“Genocidio praticato da Chiesa e Stato”, “Berlusconi e Schifani torturatori di Eluana”, “Fini nazifascista”, “Ratzinger delinquente”, “Famiglia come organizzazione criminale”, “Madre Teresa assassina”. Ecco dove può arrivare la diffamazione pubblica e impunita.
Siamo all’apice della libertà di espressione, che non è mai stata così imperante: è possibile lanciare le più pesanti accuse possibili senza che nessuno abbia nulla da ridire, e senza per giunta ricevere alcuna querela, nemmeno se i destinatari delle disonoranti parole sono gli uomini più influenti del mondo. Tutto questo può accadere, nell’era del web 2.0, in cui si
riversano pensieri e idee senza filtri e inibizioni. E’ il caso del blog Cristianesimo e Cattolicesimo, dove l’autore, tale Claudio Simeoni, un ex rivoluzionario di sinistra, fondatore della Federazione Pagana di cui è pontefice (sic!), di epiteti oltraggiosi ne ha per tutto e per tutti: la Chiesa, il Papa, Maria Teresa di Calcutta, il Presidente della Repubblica, Berlusconi, Schifani, Fini, e non solo. Il sentimento anti-clericale si mischia con diffamazioni inaccettabili, e anche impunite.
VIOLENZE SISTEMATICHE – Ecco cosa si legge, tanto per cominciare, nell’ultimo articolo, pubblicato domenica 8 marzo e intitolato La violenza sui minori e le complicità omertose della Polizia di Stato: “Ancora oggi la polizia di Stato non fa prevenzione nei confronti di preti cattolici. Preti cattolici che vengono lasciati liberi di stuprare ragazzi salvo quando lo “scandalo” giunge a livelli tali che la magistratura non può fare a meno di prenderne atto“. Si tratta di un commento alle dimissioni del vescovo irlandese John Magee, già segretario privato di tre pontefici, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, travolto dalle polemiche per come aveva gestito un’inchiesta su presunti casi di pedofilia. “Il tentativo della chiesa cattolica di indicare in “pochi sbandati preti omosessuali” le violenze sui minori, è naufragato miseramente da anni. Pur tuttavia, continuano a giungere notizie che c
onfermano come il pantano pedofilo e pederastico sia diffuso nella chiesa cattolica“. Il giorno prima Simeoni, che ci tiene a firmarsi Meccanico, Apprendista Stregone e Guardiano dell’Anticristo, criticava la Chiesa per il suo dissenso sulla decisione di Obama di abolire i limiti alla ricerca sulle cellule staminali accusandola di essere “contro il vivere civile delle persone, contro le società civili, contro la vita e gli uomini per la gloria del suo dio padrone“: “La decisione di Obama con cui rimuove la violenza con cui Bush ha violentato la società Usa era un atto di dignità sociale quanto meno “dovuto” al popolo americano. La feroce guerra contro i corpi delle donne messa in atto dalla chiesa cattolica e dai cristiani ha devastato culturalmente la società civile Usa. Ha indebolito il tessuto sociale e ha provocato l’attuale crisi economica favorendo la truffa delle grandi compagnie finanziarie“. Beh, alcune posizioni laiciste possono essere sicuramente accettate perché legittime, ma la forzatura con la quale si cerca di individuare nella Chiesa l’origine di tutti i mali, perfino la recente crisi economica, priva del tutto di attendibilità il ragionamento rendendolo inconsitente.
STUPRATORI E TORTURATORI – L’autore non evita di commentare anche la notizia della scomunica del medico che aveva autorizzato l’aborto ad una bambina brasiliana di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno: “Una chiesa cattolica sempre pronta, nei fatti, a giustificare e a difendere l’operato di stupratori riesce a continuare a violentare bambine per impedire loro di appropriarsi della loro vita. E’ vergognoso che il modello criminale della famiglia, imposto dalla chiesa cattolica mediante una feroce violenza, non sia stato ancora mes
so al bando nelle società civili. Le persone, in questo modello, continuano ad essere oggetti di possesso e stuprate per essere costrette ad aderire a quel modello: la stragrande maggioranza delle violenze sessuali avviene all’interno del modello della “sacra famiglia” imposto dai cristiani e dalla chiesa cattolica in particolare“. Con la Chiesa non era stato tenero nemmeno durante la vicenda di Eluana Englaro l’11 febbraio: “Figuriamoci quanto Ratzinger si può permettere di torturare impunemente, grazie ai suoi referenti politici nello Stato Italiano, i malati terminali per imporre la gloria del suo dio padrone! C’è del marcio non solo nelle azioni di Berlusconi che aggrediscono la Costituzione della Repubblica, ma c’è del marcio in una società che evita di mettere in discussione il dio padrone e il suo diritto al genocidio!“. Ancora più netto lo era stato il giorno prima, quando aveva accusato le più alte cariche dello Stato italiani di terrorismo e i cristiani di “delirio di onnipotenza in disprezzo della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo“: “Così Berlusconi e Schifani volevano divertirsi a torturare Eluana Englaro. Per farlo hanno aggredito la Costituzione della Repubblica. Quella Costituzione che mette al centro delle sue leggi la vita, l’uomo e le sue scelte. Per Berlusconi e Schifani l’individuo è solo uno schiavo che deve obbedire al loro dio padrone e a loro stessi che sono i suoi vicari insieme a Ratzinger. Berlusconi e Schifani hanno dimostrato che per loro la legge è merda: per questo hanno approvato il nodo Alfano. Per violare le leggi e rimanere impuniti: come il dio padrone dei cristiani che macella l’umanità e i cristiani non lo accusano di genocidio“.
DIRITTO AL GENOCIDIO – E non poteva mancare una presa di posizione dell’Apprendista Stregone Guardiano dell’Anticristo nemmeno sul caso dei vescov
i lefebvriani reintegrati e le polemiche tra Santa Sede e Angela Merkel sulle dichiarazioni del vescovo negazionista Williamson: “Il problema di Ratzinger è come salvare il suo diritto al genocidio senza che gli zingari, gli omosessuali, i laici e gli ebrei possano contestargli il suo diritto al genocidio. All’interno di questo problema si muove la vicenda fra Ratzinger e i lefebvriani. Il diritto che Ratzinger attribuisce a sé stesso e ad ogni persona a cui lui lo delega, di praticare il genocidio e le ragioni di stato di Angela Merkel che intende ribadire le ragioni morale di: mai più genocidi. I politici italiani sono ormai complici di Ratzinger. Si alleano con Israele soltanto quando Israele pratica il genocidio tanto caro a Ratzinger. Il loro ricordo della Shoah serve per giustificare altri e attuali genocidi, non per ricordare le cause del genocidio affinché non si ripeta più“.
NAZIFASCISMO E MONARCHIA – Non viene risparmiato nemmeno il Presidente della Camera: “La questione, come in Eluana, non è quale sia il confine fra la vita e la morte, alla faccia del nazifascista Fini, ma qual è il diritto a non essere schiavi di un padrone (o di uno stato padrone come l’ideologia fascista) e di poter disporre del proprio corpo e della propria vita per le proprie predilezioni!“. La storia della Chiesa che pratica genocidio e lo Stato nazi-fascista sembrano essere una costante negli scritti di Simeoni, che individua l’origine di tali violenze nello stesso fondamento ideologico: “I bambini possono continuamente essere violentati dai preti cattolici perché i preti cattolici, come il Quirinale, si sente tanto padrone delle persone e non in dovere di ottemperare alle disposizioni imposte dalla Costituzione. E’ così che si violentano sia i bambini negli oratori, sia che si imponga l’ideologia nazi-fascista ai cittadini attribuendo alle Istituzioni condizioni ideologiche proprie della Monarchia assoluta“.




Bel post.
In realtà la libertà di espressione, se diventa valore assoluto a prescindere da cosa dice, può portare a questi estremi.
che sono anche divertenti, alla fin fine
Temo di non capire il senso di questo post.
L’autore invoca la censura del “guardiano dell’anticristo”? E perchè mai? Non è forse meglio, se si è in disaccordo con qualcuno, analizzarne le idee e i proclami e smontarli a uno a uno, dimostrandone l’inconsistenza? Il web 2.0 è formidabile per questo. L’autore pero’ non lo fa.
Preferisco di gran lunga i post in cui si argomenta. Sono piu’ interessanti.
Enrico, in generale sono d’accordo. Ma ci sono casi specifici dove controargomentare rischia di diventare un boomerang. Nel senso che sarebbe carino avere un’argomentazione da contestare. Qui, invece, leggo solo livore e fango gettato a casaccio. In quei casi, perderci del tempo mi sembra un costo davvero eccessivo.
Come Enrico vorrei capire il senso del post: si dice che la libertà di espressione deve essere censurata perché taluni dicono cose che ad altri non vanno bene? Lo chiedo perché se si entrasse nel merito delle cose citate argomentando se si ritengano vere/false e perché avrebbe un senso criticare la libertà di espressione altrimenti mi sembra solo volontà di censurare un pensiero con cui si è in disaccordo…
Lisa
mi associo alla richiesta di spiegazione sul senso del post. Resto convinto che di diffamazione, quando c’è, è bene che si occupi la magistratura.
Anch’io non capisco il post, forse una questione personale tra Donato De Sena e Claudio Simeoni?
Questo post mi sembra uno spot propagandistico a sostegno dei tentativi dei politici di imbavagliare la rete prendendo a pretesto casi estremi per fare scalpore.
Per quanto mi riguarda ritengo che l’eventuale “danno” che viene fatto dalle persone che divulgano tesi così estreme non è minimamente confrontabile con il danno che verrebbe fatto da un eventuale sistema di censura.
Dopo il CCSG hai tirato fuori anche Simeoni?
C’e’ da dire che non hai paura di niente!
Pero’ questa frase non mi trova d’accordo
“Siamo all’apice della libertà di espressione, che non è mai stata così imperante: è possibile lanciare le più pesanti accuse possibili senza che nessuno abbia nulla da ridire, e senza per giunta ricevere alcuna querela, nemmeno se i destinatari delle disonoranti parole sono gli uomini più influenti del mondo.”
E’ vero che normalmente non accade, ma a quella gente li ed anche al cittadino comune basta poco per far passar guai grossi a qualche incauto postatore.
Diffamazione e cazzate varie sull”onorabilita’ della persona” dovrebbero essere abolite del tutto nell’era del web.
Qualunque idiota deve poter dire qualunque idiozia, tutto il resto e’ censura.
“si dice che la libertà di espressione deve essere censurata perché taluni dicono cose che ad altri non vanno bene?”
Lisa, la libertà di espressione ha semplicemente dei limiti, che non sono definibili a priori ma definiti a posteriori. Io, per parte mia, sto più con gli anticristo’s che con i cristo’s,e concordo con BimboGigi quando dice che il danno sarebbe peggiore con la censura (d’altronde, chi legge qui da un po’ di tempo sa come la pensiamo). Ciò detto, rimane che “Il potere non ha alcun timore di quelli che propongono idee utopiche e alternative, perché sa bene che queste verranno smontate all’atto pratico con poca fatica. No, il Potere (con la p maiuscola) ha invece paura di tutte quelle critiche razionali e motivate, che sono basate su un’analisi corretta della realtà. Perché sono quelle, le più ficcanti”. Non trovate?
Mmm non capisco una cosa: quando il papa o i vescovi o un berlusconi offendono intere categorie per loro vige la liberta’ dell’espressione. Quando lo fa un blogger non va bene?
Non sto li’ a ripetere le cose dette da questo papa contro gay e atei. O quelle di berlusconi contro altre categorie.
Molte delle cose dette da quel blogger vengono dette quotidianamente da molti di noi bloggers e perfino qui su Giornalettismo. Non vi sembra un autogoal?
Questo articolo non intende affatto essere “uno spot propagandistico a sostegno dei tentativi dei politici di imbavagliare la rete prendendo a pretesto casi estremi per fare scalpore”, come qualcuno ha commentato. Lo scopo è quello di mettere in evidenza che a mezzo blog possono essere lanciate accuse dure e pure, senza che nessuno abbia nulla da ridire. Se non fossero pubblicate su un semplice blog da poche visite al giorno, quelle parole virgolettate susciterebbero clamore inaudito. Nulla di più. Potrei essere d’accordo con quelle parole, ma anche no. Potrei essere d’accordo con quanto scritto nell’articolo del CCSG che qualcuno di voi ha ricordato, ma anche no. Non si tratta nè di un commenti, nè di un opinioni, nè di campagne.
Bè, però “la libertà di espressione, ai tempi del web 2.0, fa rimpiangere la censura” era un po’ fuorviante, hai fatto bene a precisare cosa intendevi.
Comunque, che il tizio sia schizzato non c’è dubbio, ma per il gusto di essere pignolo vorrei far notare che Madre Teresa non è esattamente una persona alla quale “nessuno avrebbe mai immaginato di muovere mezza critica” (http://en.wikipedia.org/wiki/Mother_Teresa#Reception_in_the_rest_of_the_world).
Un brutto post, come sono stati molti e brutti quelli a difesa di israele nei giorni dei bombardamenti a gaza…
Ogni tanto essere contro per partito preso o politicamente scorretto per narcisismo porta a dimenticare una regola fondamentale:
Un povero che attacca un ricco sulla sua condizione è divertente mentre un ricco che attacca un povero è solo di cattivo gusto.
In un mondo laico tutti possono essere liberi di credere in Dio negli oroscopi o nell’uomo spugna, mentre in un mondo religioso no.
Essere intolleranti è purtroppo un diritto di tutti ma essere intolleranti e pensare di essere nel giusto è troppo.
Ricordo a tutti i religiosi che forse lo hanno dimenticato che siamo nell’anno 2009
Per Donato
Ogni giorno da politici e da preti vengono dette cose ben peggiori di quelle scritte da quel blogger. E allora cosa dobbiamo fare?
Su Madre Teresa di Calcutta vorrei far notare che sonos tati scritti libri su libri sulla sua mala fede, uno dei quali scritto da Christopher Hitchens, uno dei piu’ grandi commentatori ed editorialisti del mondo anglosassone.
Possiamo parlare di forma e metodo, ma non da un punto di vista legale. Quel blogger ha tutto il diritto a dire quelle cose, fintanto che ricevera’ attacchi da preti o politici.
Però quello che hai scritto poco sopra non si riscontra nell’articolo. Anzi, sembra tutto il contrario; già dal titolo, (anche se può passare per umoristico) e sopratutto nelle conclusioni.
Nel mio paese c’è un noto pittore pazzo che urla per strada accuse a politici locali, serate hard con prostitute dall’orifizio sessuale troppo stretto, senza che nessuno gli abbia mai detto niente. Questa situazione non è poi così dissimile dal caso esaminato.
Ma piu’ che altro: chi stabilisce dove cominci e dove finisca la mia liberta’ di espressione? Su quali parametri?
Qual e’ il confine fra opinione e diffamazione?
Io sono contro la censura in ogni sua forma, trovo poi che questo pezzo si metta sullo stesso piano di quelli “incriminati”. Una cosa e’ farsi una risata sulle esternazioni di chicchessia (e francamente trovo deliranti alcune tesi del tizio simeoni, ma trovo altrettanto deliranti altre tesi di politici e ministranti vari, alcune volte trovo deliranti perfino le MIE tesi), un’altra e’ rimpiangere censura su basi strettamente ad personam.
personalmente penso che la censura non dovrebbe esistere, dovrebbe unvece esistere la controargomentazione e l’eventuale tutela di chi abbia subito un danno dalla diffusione di notizie diffamanti o calunniose. Questo in un mondo ideale di teneri orsacchiotti e dolci pulcini ovviamente.
Invece viviamo in un mondo dove si preferisce dire le cose piuttosto che dimostrarle e dove la diversa potenza del mezzo di diffusione determina squilibri patologici (che potere ha controargomentare in un blog se la notizia viene data da un bel tg nazionale che raggiunge milioni di catodicodipendenti? avete mai fatto caso a quanto sono grandi le “smentite” dei giornali e dove sono collocate?).
Pensiamo alle teorie negazioniste della shoah, in molti paesi negare la shoah è reato… questo aiuta a impedire che questa idea prenda piede? Vista la diffusione (marginale ma non irrilevante) delle suddette teorie io sospetterei di no, anzi le alimenta grazie alla fama di vittime di persecuzione che hanno coloro che le sostengono.
Allora in un caso come questo la censura non serve a nulla, ma anzi può finire per essere controproducente.
A ciò si aggiunga in una società democratica il reato di opinione “puro”, cioè quello che non lede altri interessi costituzionalmente garantiti, proprio non dovrebbe esistere.
Allora avrebbe avuto ragione Rousseau con il suo immortale e fallace “non concordo con te ma mi taglierò i testicoli pur di farti parlare”? (la citazione non è letterale ma il concetto era quello).
A mio parere Rousseau non aveva compreso bene il concetto di evirazione costituzionale. Concetto che invece dovrebbero avere imparato bene sia gli italiani che i tedeschi dato che il maestro socialista e l’imbianchino austriaco sono arrivati al potere usando proprio le libertà che gli erano concesse. Eh si, la storia ci dice che si può usare la libertà di espressione per negare la libertà di espressione.
Eh allora che si fa? Si censura?
La risposta attuale è si, l’ordinamento dovrebbe censurare e combattere la libertà di espressione laddove questa sia usata negare se stessa (pensiamo al reato di apologia di fascismo che, almeno in teoria, è ancora vigente).
Giusto, sbagliato? Non lo so, sicuramente finisce per essere una ineluttabile necessità storica (almeno fino a che ci sarà qualcuno che penserà di poter negare la altrui libertà di espressione sulla base della propria).
Nel caso di specie tuttavia, potendolo e volendolo fare, non sarebbe meglio dimostrare l’inconsistenza di ciò che viene riportato piuttosto che fare un poco quello che fa lui limitandosi a sbraitargli contro?
PS siamo “all’apice della libertà di espressione” mica tanto, se andiamo a guardare la classifica dei paesi in cui vi è maggiore libertà di espressione l’Italia sta piuttosto in basso rispetto ad altri paesi democratici (o presunti tali).
Ma è ovvio che se quelle cose fossero dette in TV o sui maggiori quotidiani susciterebbero “un clamore inaudito”: il clamore è proporzionale alla potenza comunicativa del mezzo attraverso cui viaggia il messaggio. In un bar senti tanta gente dire cose che non potresti mai sentir dire in TV o in un giornale, cose tipo “i romeni sono tutti delunquenti”, “le donne sono tutte puttane”, eccetera… ma non per questo qualcuno si è mai sognato di organizzare sistemi di censura e repressione nelle discussioni dei bar, almeno per quanto ne so…
La frase a chiusura dell’articolo l’ho inserita io in fase di edizione. All’autore vanno le mie scuse per avergli causato un equivoco che non pensavo potesse insorgere. L’intento era, o almeno mi sembrava, ironico.
Scuse accettate. E grazie per la precisazione.
Sicuramente un punto di vista interessente ma secondo me non c’entra il punto.
Penso che la parola sia un’arma ben peggiore dei coltelli e delle pistole. Poche parole dette bene possono distruggere tranquillamente una persona.
Fermo restando che io sono contro qualsiasi reato d’opinione (inclusi i vilipendi achicchessia), qua si prende il pesce piccolo.
Questo tizio spara a zero su vatican city. A volte può dire cose condivisibile, altre meno. Ma sinceramente è innoquo.
Papa nazi invece spara a zero su determinate categorie in pompa magna usando rai uno (e consorelle) senza che nessuno abbia la decenza di spegnergli il microfono, spingerlo in uno sgabuzzino e buttare via la chiave.
Allora, questa benedetta censura invocata sulla troppa libertà di espressione su chi dovrebbe cadere? Sul poveraccio che esprime la sua frustrazione di minoranza su di un blog o sul premier diuno stato teocratico che pretende di legiferare su sessanta milioni di persone infangando categorie minoritarie che non hanno diritto di replica e nemmeno di espressione (vedasi questione ateobus, tanto per la cronaca)?
In questo paese vi è un diritto all’intolleranza a senso unico indirizzato verso le persone più deboli.
Penso a tutti quei ridicoli discorsi omofobi fatti da ministri religiosi e non. E penso alla legittimazione che sentono tutti gli omofobi italici, a cominciare da quei poveracci che hanno pestato un disabile omosessuale perchè “volevano dargli una lezione”. In nome di cosa? Probabilmente in nome di un certo “diritto naturale” di cui un certo Papa ama farsi portabandiera propugnandone i sacri principi.
Ordunque, dove finisce la libertà di espressione di santa romana chiesa e dove inizia quello del tizio in questione?
IO concordo con quanto e come scrive il blogger
Mah rileggendo l’articolo lo trovo un po’ povero di idee.. o forse è il soggetto preso in considerazione che mi lascia perplessa.. non so. E’ semplice parlare di “troppa libertà di espressione” prendendosela con una minoranza che ha ben poco spazio.
Boh, dunque sui blog possiamo scrivere un po’ quel che ci pare.. e quindi? giusto o sbagliato?
Io mi sento più diffamata da chi urla ai quattro venti che andreotti è stato prosciolto e quindi è innocente per il reato di associazione mafiosa.. è questo il punto. E questo articolo non tocca il potere, tocca lo sfigatello che scrive su di un blog che nessuno si caga tranne il donato.
E’ uno dei peggiori articoli sin qui pubblicati su giornalettismo.
Non discuto il punto di vista perchè lo condivido. Discuto l’impostazione. Che cmq è una cosa opinabile esattamente come la mia opinione!
Eh, i bei vecchi tempi in cui si poteva tappare la bocca a chi si voleva, specie se inviso al potere di turno, od ai benpensanti, eh?
E cosi’, dopo le mitiche perle proposteci con l’articolo su Militia Christi (scusate il termine) e sul Centro Culturale (?) San Giorgio, quello sui messaggi subliminali fonte di imperituro divertimento laddove ci si occupa di cospirazionismo, un altro bell’articolino cattotalebano contro quei birbaccioni che osano prendersela con i nuovi padroni. Il tutto a norme sulla diffamazione e sull’ingiuria vigenti, per cui basterebbe ricorrere a quelle, per tutelarsi.
Ma forse c’e’ poco da tutelare.
Questo, quando a monte si puo’ osservare, non senza sconforto, che questo e’ uno dei pochi paesi in cui esiste ancora una estensiva interpretazione del concetto di reato di opinione, un retaggio di periodi storici non esattamente liberali e democratici, che qualcuno pero’ vorrebbe ulteriormente restringere ed estendere.
E non a caso in parlamento, in questo momento, mentre sono impegnati a tappare la bocca e legare le mani a chi potrebbe *intercettare loro*, sono presenti tre disegni di legge pronti ad *identificare ed imbavagliare* noi, con le proposte D’Alia, Carlucci e con il decreto sicurezza.
E qui si cazzeggia e ci si lamenta delle colorite, ma innocue, sbroccate *di uno* senza rendersi conto, o forse per tirare la volata, che c’e’ ci si appresta a *privatizzarsi* la rete ed i nuovi media, in termini di fruibilita’, e senza offrire niente in cambio.
Agghiacciato.
Saluti
fuffa, credo che tu, in un certo senso, “abbia frainteso” (cit.) in questa occasione
(tra l’altro, credo tu non abbia letto cosa abbiamo scritto a proposito di D’Alia e della sen. Carlucci
)
Per Fuffa Forte:
non credo l’articolo sia cattotalebano. L’oggetto e’ la libertà di informazione e la difamazione, il 2.0. Invece del potere, del credo religioso e delle istituzioni, poteva essere preso in considerazione anche un altro argomento per fare un esempio di cosa si possa dire liberamente a mezzo blog. In ogni caso, ti ripeto quanto detto nel mio primo commento. Non si tratta di una opinione o di una campagna. Potrei condividere quanto espresso dal “pontefice pagano”, ma anche no. E non vorrei entrare nel merito dei suoi discorsi. Quello sarebbe un altro articolo.
Per penelope:
hai detto che sono l’unico che si caga qul blog. Beh, vale lo stesso discorso ancora. L’oggetto del pezzo non è il blog e non si entra nel merito delle dichiarazioni e dei ragionamenti che fa Simeoni. L’oggetto sono le diffamazioni che puo’ divulgare. Il blog è un esempio di espressioni che potrebbero risultare offensive, epiteti diffamatori. Avrei potuto scrivere la stessa cosa anche prendendo in considerazione un qualsiasi altro blog che leggono poche decine di persone contenente espressioni che susciterebbero clamore se pubblicate su uno dei media tradizionali.