L’indiano contro i giganti dell’energia solare

12/03/2012 - La sfida di ambientalisti e nativi per salvare il deserto dall’avanzata dei pannelli Il Guardian ci parla delle nuove sfide dell’amministrazione Obama nel campo dell’energia rinnovabile. L’ultima iniziativa è rappresentata da un progetto futuristico, dal valore di milioni di dollari,

La sfida di ambientalisti e nativi per salvare il deserto dall’avanzata dei pannelli

Il Guardian ci parla delle nuove sfide dell’amministrazione Obama nel campo dell’energia rinnovabile. L’ultima iniziativa è rappresentata da un progetto futuristico, dal valore di milioni di dollari, per l’installazione di pannelli fotovoltaici nel deserto del Mojave, tra California e Arizona, e dalle grandi difficoltà di realizzazione

I DANNI – La questione è molto più complessa di quanto non appaia. I progetti, dal valore di milioni di dollari, sono avversati da gruppi ambientalisti e nativi americani. Entrambi sembrano preoccupati dai danni che verrebbero procurati dai pannelli fotovoltaici al deserto e al suo equilibrio naturale, senza parlare dei luoghi ritenuti sacri dagli indiani. Secondo loro quelle che a un occhio profano sembrano semplici rocce, per loro sono piene di significato.

PER GLI ANIMALI - “Qui vivere la lucertola cornuta”, ha spiegato Alfredo Figueroa, un oppositore che ha deciso di piantarsi dentro il sito di Solar Millennium, un progetto nato dall’azienda tedesca Solar Millennium AG, che ha già creato impianti fotovoltaici in mezzo mondo. L’azienda è stata però messa in amministrazione controllata. “Sono felice perché così riusciremo a salvaguardare l’habitat di due animali storici”. Figueroa ha 78 anni, è un indiano Chemehuevi ed è diventato una delle voci più critiche riguardo al programma di sfruttamento dell’energia solare. Secondo lui questo deserto è la culla delle tradizioni maya e azteca.

SIAMO LE NOSTRE TRADIZIONI – Si tratta quindi di una zona piena di storia che dovrebbe essere preservata dagli investimenti e dall’avidità della politica, che ha scelto quest’angolo di Stati Uniti dove le temperature possono raggiungere i 54 gradi centigradi per installare dei pannelli fotovoltaici in barba alle tradizioni e alla storia. “Siamo gente che vive di tradizioni -spiega Figueroa- gli europei hanno provato a distruggerci ma non hanno scalfito le nostre tradizioni, e grazie a loro, e alla nostra mitologia, siamo riusciti a sopavvivere. Se ci fossimo mescolati con le vespe -i protestanti anglosassoni- saremmo scomparsi già molti anni fa”.

UN PROGETTO POSITIVO – A 20 miglia di distanza c’è un altro sito, il “Genesis Solar”, dove l’azienda con base in Florida NextEra ha iniziato a sviluppare un progetto relativo a un campo grande 810 ettari. Sostenuta da 825 milioni di dollari, la Genesis Solar è convinta di organizzare un impianto capace di fornire energia a 187.500 appartamenti. I nativi americani però stanno chiedendo che vengano “tagliati” 80 ettari a causa di un ritrovamento di reperti archeologici protetti da una pellicola di cenere, testimonianza di un sito per corpi cremati “la cui sacralità non può essere violata”.

PER LE TUTELE – Secondo NextEra invece non esistono prove evidenti del fatto che si tratta di reperti provenienti da un villaggio preistorico. “Non abbiamo esaminato le ceneri, quindi ci risulta inesatto definire il sito un cimitero”, ha spiegato il portavoce dell’azienda della Florida Steve Stengel.  Il problema vero del programma per lo sfruttamento dell’ergia solare è che questo è stato studiato senza che vi fosse una consultazione a livello locale. Circostanza smentita dal portavoce del dipartimento di Palm Springs del Bureau of Land Management, John Kalish: “Tutti i progetti sono stati analizzati e studiati tenendo conto del loro impatto sulla cultura e sulle tradizioni dei luoghi scelti”.

SIAMO GUARDIANI – BrightSource, operatore a Ivanpah, sostiene di aver speso 22 milioni di dollari per preservare le tartarughe del deserto, impegnando inoltre 100 biologi per pattugliare e controllare l’evoluzione della specie. Inoltre verranno spesi altri 34 milioni di dollari per adempiere a tutti gli obblighi federali e statali. Ma c’è chi non è convinto. Conclude Figueroa: “Quanto vale la madre terra? E’ giusto usare il sole, ma non per devastare luoghi sacri. Noi siamo i guardiani di un equilibrio e la nostra missione è quello di mantenerlo e preservarlo per le future generazioni. Non possiamo permettere loro di distruggerlo”.

 

8 Commenti

  1. Engine scrive:

    “Se ci fossimo mescolati con le vespe -i protestanti anglosassoni- saremmo scomparsi già molti anni fa”

    “Vespe” non e’ corretto. La parola WASP non va tradotta, perche’ e’ un acronimo che sta per White Anglo-Saxon Protestant.

    Commento alla notizia: eh. Fico. Gli ambientalisti che non vogliono pannelli fotovoltaici. Quiindi vanno bene i combustibili fossili? No, neanche quelli. Se vogliamo energia, da qualche parte dobbiamo produrla.

  2. gigi scrive:

    i cretini anti-quaccheccosa-bastachesiaquaccosa sono equamente distribuiti nel mondo..

  3. Andrea scrive:

    Meglio che metterli nel deserto i pannelli solari siamo al ridicolo, cosa c’è da tutelare in un deserto?

  4. carlo scrive:

    con tutto il rispetto all’ecologia e alla salvaguardia ambientale, qui si va sul ridicolo
    pannelli solari nel deserto sono anti ecologici ?
    sig. capo indiano, con tutto il rispetto, il 99% dell’elettricità che ha sempre consumato viene prodotta con molta meno ecologia di quello che diventerebbe il suo deserto

  5. Apostata scrive:

    In effetti la tecnica migliore rimane quella dei Tetti Fotovoltaici. Per quel che concerne gli ambienti aridi e semi aridi gli converrebbe comunque reintrodurre i Castori in tutti i corsi d’acqua del Nevada, New Mexico, Arizona a cominciare dal Rio Bravo. La maggioranza dei deserti non è tanto naturale.

  6. el azzaharita scrive:

    +

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