalate all’azienda.

 

Ha ricevuto molti soldi.

 

Sono circa 90 mila euro lordi all’anno. E poi ho svolto un lavoro importante da perito di parte in varie cause fondamentali. Grazie a me l’Ama vinse il lodo arbitrale contro Manlio Cerroni (storico patron della discarica di Malagrotta, plurindagato, ndr) che prentedeva 900 milioni per la mancata realizzazione di un rigassificatore. E ho contribuito anche in altri contenziosi da decine di milioni.

 

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RIFIUTI ROMA, PAOLA MURARO: «HO DENUNCIATO TRUFFE»

Muraro dice di avere fiducia nella magistratura, che ha aperto un’inchiesta sugli impianti di Rocca Cencia e Salario, e di aver sempre segnalato truffe:

Lei ha parlato di un dossier.

 

Ho mandato tante mail all’azienda, soprattutto negli ultimi due anni.

 

Su cosa?

 

Nell’ottobre 2015 segnalo che da un impianto di Pomezia sono usciti mezzi che pesavano un tot, e pochi chilometri, all’arrivo pesavano il doppio.

 

Che vuol dire?

 

Che avveniva una truffa.

 

Continui.

 

Il 15 giugno 2015 scrivo: “Torno a sottolinearvi la gravità della situazione negli impianti di Rocca Cencia e Salario”.E chioso: “Non essendo responsabile del comportamento aziendale, mi ritengo sollevata da qualsiasi responsabilità”.

 

Perché ha tenuto questo materiale nel cassetto?

 

Avevo un obbligo contrattuale di riservatezza. Ma se la procura mi chiamerà mostrerò tutto. E vorrei essere sentita anche dalla commissione Ecomafie, appena possibile.

 

Teme di essere indagata?

 

Ho piena fiducia nella magistratura.

(Foto di copertina: ANSA / CLAUDIO PERI)