Fatti mandare dal prefetto a prendere il Fido

13/03/2009 - Il PDL si è autonominato erede e rappresentante della tradizione del liberalismo in Italia, in politica ed in economia. Ma i suoi provvedimenti sembrano ispirati alla difesa delle lobby e al peggiore statalismo Gli autori dell’articolo sono Alessandro Guerani e

     
 

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Il PDL si è autonominato erede e rappresentante della tradizione del liberalismo in Italia, in politica ed in economia. Ma i suoi provvedimenti sembrano ispirati alla difesa delle lobby e al peggiore statalismo

Gli autori dell’articolo sono Alessandro Guerani e Pietro di Giorgio

I liberali italiani sono una specie rara nella politica italiana: per contarli sulla punta delle dita non serve neanche averle tutte, le dita. Uno dei più noti liberali italiani, tale Luigi Einaudi, una volta scrisse un articolo dal titolo “Via il prefetto!” in cui affermava che la prefettura era un’istituzione fascista che limitava l’autonomia degli enti locali, essendo un’emanazione del Governo centrale.  Immagino quindi le contorsioni inaudite che Einaudi ha dovuto fare ieri nella tomba quando il Ministro dell’Interno del governo del Popolo delle Lobby (o della Liturgia, ma certo non delle Libertà) [[Roberto Maroni]] ha proposto una brillante innovazione nella politica del credito italiana: mandare i prefetti in banca ad intimorire i direttori restii a prestare fondi alle imprese. Dice Maroni: “La banca e’ titolare della valutazione del credito: non possiamo imporre, possiamo convincere la banca a rivedere la posizione con un intervento di persuasione dei Prefetti“. Entro fine mese, come se non bastasse, partiranno gli osservatori regionali sul credito.

FATTI MANDARE DAL PREFETTO A PRENDERE IL FIDO – Ieri sera a La 7 infatti il ministro, mentre continuava a dire che era fatto tutto “per il bene degli italiani“, confermava che i prefetti potranno ricevere segnalazioni da imprese e privati a cui le banche negherebbero senza “giuste ragioni” il necessario [[credito]]. Adesso o le banche sono masochiste e quindi non prestano soldi a chi li farebbe fruttare, e quindi il prefetto deve insegnare il mestiere ai bancari, oppure semplicemente forse se la banca non dà i soldi è perché il rischio è troppo elevato. Fra l’altro il problema della crisi attuale nasce esattamente dall’allegra concessione di denaro a tutti e a tassi bassi, altrimenti le banche non avrebbero bisogno dei bond di [[Tremonti]]. Insomma mettiamoci d’accordo, prima si bastonano le banche perchè sono state troppo “allegre” nel concedere fidi tanto che l’ammontare degli impieghi è troppo alto rispetto ai loro capitali (il famoso rapporto che si chiama Tier 1) per cui Tremonti deve impegnare lo Stato a comprare dei bond speciali per ricapitalizzarle, poi arriva Maroni e dice che le banche devono stare attente a riprendere a fare il loro mestiere, che è quello di dire anche dei no ai clienti, sennò i prefetti le bastonano sulle dita. Punte elevate di comicità si sono raggiunte quando, incalzato da una Lilli Gruber insolitamente sveglia e attiva,  Maroni ha confermato che le segnalazioni da rivolgere al Prefetto dovranno rimanere anonime e che i prefetti si limiteranno a “consigliare” e “persuadere” chi sta sopra al titolare di una filiale che non è il caso di essere così severi nel valutare i clienti. Come se la politica del credito e gran parte dei poteri di erogazione del credito siano in capo al poveraccio che sta dentro la filiale e non alla alta dirigenza della banca. Ma Maroni è un esperto, “perché ha lavorato qualche anno in banca“.  Come se un infermiere potesse consigliare i chirurghi, secondo la logica “padana” del ministro.

IL PIANO QUINQUENNALE DEL CREDITO - Ed ecco le banche italiane, alle prese con conti economici non floridi, che danno soldi a volontà ad un’economia reale che è già in [[crisi]] (con alte probabilità di sofferenza per i prestiti, quindi). Poi chiederanno soldi al governo tramite i bond di Tremonti perché il loro rapporto impieghi/patrimonio sballerà vieppiù, ma a patto che diano quei soldi di nuovo in giro allegramente. Insomma un piano quinquennale del credito dove lo Stato fa il finanziatore, decide come, quando e a chi si eroga il credito e tutti muti e zitti sennò si chiamano i prefetti o Tremonti mette il broncio. Aspettiamo solo che La Russa non trovi un ruolo in questo gioco anche per l’Esercito, magari impegnati a pattugliare le filiali delle banche per vedere che nessuno salti la fila. Scriveva Rothbard nel lontano 1963: “XYZ agì rapidamente e con decisione. La sua iniziativa più importante fu l’organizzazione di una serie di convegni, a cui furono invitati a partecipare i principali industriali e finanzieri del paese, per indurli a sostenere i tassi salariali e a espandere gli investimenti“. La moral suasion, nel caso in esame, funzionò: i salari non furono tagliati, e dopo 13 anni la disoccupazione era ancora al 20%. XYZ era Herbert Hoover, ed era “La Grande Depressione” (Rubbettino): cose che succedono quando prezzi e decisioni di investimento non sono gestiti dal mercato. Insomma: da “Via il prefetto!” a “Vai al prefetto!” la parabola del sedicente liberale PDL è ormai giunta al suo nadir.

     
 

8 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    però ci sono anche i risvolti positivi, di tutto ciò: so finalmente cos’è il Nadir :D

  2. EssEmme scrive:

    Ma a quanto pare il governatore ha fatto quadrato intorno alle banche, dichiarando che quello è suo “campo di interesse” … e per far meglio capire la cosa sembrerebbe abbia segnato il territorio come un felino intorno a tutti gli sportelli bancomat che gli capitavano a tiro…

  3. Gregorj scrive:

    è perché riceve l’aggiornamento di giornalettismo alla mezzanotte di giovedì/venerdì; poi, decide in base a quello che pubblichiamo noi.

  4. giuggi scrive:

    non so. a me le banche sono state sempre antipatiche. pronte lì ad inciappettarti tutto vestito. ma l’idea dei prefetti è proprio cretina. ma alla gente piacerà. e anche molto.

  5. Libertyfirst scrive:

    Comunque l’idea dell’articolo è di AG…

  6. AG scrive:

    Ma io cedo volentieri i miei keynesiani meriti al più fulgido alfiere della scuola austriaca. Son ragazzi, si accontentano di poco :D

    Comunque è significativo che un liberale e un socialdemocratico si mettano assieme a piangere di fronte a queste trovate del governo che sembrano uscite fuori da un film sulla DDR con sceneggiatura dei Vanzina.

  7. z3ruel scrive:

    Ricordati che l’esperienza bancaria di Maroni non si limita al breve periodo da dipendente, c’è anche la meravigliosa avventura di Credinord…

  8. Libertyfirst scrive:

    Io non mi metto a piangere, mi metto a ridere. :-)

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