Cambiare partito in Parlamento
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Quanto si guadagna a cambiare partito in Parlamento

Cambiare partito conviene. Chi passa da un gruppo parlamentare all’altro porta in dote diverse decine di migliaia di euro. Una remunerazione che alimenta il trasformismo, fenomeno particolarmente tipico del nostro sistema politico e che ha caratterizzato in modo particolare le ultime due legislature.

QUANTO SI GUADAGNA A CAMBIARE PARTITO

Un articolo de La Stampa di Antonio Pitoni evidenzia quanto un gruppo parlamentare guadagni con l’ingresso di un nuovo deputato o senatore. Un’operazione legittima, garantita costituzionalmente dall’articolo 67 che postula il vincolo di mandato, ma che evidenzia un malcostume tipico dei partiti italiani. Dove proliferano forze politiche nate in Parlamento, che vivono grazie ai soldi garantiti ai gruppi parlamentari, e che non hanno alcuna rappresentanza nel Paese. Nel 2015 i gruppi parlamentari hanno ricevuto circa 53 milioni di euro: 31,9 alla Camera dei Deputati e 21,3 al Senato della Repubblica. Un deputato vale, in termini di rimborsi, 49 mila euro l’anno, mentre un senatore più di 59 mila. Contributi che sono stanziati a ogni cambio di casacca in Parlamento.

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CHI GUADAGNA CON IL CAMBIOCASACCA

358 parlamentari hanno cambiato partito in questa legislatura: 185 alla Camera dei Deputati, 173 al Senato della Repubblica. Le forze più penalizzate dall’emorragia nei gruppi parlamentari sono state Forza Italia, colpita in particolar modo dalla fondazione di Nuovo centrodestra, e il Movimento 5 Stelle. Oltre all’indebolimento politico, i gruppi parlamentari che fanno riferimento a Berlusconi e Grillo hanno perso anche molti rimborsi. NCD ha incamerato nel 2015 oltre 1 milione di euro alla Camera e circa 2 milioni al Senato: soldi che sarebbero in buona parte finiti a FI. Il PD ha invece beneficiato del cambio casacca, visto che ha avuto in questa legislatura un aumento di 18 unità del suo gruppo parlamentare. La maggior parte dei contributi di chi dice addio vanno al gruppo misto:tra Camera e Senato i parlamentari senza casacca hanno ricevuto più di 5 milioni di euro di contributi.