Relazione clandestina

13/03/2009 - SOLO PERCHE’ SI AMA? - E’ i l 23 dicembre quando la notizia arriva nelle redazioni dei giornali. «Sì, è vero: l’ ho uccisa io. Non so perché l’ ho fatto, non ce la facevo più. Lei voleva sposarmi, io

     
 

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SOLO PERCHE’ SI AMA? - E’ i l 23 dicembre quando la notizia arriva nelle redazioni dei giornali. «Sì, è vero: l’ ho uccisa io. Non so perché l’ ho fatto, non ce la facevo più. Lei voleva sposarmi, io volevo allontanarla. Era estenuante. e così ho rovinato una famiglia». Una famiglia intera: la famiglia Potenza. Perché l’assassino è cugino del padre di Giusy. Si chiama Giovanni e fa il pescatore anche lui. «Ci frequentavamo da agosto – dice. Avevamo una relazione lei era innamorata. Voleva che lasciassi mia moglie e i miei bambini». E ‘ un fiume in piena il ragazzo e racconta tutto, senza tralasciare nulla. «Il 12 novembre ci siamo incontrati verso le 18, vicino al negozio Bernini, dove lei doveva comprare dei cd, per la mamma. Ci vedevamo sempre nei fine settimana, perché io ero imbarcato e tornavo solo il giovedì sera. E’ salita sulla mia Ford Focus grigia e siamo andati vicino all’ ex stabilimento Enichem, alla periferia della città. Qui, come accadeva da circa due mesi, abbiamo fatto l’ amore in auto». «Le ho detto che la nostra storia stava diventando pericolosa, andava avanti da due mesi e c’ era il rischio che le nostre famiglie scoprissero qualcosa. Le ho chiesto di non vederci più. Giusy ha reagito male. Era molto innamorata di me, era insistente: mi ricattava, voleva che lasciassi mia moglie per stare con lei, ma io non potevo farlo e lei non capiva». Giusy esce dall’auto e cade nella scogliera. Ed è qui che lui entra in azione. «L’ ho presa in braccio e l’ ho portata sull’ erba, vicino alla stradina. L’ ho adagiata sul terreno e ho cercato di rianimarla, non volevo che morisse. Ma all’ improvviso mi è tornata in mente la sua minaccia di dire tutto a mia moglie. Forse lei ha detto qualcosa. Pioveva, faceva freddo. Non ho capito più nulla: ho afferrato un masso e l’ ho colpita. l’ ho colpita. e sono fuggito via da solo». Il caso è chiuso, finito, stop. Se non fosse che i genitori non credono al racconto del giovane. Per loro i due non avevano nessuna relazione. Strano. Strano anche perché dall’esame dei tabulati telefonici non risulterà traccia di alcuna telefonata fra Giusy e Giovanni. In verità non è così strano. E’ che i genitori sanno qualcosa in più, come del resto la sanno gli inquirenti. La sanno perché subito dopo l’omicidio qualcuno ha bussato alla porta della famiglia Potenza. Qualcuno che svolgeva una controindagine. Qualcuno che non aveva esitato a dare la propria disponibilità nel caso ce ne fosse stato bisogno. Ma il padre era stato chiaro: non voleva che nessuno si facesse giustizia da solo. L’altra pista però non porta a niente. O meglio, non è utile per l’assassinio. Perché alla fine, Giusy, ormai sono sicuri, è stata uccisa proprio dal cugino.

NON C’E’ PACE PER LA FAMIGLIA - Mentre il resto è una storia di orrori. La storia di due ragazze, Sabrina Santoro, 24 anni, e Filomena Mangini, di 19, che il 6 maggio del 2005 vengono arrestate. Induzione alla prostituzione è l’accusa: avrebbero costretto Giusy a svendere il proprio corpo. E da qui si innesca la tragedia nella tragedia. Il padre di una delle due ragazze, Pasquale Mangini, noto pregiudicato, insulta quotidianamente la memoria di Giusy. Così un giorno come altri, la tranquillità di un uomo si perde. Entra nel bar e come l’altro lo guarda: zac, lo ferisce all’addome con un coltello. Tentato omicidio è l’accusa. «Quando Giusy è morta io non c’ ero. Ero in mare con il mio peschereccio. Ma mia figlia un padre ce l’ ha e certe cose sulla mia bambina nessuno le deve dire», si giustifica Carlo. Il dolore è tanto. Per tutti. La madre di Giusy, Grazia, è sempre più distrutta. Il marito è in carcere e la figlia è morta. Il dolore diventa sempre più insistente. Finché il 24 ottobre del 2005 non ce la fa più e decide di togliersi la vita. E su Manfredonia cala ancora una volta il sipario. Scordati gli onori, lontani gli splendori sono rimasti gli orrori.

     
 

2 Commenti

  1. loska scrive:

    fantastico! Igor è sempre il migliore del venerdì :D

  2. SigPar scrive:

    Certo che una tragedia dietro l’altra, e, a distanza di anni un velo di mistero su questo omicidio ancora c’è.

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