Ronde padane o angeli cittadini? – Intervista al City Angel
12/03/2009 - Il decreto prevede che le ronde saranno composte prevalentemente da ex-poliziotti o ex-militari in congedo. Crede che queste persone e il loro tipo di preparazione rappresentino una garanzia di affidabilità? Questa è una cosa positiva, perché è gente che dovrebbe
Il decreto prevede che le ronde saranno composte prevalentemente da ex-poliziotti o ex-militari in congedo. Crede che queste persone e il loro tipo di preparazione rappresentino una garanzia di affidabilità?
Questa è una cosa positiva, perché è gente che dovrebbe avere la testa sulle spalle, e inoltre non ha bisogno di addestramento perché è già addestrata, dato che è una vita che opera nelle forze dell’ordine. Io credo che il volontariato per la sicurezza, se correttamente inteso, quindi non solo orientato alla sicurezza, dovrebbe essere come il nostro: volontariato a 360 gradi. Noi ad esempio aiutiamo anche i senzatetto; se c’è da portare una valigia pesante di una persona anziana che arriva alla Stazione Centrale a Milano o alla Stazione Termini a Roma, gliela portiamo. Sicurezza è un po’ troppo riduttivo come termine, dovrebbe essere un volontariato di strada d’emergenza. Ecco, lo chiamerei così, un volontariato di strada più che un volontariato per la sicurezza. E questo tipo di volontariato è molto formativo. Qualche anno fa a Milano, in una scuola cattolica, sono nati i City Angels Juniores: sono ragazzini delle scuole medie inferiori, che fanno compagnia agli anziani nelle case di riposo. Se la cosa fosse limitata solo ad ex-poliziotti e carabinieri, sarebbe limitata solo a gente anziana e non potrebbe coinvolgere le persone che più di tutte le altre dovrebbero essere coinvolte (se opportunamente formate e con la testa a posto), cioè i giovani. Perché ogni tipo di volontariato ti arricchisce, ti dà qualcosa. Io credo che questo tipo di volontariato sia particolarmente formativo per i giovanissimi. Nella nostra associazione i nostri volontari sono soprattutto giovani, l’età media è 20-45 anni.
Secondo lei c’è oggi, in Italia, un’emergenza sicurezza? I City Angels hanno riscontrato negli ultimi tempi qualcosa che indichi un aumento di questo tipo di problematiche?
No, io credo che ci sia un problema sicurezza, non un’emergenza: un’emergenza è un qualcosa che emerge oggi e che prima non c’era. Non c’è un’emergenza, c’è un problema, che però esiste da molti anni, almeno da vent’anni a questa parte. Semmai adesso è più sentito perché c’è una maggiore presenza di immigrati, e noi purtroppo non siamo ancora abituati ad essere un paese a forte tasso di immigrazione; e molti, alla vista di tanti immigrati in giro, di notte, soprattutto in certi quartieri, sono intimoriti: il cittadino si sente isolato e spaesato e allora ha paura. Spesso non c’è alcun bisogno di avere paura, ma psicologicamente la cosa incute timore, per questo c’è una maggiore percezione di insicurezza.
Ritiene che aumentare i poliziotti nelle strade e in generale la presenza di Forze dell’ordine nelle città sia una buona strategia?
Credo che ci voglia una maggiore presenza di forze dell’ordine e credo che i cittadini possano contribuire, possano aiutare a portare maggiore sicurezza. Ma non soltanto attraverso le cosiddette ronde (usiamo ancora questo termine): certo anche attraverso di esse, ma qualunque cittadino dovrebbe dare il suo contributo segnalando quello che vede alle Forze dell’ordine. In America c’è un modello di sicurezza, si chiama modello Chicago, dal nome della città da dove viene Barack Obama, che è alternativo al modello New York, che è quello della tolleranza zero di Giuliani; tolleranza zero vuol dire colpire anche i piccoli reati in modo che non si trovi terreno fertile per quelli più grandi, quindi anche, non so, fare pipì per strada, un reato molto piccolo, a New York è punito con l’arresto, il che mi sembra un po’ eccessivo. Il modello Chicago, invece, è un modello di sicurezza partecipata, cioè si coinvolgono le associazioni, i comitati di quartiere, le parrocchie, i gruppi religiosi, i gruppi giovanili, per tenere d’occhio quello che succede nel loro quartiere e segnalare ciò che avviene alle forze dell’ordine; e si punta molto sulla mediazione culturale, sul dialogo con i ragazzi, con le gang. E dà buoni risultati, tant’è che è un modello che si sta espandendo anche in altre città degli Stati Uniti. Ecco, questo è il modello di sicurezza partecipata che prenderei come riferimento.
Quindi nel complesso lei è ottimista: il suo giudizio sul provvedimento è positivo a patto che prenda la piega giusta?
Sì, sono ottimista. Mi sembra di capire che il modello a cui si rifà il ministro è il modello Milano. Milano è una città dove ronde non ce ne sono mai state. Mentre a Roma, a Padova, in altre città sono un fenomeno conosciuto, a Milano non esistono. A Milano ci sono i City Angels, che collaborano con le forze dell’ordine e con il Comune, ed è una cosa molto proficua, molto positiva. Ci si rifà a questo modello, è un modello buono, ben venga se verrà esteso anche al resto d’Italia.













…fossero tutti così
Il problema e’ che NON sono tutti cosi’.
Poi francamente bu… dice cose giuste, ma pone il modello dei city angels come unico modello possibile, ed e’ ottimista solo perche’ pensa/crede/si augura che il modello seguito sia quello. Insomma, si fa tanta buona pubblicita’ ai suoi, e sta benissimo. Ma non si sbilancia affatto sulle altre realta’ o su quelle specifiche di cui parliamo da qualche settimana.
Io non mi sento di essere cosi’ ottimista, soprattutto in merito alla questione forze dell’ordine in congedo. Sono gli ultimi con cui vorrei aver a che fare incontrandoli in strada come ronda, francamente.
L’intervista mi piace, le tesi dell’intervistato non mi convincono molto.
Quella che viene descritta sembra una sorta di associazione di volontariato, e di quelle c’è sempre bisogno in Italia, dove serve (cito un articolo di qualche giorno fa che ho scolpito dentro di me) “un popolo adulto sceglie ed è un popolo in grado di diventare genitore, genitore della parte più debole di esso, non perchè gli venga suggerito, ma perchè lo sente come una propria necessità.
Quella che ci viene venduta dal governo (al di là delle eventuali buone intenzioni di qualcuno) mi ricorda molto quei vecchi film anni ’70 con Maurizio Merli & C., in cui gruppi di “persone perbene” di fronte ad una polizia con le “mani legate” pensavano a risolvere i problemi delle città.
Non adoro la polizia, ma mi sento molto più garantito da un poliziotto che da un “city angel”. Senza offesa.
Se si ha tutto questo desiderio di fare del bene, credetemi, non mancano le cause a cui dedicarsi. E senza corsi di formazione, senza essere per forza ex poliziotti o ex carabinieri.
Assumetene di più se proprio pensate che il grande dramma italiano sia la “sicurezza” (naturalmente non quella sul lavoro o quella sulle strade…quella non è importante)
C.
C., concordo con te. Anche se francamente la tutela che mi aspetto da un city angel e’ di genere completamente diverso da quella che mi aspett/erei da un poliziotto/carabiniere. Per ruolo, se non altro.
Ulteriore diverso paio di maniche sono le ronde. Che dubito vedro’ mai aiutare le vecchiette a portare le borse della spesa.
Ma poi, invece di spendere miliardi per installare telecamere a circuito chiuso per tutta roma, che diverranno oggetto di repentino tiro al bersaglio bruciando istantaneamente l’investimento (populista, aridanghete) fatto, non si potrebbe mettere benzina alle volanti di polizia/carabinieri? Cosi’ almeno se mi stuprano sotto una telecamera nun me tocca aspetta’ che arrivi il maratoneta di turno in caserma.
vorrei chiedere ai city angels se sia possibile da parte loro anche una qualche campagnia di sensibilizzazione al rispetto degli immigrati e dei senzatetto. In una farmacia di Milano ho assistito ad una scena davvero poco edificante.Se vogliono chiedano ad Airos il mio contatto e mi spiego nel dettaglio.
Il problema è che non tutte le ronde saranno così, e per molti “ronda” è solo un paravento per allentare le briglie. E creare alla polizia più problemi di quanti non ne abbia già