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Rocca Cencia: il tritovagliatore voluto dai 5 stelle è sotto inchiesta

Il tritovagliatore di Cerroni sostenuto dall’assessore all’Ambiente Paola Muraro nello scontro con l’ad Daniele Fortini è sotto inchiesta. A rivelarlo è Repubblica Roma, in un pezzo a firma di Federica Angeli e Francesco Salvatore.

Se Daniele Fortini ha fatto muro contro la richiesta perentoria, formalizzata da Paola Muraro prima a voce e il giorno successivo
pure per iscritto, di ricorrere al tritovagliatore di Rocca Cencia – di proprietà di Manlio Cerroni – per uscire dall’emergenza che sta soffocando la città, è soprattutto perché proprio quell’impianto è al centro di un’inchiesta della Procura per reati pesantissimi: truffa, frode
e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti.

Non c’è quindi solo un problema di legalità dettato dalla mancanza di autorizzazione per gli scarti indifferenziati nello stabilimento confinante con i due Tmb di Ama ma qualcosa di più.

Scrive infatti Fortini in un passaggio della missiva indirizzata alla Muraro: «Per quanto riguarda la verifica dei motivi ostativi per l’utilizzo del Tritovagliatore di Rocca Cencia (…) si comunica che in data 26 luglio l’Autorità giudiziaria ha provveduto ad acquisire documentazione presso la nostra società in merito al Tritovagliatore in questione ed oggetto di indagini per gravi reati». Una serie di atti, determine e ordinanze portate via, tra ieri e l’altro ieri, dagli agenti dei Noe, il nucleo speciale dei carabinieri che si occupa di reati ambientali, su delega del pubblico ministero Alberto Galanti.
Ora si tratta di capire se, nonostante questo, la giunta Raggi terrà il punto sulla necessità di rivolgersi comunque a Cerroni, imponendo il trattamento dei rifiuti cittadini in un impianto su cui gravano rilevanti contestazioni penali – il che contraddirebbe i proclami di “onestà onestà” del M5s – oppure deciderà di desistere.

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ROCCA CENCIA: LA PROCURA INDAGA SU ALTRI IMPIANTI

Il Tritovagliatore di Rocca Cencia  – spiegano su Repubblica – fa parte di una inchiesta più grande che riguarda tutti i Tmb di Roma: i due del Colari a Malagrotta e i due di Ama (uno a Rocca Cencia, l’altro a Salaria), realizzati dalla Sorain Cecchini Ambiente, sempre del gruppo Colari.

Secondo questo filone d’indagine, sempre affidato al pm Galanti, i 4 Tmb finiti sotto la lente della magistratura produrrebbero scarti non conformi alla legge. Ed è per questo che la procura ha
disposto una consulenza tecnica urgente sugli impianti. L’ipotesi è che la frazione organica in uscita sia difforme da quanto prescritto nelle autorizzazioni e dalla normativa nazionale in materia di smaltimento rifiuti. Tutti e quattro i Tmb sono stati realizzati dalla Sorain Cecchini, riconducibili al novantenne re della Monnezza romana, attualmente sotto inchiesta in tre diversi procedimenti penali.

(foto ANSA/CLAUDIO PERI)