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Roma, 16enne violentata nel parco di Villa Ada: mancano segni violenza

Non risultano segni di violenza sulla sedicenne che ha denunciato di esser stata violentata in una baraccopoli a Villa Ada. I due nordafricani fermati ieri dalla polizia sono stati rilasciati ma restano comunque indagati per violenza sessuale aggravata.  Gli inquirenti stanno vagliando il racconto della giovane. Pare abbia mentito sul fatto di avere un appuntamento nel parco con sue amiche perché era infatti scappata di casa quattro giorni fa da Firenze . Secondo quanto riporta Repubblica Roma la scientifica sta analizzando quanto ritrovato nella baracca. «E’ stato un rapporto consensuale», hanno spiegato i due ragazzi fermati, denunciati a piede libero.

VILLA ADA: LA STORIA DELLO STUPRO SU UNA RAGAZZA DI 16 ANNI

Villa Ada, lo sa chi abita vicino a uno dei più grandi e bei parchi di Roma, ha anche il suo lato oscuro. E sono quelle baracche, in cui vivono squatters, senzatetto e clandestini. Lì dentro una ragazzina di soli 16 anni ha vissuto l’incubo peggiore. Finito tra le braccia del poliziotto che si è fermato, insieme a un collega, all’altezza di Via Panama, quando l’ha vista alzare un braccio chiedendo aiuto, appoggiata a un’auto. “Mi hanno violentata – ha detto-, in quelle baracche, lì dentro, sono stati due nordafricani”. Poi è svenuta, stremata per la fuga dai due tunisini che l’avevano malmenata e stuprata nel cuore della Roma bene, a due passi da ambasciate, case signorili, un’università come la Luiss.

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“Ero scesa al parco, aspettavo due amiche”, riportava il quotidiano Repubblica. Un appuntamento che si danno in molti, la panchina di fronte al chiosco bar Panamino, dove ci sono anche un po’ di giochi per i bambini. Poi, il buio. Non ricorda, la vittima, com’è finita in una di quelle baracche, ma solo che è stata spogliata, immobilizzata e violentata a turno dai due nordafricani. Per mezz’ora.
Alle 20.35 si è liberata, è corsa via, sbucando all’altezza del civico di Via Panama 27. Dopo aver perso i sensi tra le braccia del poliziotto, è stata trasferita al Policlinico Umberto I, per le visite ginecologiche di rito e le cure, mentre ben 4 volanti bloccavano le uscite del Parco, alla ricerca dei due sospettati. I due presunti stupratori, 26 e 30 anni, erano ancora sui loro materassi logori, fumavano mentre gli agenti irrompevano e li arrestavano. Si è così scoperto che già erano stati segnalati per un’aggressione a una ragazza alla Stazione Termini e grazie anche al precedente è stato deciso il fermo per violenza sessuale aggravata.