Giornata mondiale dell'orgasmo
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Giornata mondiale dell’orgasmo: il 31 luglio si festeggia il piacere

Il Global Orgasm Day è oggi, divertitevi e nel caso vogliate moltiplicatevi. E attenzione, uomini, non cominciate a fare battute del tipo “cara, posso farti la festa?”. Eh sì, perché global ha un significato preciso, riguarda entrambi. La giornata mondiale dell’orgasmo femminile, infatti, è il 21 dicembre. Forse perché è così raro, a causa di uomini troppo imbranati ed egoisti, che solo durante le feste comandate, tipo quelle natalizie, si riesce a far godere anche fidanzate, mogli e amanti. Non ridete, machisti: secondo un’indagine della Columbia University una donna su cinque non ne hanno mai provato uno. E quasi quattro cinque lo hanno finto almeno una volta.

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La festa più hot non poteva che arrivare nella stagione più calda e svestita, l’estate. Donna Sheehan e Paul Reffell, ora scrittrici a tempo pieno e un tempo attiviste, soprattutto riguardo ai temi della pace e della difesa dei diritti della donna, decisero innanzitutto di stabilire la festa al femminile, nel solstizio d’inverno appunto. Lo scopo era quello di invitare le persone in giro per il mondo ad avere un orgasmo in questa giornata pensando alla pace (un miraggio proprio come il piacere femminile), in modo da sprigionare energia positiva. Nel 2009 Sheehan e Reffell cedettero il coordinamento dell’iniziativa ad Ani Sinclair. Oggi le Giornate dedicate all’Orgasmo sono due, al giorno del solstizio d’inverno (l’invito ad avere un orgasmo si estende per tutte le 24 ore, dal 21 al 22 dicembre) si è aggiunto il 31 luglio. Forse perché, appunto, d’estate sono pochi i vestiti da togliersi per poi consumare un amplesso di qualità.

L’orgasmo è come il Sacro Graal: tutti lo vogliono, tutti lo cercano, pochissimi ne parlano. Ma poi, al cinema per esempio, ne vediamo di storici. Urla, sospiri, gemiti da competizione, quasi sempre contemporanei e multipli (ogni sessuologo potrà dirvi che le due cose sono rare come una barzelletta raccontata bene da Berlusconi). Anche se, va detto, quello più famoso sul grande schermo è quello che Meg Ryan finge in un bar di fronte a Billy Cristal per dimostrargli che un uomo non può accorgersi della simulazione femminile. Convincendo tutti senza tema di smentita, va detto.