Uno dei più grandi equivoci del dibattito politico-culturale è la confusione sul pensiero liberale, che molti considerano neutrale rispetto ai grandi temi etici. Nulla di più sbagliato: la difesa del diritto di scelta individuale non è relativismo etico
Quagliarello ha scritto un articolo su L’Occidentale con dei riferimenti al tema dell’eutanasia. Per l’articolo rimando all’analisi di Castaldi, e mi limito a dire che il giusnaturalism
o non esiste, e in quanto tale si presta a forzature: non avendo alcun contenuto, il diritto naturale prende la forma che gli dà chi lo sbandiera.
OBBLIGARE A SOFFRIRE E’ IMMORALE, ANZI SADICO – Ma veniamo al dunque. “In un recente articolo sul Corriere della Sera, a proposito delle dichiarazioni anticipate di trattamento, un commentatore liberale non pregiudizialmente ostile nei confronti della religione, Angelo Panebianco, ha affermato che la sacralità della vita sarebbe interesse soltanto dei credenti. Si sbaglia, non è così. Senza considerare il grado d’universalità di questo precetto non si comprenderebbe sennò l’evoluzione positiva dei diritti dell’uomo, dalla Dichiarazione Universale fino alle ultime dichiarazioni dell’Onu”.Cosa c’entrerà mai il diritto alla vita, inteso come pretesa di non essere uccisi, con l’obbligo di soffrire per compiacere entrambe le sponde del Tevere? Boh, anzi, bah. Il paralogismo di Quagliarello è evidente, e fa il paio con l’odioso e immorale argomento, tanto di moda alla rivista Tempi, secondo cui l’eutanasia è cosa da nazisti, come se sterminare una famiglia e smettere di soffrire fossero la stessa cosa. Immorale, sì, avete letto bene: perché sputare sulla sofferenza altrui è moralmente vergognoso. È vero che ci sono stati dei liberali che hanno discusso in passato il diritto al suicidio, ma penso che all’atto pratico un liberale con un minimo di amor proprio capirebbe che costringere una persona a vivere una vita che non vuole non è solo illiberale: è sadico.
UNA LEGGE ILLIBERALE - L’articolo di Panebianco (autore del più bel libro sul liberalismo che abbia mai letto, “Il potere lo stato la libertà“, e quindi esperto dell’argomento) dice una cosa molto sensata, però poi usa un argomento molto labile per ritagliarsi una posizione un po’ “terzista“: forse vuol far intendere “non mi chiamate in causa con queste diatribe tra laici e cattolici”, punto di vista che in genere apprezzo moltissimo, ma in questo caso non è applicabile. La tesi sensata è che si stava meglio prima: l’eutanasia era tollerata, e quindi il problema politico non esisteva. Poi si è voluto creare scalpore con alcuni casi – uno assolutamente banale per un liberale (Welby), un altro più dubbio (Englaro) – che hanno prodotto una reazione (nel senso di “reazionario“) che usando la colorita terminologia pannelliana (che non apprezzo particolarmente) non può non dirsi “clericofascista“: il progetto di legge Calabrò. Per un’analisi rimand
o all’articolo di Chiara Lalli. Lo statalismo dei radicali – l’idea per cui se una cosa non è scritta nei Codici non esiste – ha dato l’opportunità ai clericali di proporre una legge illiberale.



ah, pietro, fossero tutti come te i liberali alle vongole
un giorno, durante un mio giro in bici per Posillipo, mi avventurai su una collina a quei tempi abbandonata a picco sul mare blu
glinto sul belvedere, mi accorsi che un giovane si era arrampicato sulla balaustra ed avvinghiato ad un lampione
mi guardava con sguardo perso, pareva volesse dirmi : aiutami, la mia vita è una merde, non è degna di essere vissuta…….
io mi ricordai di essere un liberale liberista e lo aiutai……gli detti un colpetto in testa con una mazza e Lui, quasi ringraziandomi, rimbalzò sul costone e cadde sugli scogli aguzzi per scomparire tra i flutti…..
io felice…..avanti il prossimo
“e a chi non insegnate a volare, insegnate a… cadere più in fretta” (cit.)
(chi la indovina vince un mentino già succhiato)
paralogismo
a me quello di quagliarello mi sembra paraculismo
Un pezzo che mi è piaciuto moltissimo.
C.
“La libertà non è e non può essere neutrale: la libertà può, e a volte deve, colpire le coscienze.”
In effetti, la libertà è strettamente legata alla libertà di coscienza, anche se il più delle volte quest’ultima si traduce in un modo di pensare “collettivo”.
Un articolo ottimo, cui devo fare una aggiunga ed una sola critica.
) e non provoca scandalo, si tollera. Quando poi esplode in tutta la sua drammaticita’ (ed esplode perche’ a Welby e’ stato detto NO, a Nuvoli e’ stato detto NO, a Englaro e’ stato detto NO), eccoli che si armano e si chiudono a falange per normare in senso del NO su cio’ che e’ loro esploso in mano. Ovviamente, la zona grigia diverra’, in questo modo, ancora piu’ sommersa, e l’arbitrio, la violenza, l’abuso, aumenteranno, e disgraziati indifesi ne faranno le spese.
La critica.
Tu dici:
“Lo statalismo dei radicali – l’idea per cui se una cosa non è scritta nei Codici non esiste – ha dato l’opportunità ai clericali di proporre una legge illiberale.”
Da radicale, permettimi, la questione e’ esattamente opposta, quanto all’analisi del reale.
I radicali da sempre *prima* prendono atto di cio’ che e’ reale (le coppie che scoppiano, l’aborto, l’eutanasia striscante, e via andare) e *di conseguenza* chiedono che si possa *regolare* cio’ che *gia’* esiste per *evitare* il privilegio di casta (vado all’estero ed abortisco, pago la Sacra Rota e mi annullano il matrimonio) l’arbitrio e la violenza (il nonno infermo m’ha scassato gli zebedei, induco una pietosa infermiera ad esagerare con l’antidolorifico).
In questo, i clericali hanno fatto quello che fanno da sempre: finche’ un fenomeno sta in una zona grigia (quella cantata dal sempre pessimo Panebianco – pessimo perche’ non prende mai una posizione che sia una – quasi mai, via
L’aggiunta:
La questione e’ semplice: qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale motivo la sensibilita’ di un estraneo rispetto a come IO conduco la MIA vita dovrebbe prevalere sulla MIA sensibilita’ rispetto alla MIA vita. Fino ad allora, il liberale, e l’atteggiamento liberale, saranno semplicemente quelli che, del tutto trasparentemente, consentiranno al clericale di fare il clericale *sulla sua pellaccia* ma NON sulla MIA pellaccia, ed a me di fare il libertino debosciato con la MIA pellaccia, e NON con quella del clericale.
Saluti.
A parte il giudizio su Pianebianco, liberalissimo e criticissimo coi governi di sinistra, paraculissimo con l’attuale, condivido e apprezzo tantissimo questo articolo. Aho! Che si stia formando un compromesso storico fra i keynesiani e gli austrici di giornalettismo?
Ognuno di noi puo decidere della propia vita di toglirsela o conservarla ma gli altri non possono decidere
AG: Niente compromesso storico. Semplicemente, il compromesso tra liberalismo e conservatorismo che negli anni ’80 ha permesso qualche piccolo passo avanti ormai è morto, e quindi tanto vale ritornare sé stessi senza ipocrisie: liberalismo = libero mercato + libere scelte.
Fuffa: c’è una differenza tra aborto e eutanasia. Se ieri in Italia volevi l’eutanasia, non c’erano problemi; se volevi l’aborto, andavi dalle mammane. Grazie ai radicali l’aborto si può fare in clinica (anche se non mi piace far pagare ai cattolici il costo con le tasse). Quale vantaggio avrebbe avuto invece una legge sull’eutanasia rispetto allo status quo? Fino a ieri lo status quo andava bene, ora bisogna scendere in campo (contro gli illiberali, ovviamente, a parer mio). Ma è un rischio che si poteva benissimo evitare.
MARZABBOTTO: Dare mazzate alla gente non è liberale. Legarli a letto per non farli suicidare nemmeno.
Comicomix: danke!
Libertyfirst, non hai risposto alla domanda di Fuffa: “Qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale motivo la sensibilita’ di un estraneo rispetto a come IO conduco la MIA vita dovrebbe prevalere sulla MIA sensibilita’ rispetto alla MIA vita”.
I casi citati da Fuffa non c’entrano con l’eutanasia (nemmeno quello Englaro, stando alla sentenza della Corte d’Appello di Milano), ma con un diritto del tutto ragionevole e sostanzialmente riconosciuto dalla Costituzione a rifiutare i trattamenti medici (sì, lo so… “tranne nei casi previsti dalla legge”). Perché si dovrebbe accettare uno status quo in cui tale diritto esiste se praticato privatamente, in silenzio, scegliendo gli ospedali poco cattolici e negoziando con i medici (la famosa “zona grigia” dell’ipocrisia di Panebianco) ed invece si cerca di negarlo ogniqualvolta lo si vuole praticare ufficialmente? Rinunciare alla certezza che qualcosa mi spetta per la sostanziale tranquillità che in qualche modo riuscirò ad averla?
Dei radicali, poi, si può dire tante cose, ma dare loro degli “statalisti” mi pare davvero grossa!
“I radicali da sempre *prima* prendono atto di cio’ che e’ reale (le coppie che scoppiano, l’aborto, l’eutanasia striscante, e via andare) e *di conseguenza* chiedono che si possa *regolare* cio’ che *gia’* esiste per *evitare* il privilegio di casta”
mi chiedo quando i radicali chiederanno di regolare il linguaggio, ci vuole un bel decreto legge per decidere finalmente come tocca usare ‘sto congiuntivo del cavolo, lo aboliamo? lo rendiamo oblligatorio?
@Libertyfirst
“Grazie ai radicali l’aborto si può fare in clinica (anche se non mi piace far pagare ai cattolici il costo con le tasse)”
Nel momento in cui si decide e si concorda sul fatto che la pratica dell’aborto sia legale e riguardi la salute, diventa difficile, in un paese a sanita’ fortemente pubblica come l’Italia, non farlo rientrare fra gli interventi sottoposti al regime della sanita’ pubblica comune. Certo, si puo’ anche stabilire che ognuno puo’ decidere come indirizzare la spesa del flusso di risorse generato dalla propria tassazione (in linea di principio sarebbe fattibile, in linea pratica, invece, la vedrai durissima per stabilire il se, il quando, il come ed il perche’), ma il limite estremo di questa impostazione e’ la dissoluzione dello stato come entita’ sovra individuale che drena risorse finanziarie tramite la tassazione e le spende in base alla propria autonomia decisionale distinta dalla volonta’ dei tassati. Ora, ho letto ed apprezzo pure io Von Hayek e Von Mises, e pure Rothbard, giu’, ma mi fermo diversi passettini prima.
“Fino a ieri lo status quo andava bene”.
Beh, andava bene per i coscienti, molto meno per gli incoscienti sottoposti all’arbitrio di medici e familiari, nel chiuso delle loro stanze. E questa era la violenza e l’arbitrio, i veri casi di omicidio e di prevaricazione dei diritti del debole e dell’individuo, che idealmente si intendeva, e si intende, evitare.
@astrolabio
“mi chiedo quando i radicali chiederanno di regolare il linguaggio, ci vuole un bel decreto legge per decidere finalmente come tocca usare ’sto congiuntivo del cavolo, lo aboliamo? lo rendiamo oblligatorio?”
Giuro, ho riletto cinque volte il periodo che quoti, per capire dove mi fosse sfuggito un congiuntivo zoppo, od un indicativo abusivo. E non ho trovato risposta.
Quindi, i casi sono due: o (xmc:) te hai ragione riguardo a radicali e congiuntivi, ed io sono irrimediabilmente, incorreggibilmente, imperdonabilmente, radicale, o te hai detto tre vaccate, una generale riguardo a radicali e congiuntivi, una specifica riguardo a quel periodo, una metapolitica, a sostenere l’idea della futilita’ delle battaglie radicali. Perche’ di congiuntivite (verbale ma anche oftalmologica) non e’ mai morto nessuno e nessuna vita e’ stata straziata o piegata.
Chiederei (toh, un congiuntivo; m’e’ scappato, giuro) lumi.
Saluti
beh a noi non piace pagare per far restaurare chiese o l’otto per mille o gli insegnanti di religione le visite del papa e altre piccole amenità
ad un altro non garba che i suoi soldi vengano spesi per i poliziotti alle partite di calcio o per la missione in iraq o afganistan
o per finanziare giornali di partito o per fare le cause di divorzio
cosa facciamo? alla romana dove ognuno paga le spese sue?
“Dare mazzate alla gente non è liberale. Legarli a letto per non farli suicidare nemmeno.”
….quando spunta la luna a Marechiaro,,,,pure li pisce ce fanno l’ ammore…..
comecomecomecome ?
ma allora nun ci ho capito niente del liberalismo liberista ?
quello me chiedeva telepaticamente : accididim, nun mi piace ‘a vita mia, nun me lega’ al letto perchè soffro chiù assai….famme campa’ come voglio io
ed io nun l’ aggio acciso, ma gli ho dato ‘na bottarella sulla capoccia tosta per aiutarlo a pija’ una decisione che nè i suoi parenti stretti avevano il coraggio di pija’, nè lui stesso che, poraccio, era bloccato fisicamente e mentalmente
diciamo che el liberale vero per me è il delegato della indecisione dei responsabili a porre fine all’ indecisione stessa
e tutti contenti agiscono o delegano in modo che lapropria coscienza è salva od indifferente se si è convinti della inesistenza di questa
….ora invece devo tornaà a riflette su cosa me differenzia dai non libberali se me pongono dei vincoli de coscienza o morali o civili……
Marzabbotto: lo so che il ragionamento liberale è difficile da capire, ma ci provo. Io ho una vita, e decido IO come usarla: questo è liberalismo. Io ho una vita e decide il Papa come usarla: questo è cattolicesimo. Io ho una vita e decide lo Stato come usarla: questo è conservatorismo. Io ho una vita e decide lo Stato per chi devo essere costretto a lavorare: questo è socialismo. Chiaro?
Non vorrei fare un commento di logica sulla distinzione tra fatti e valori, sarebbe noioso. Però è IMPOSSIBILE che un sistema di credenze politiche NON IMPONGA qualcosa a qualcuno: il liberalismo impone a tutti di non uccidere e non rubare; le altre ideologie impongono a volte di farsi uccidere, a volte di farsi derubare, a volte di non morire, etc etc etc.
Il liberalismo non può distinguersi dagli altri perché è avalutativo o wertfrei: non esiste un’ideologia wertfrei, è una contraddizione logica.
Si distingue soltanto nel tipo di leggi che difende: difende leggi per cui ognuno fa della propria vita e dei propri beni quello che vuole, e rispetta la vita e i beni altrui. Le altre ideologie impongono invece rapporti di subordinazione in cui il mio lavoro e la mia vita sono sacrificati per i fini di qualcun altro.
PAGAMENTO SERVIZI, ABORTO, 8PERMILLE
Io sono contrario ad ogni forma di pagamento forzato e ad ogni forma di limitazione della libertà di coscienza.
Quindi in un mondo quasi ideale i cattolici non pagherebbero per gli aborti e gli atei non pagherebbero l’Ottopermille. In un mondo ancora più ideale non esisterebbero proprio le tasse, ma mi rendo conto che è un ideale difficile o impossibile da raggiungere: ciò non toglie che si possa fare molto per avvicinarvisi.
GRANO: e che devo rispondere? Sono d’accordo! Comunque è vero, nel caso di morte in stato di incoscienza non so cosa sarebbe successo in passato, quindi forse hai ragione.
ringrazio per la risposta
la libertà è sempre la cosa che appare maggiormante simpatica, ma poi pare che ci si contraddica quando si accetta realisticamente l\’ influenza che le altre ideologie o religioni esercitano anche inconsapevolmente sulla coscienza di chi si proclama liberale
si crea quindi la possibilità di concepire una ideologia dai contorni spesso nebulosi ed a propria immagine e somiglianza dietro la quale perseguire obiettivi od idee non necessariamente \”liberali\”, ma da cui guardare gli \”altri\” con senso di superiorità per esprimere valori moderni (mentre al contrario spesso si tratta solo di ipocrisie e mistificazioni altrettanto deleterie di quelle delle ideologie o religioni tradizionali)
e questo per il semplice fatto che l\’ ideologia, la religione, la tradizione non possono essere eliminati e nessuno si può considerare non influenzato da un qualcosa cui siamo in contatto ogni giorno
io dividerei gli uomini tra onesti e disonesti, dialoganti o chiusi nelle loro convinzioni, aperti o a \”catenaccio\”
e sono convinto di essere liberale(pur cattolico)
juppes
“e sono convinto di essere liberale(pur cattolico)
juppes”
e infatti, si capiva già dal primo commento-sofisma. Ma non preoccuparti, il principio di contraddizione non va più di moda.
.
Comunque, Marzabotto, siccome io non sono paziente quanto Lf, scusami se sintetizzo: non è vero che il principio liberale è difficile da capire, è solo che certa gente che chiameremo capra e cavoli, o carne e pesce o ma anche o liberale e cattolico fa finta di non capire: la mia vita appartiene a me, se voglio morire è mio diritto morire. Questo è liberale, il resto è sia fatta la volontà del signore, punto.
e l’ egoismo non può essere tutelato
altrimenti non si formerebbero i villaggi, le nazioni, le squadre di pallone !
Libertyfirst:
Non c’entra direttamente con l’oggetto del thread, ma, pur rispettando il tuo pensiero, trovo che definire il liberalismo un “sistema di credenze politiche” sia ad un tempo eccessivo e riduttivo.
Forse sbagliando ho sempre ritenuto (ed in questo ho riscontrato la diversità ed il fascino del liberalismo rispetto alle “ideologie”) che esso non sia né aspiri ad essere un sistema, e tantomeno un sistema di credenze, né abbia una specifica connotazione esclusivamente politica, ma sia piuttosto un modo di pensare, una metodologia d’approccio alle problematiche riguardanti la definizione dei rapporti tra individui (un po’ come il metodo scientifico lo è per le problematiche riguardanti lo studio dei fenomeni), dalla cui applicazione poi derivano un certo tipo di impostazione generale riguardo ai diritti individuali, alla struttura dello stato, alla forma delle leggi, a quella del mercato etc.etc.
Proprio per questo insisto a pensare che nel liberalismo non vi siano valori (tipici, con la loro rigidità ipocritamente immutabile e inadattabile, delle ideologie) e tantomeno valori IMPOSTI, ma principi liberamente accettati ed inevitabilmente soggetti ad una sia pur lenta dinamica storica.
Un dettaglio, anche questo marginale rispetto al tema principale: anche nel mondo assai poco ideale del fisco italiano gli atei non sono obbligati a pagare nessun otto per mille IN PIU’. Come tutti gli altri possono prendere l’otto per mille di ciò che pagherebbero comunque e decidere se devolverlo esplicitamente alla chiesa cattolica o ad una delle altre chiese nell’elenco (se ritengono che sa spenderlo meglio dello Stato), se lasciarlo esplicitamente al fisco o se non indicare nulla e dunque, allo stato attuale, ripartirlo in proporzione alle decisioni di chi ha espresso una scelta. Gli atei, se ed in quanto contribuenti del fisco italiano, sono invece compartecipi (volenti o nolenti) di tutte le conseguenze economiche del Concordato.
No, si chiama li-be-ra-lis-mo. Capisco che dia fastidio, in un paese talmente alieno dal pensiero liberale da doverlo vendere alle masse in bundle con Quagliariello e Cl, ma tant’è. Mentre il tuo è il classico ragionamento organicista (quindi cattolico, musulmano, comunista, socialista o fascista) in base al quale la collettività deve fare premio sull’individuo. E l’errore sta pure nel dire “non deve essere tutelato”: ma non deve da chi? Se è un mio diritto, semplicemente me lo prendo. O mica penserai che in questo paese i medici sono tutti clericofascisti che se passa il ddl Calabrò i vegetali a la Eluana rimarreanno appesi tutti per vent’anni?
Noto un po’ di errori interpretativi, ma siccome il mio pensiero filosofico è geniale ed innovativo mi permetto di spiegarlo in dettaglio per rispondere ad alcune obiezioni. (ovviamente non credo a quello che ho appena detto)
“pare che ci si contraddica quando si accetta realisticamente l\’ influenza che le altre ideologie o religioni esercitano anche inconsapevolmente sulla coscienza di chi si proclama liberale”
No, la libertà e l’autonomia (le monadi di leibnitz o Robinson Cruose) sono due cose diversissime. Libertà significa che ciò che è mio decido io come usarlo, non che non mi faccio influenzare dal resto del mondo: questo si chiama autismo ed è una malattia.
“liberale(pur cattolico)”
Il liberalismo cattolico è teoricamente possibile perché il Papa è infallibile solo quando parla del sesso degli angeli ex cathedra, così che in teoria ogni ideologia è compatibile col Cristianesimo fintantoché non viene scomunicata o mette in discussione la verginità della Madonna. Questo è vero, però è facile trovare un’obiezione: se si tratta di decidere se far soffrire inutilmente una persona che vuole morire, come Welby, e il Papa dice no, i cattolici in genere – sempre pronti a credere obbedire e combattere – fanno quadrato attorno al Papa. Quindi il cattolicesimo liberale è una posizione scomoda per il cattolico liberale, perché spesso deve opporsi al Papa. C’è da dire che finora non è a rischio scomuniche.
“definire il liberalismo un “sistema di credenze politiche” sia ad un tempo eccessivo e riduttivo”
Non parlavo di Weltanschauung, ma di valori. Quello dei liberali è un valore: rispettare le decisioni altrui sulla propria vita. Non è “neutralità etica”: è un principio etico. Il liberalismo non è compatibile con tutte le credenze e con tutti i valori: è incompatibile con la pena di morte per apostasia dei musulmani, ad esempio. Il liberalismo è il sistema che, minimizzando l’uso della forza legittima, cerca di far convivere il maggior numero di credenze diverse, a patto che accettino i due o tre principi di base del liberalismo: vita libertà e proprietà.
Pienamente d’accordo. Bisogna garantire “una morte pietosa secondo il miglior giudizio umano, per non far soffrire i mutilati della Prima Guerra Mondiale, gli handicappati, i matti, i deficienti,i vecchi decrepiti, gli ammalati terminali, gli Ebrei, gli zingari,gli omosessuali, i socialmente improduttivi, tutti i non ariani”.
NON BISOGNA FARLI SOFFRIRE, E’ NECESSARIO UCCIDERLI!
NEIN ALLE CURE PALLIATIVE!!!
IN FEDE
ADOLF HITLER
.
Concordo con Marte! Anche se togliere cibo ed acqua senza sapere cosa sente o prova una persona non è propriamente da definirsi umano!!!!!!
Per Fuffa forte:
purtroppo l’aborto non si fa solo per motivi di salute! L’aborto è largamente usato come contraccettivo. E’ questo che i cattolici avevano denunciato ed è questo che si sta avverando. Ti dirò di più: quando ci sarà l’eutanasia legalizzata, ne vedremo di gente morire inspiegabilmente, tanto basterà dire: questa era la sua volontà, non voleva soffrire! State certi che accadrà anche questo!
Interessante questo rivendicazione dell’assolutismo (il contrario di relativismo) etico liberale. Nel senso positivo del termine.
Estendendolo, esiste il bene e il male, il positivo e il negativo anche per il liberale, . che non puo’ rimanere indifferente nella sua individuale personale coerenza, ne’ in casa sua ne’ fuori.
Lo trovo del tutto parallelo al tema cattolico dello “scandalo”: il credente non integralista seguire il precetto (se ci riesce, senno’ c’e’ il perdono dietro al pentimento, l’elemento che da solo segna l’enorme insuperabile superiorita’ del cattolicesimo (lo dico con invidia) su tutte le religioni, liberale inclusa: lo svincolo dal feticcio della “coerenza”, ma non divaghiamo) e lascia che gli altri facciano quello che gli pare (il crisitianesimo introduce attraverso il concetto di volonta’ l’individualismo nel Mondo Occidentale abbattendo il Fato), purche’ pero’ le peccata altrui non gli vengano ostentatamente sbattute in faccia o come Obama non vengano usati soldi pubblici ANCHE SUOI per finanaziare attivita’ per lui peccaminose.
nel qual caso al cristiano non solo e’ consentito ma DEVE insorgere (democraticamente com’e’ prassi).
Analogia incredibile tra queste due assenza di relativismo. Come tra tutti gli assolutismo del resto.
Si arriva quindi alla conclusione che assolutamnete peroro anch’io: siamo tutti assolutisti, dall’islam al lebfevriano al piu’ liberale dei liberali.
Solo che ho ragione io (chiunquie stia parlando) perche’ io so’ io e voi nun siete un caxxo.
Non sto facendo il paradossale: e’ cosi’, almeno io ne sono consapevole e lo dico.Finiamola allora di fingere una superiorita’ intellettuale e di principi sul nemico, finiamola di trattarlo da semidefi come si fa regolaremente su questo Giornaletto da liceali veementi: siamo tutti uguali, ognuno col suo credo ognuno legittimato a crederci. E tutti contro tutti, non deficienti conto intelligenti. Senno’ che gusto ci sarebbe?
E alla fine, il mio sogno, come si fa nel rugby, tutti a berci una birra assieme dopo esserci scannati.
Tutta colpa de ‘sto giusnaturalismo che come Dio se c’e’ di noi se ne frega ….
ciao, Abr
è vero che l’otto per mille si può scegliere a chi darlo limitatamente alle opzioni previste
ma se non ci fosse del tutto sarebbe meglio
e poi anche quando viene dato allo stato poi lo stato lo rigira al vaticano per restaurare le chiese
qua ci stanno a cojonà facendoci credere pure di avere la libertà di scegliere
Uno dei più grandi equivoci del dibattito politico-culturale è la confusione sul pensiero liberale, che molti considerano neutrale rispetto ai grandi temi etici.
mai pensato che il pensiero liberale fosse neutrale
andando al sodo del liberalismo
io ti lascio la libertà di ciliciarti e tu mi lasci la libertà di fornicare
se tu però mi vuoi impedire di fornicare perchè la tua etica è diversa io m’arrabbio
Marte: complimenti per la demagogia degna di Amicone, e complimenti per la mancanza di rispetto per la sofferenza altrui.
Ma mi dici che c’entra il tuo paragone insensato con le scelte di Welby riguardo la sua vita? Ha ucciso qualcuno?
ABR: la dicotomia tra assolutismo e relativismo è insensata, almeno con la definizione che ho dato io di relativismo nel post.
L’assolutismo dice che l’etica è razionalmente fondata. Il che è stato riconosciuto con errore logico sin dai tempi di Hume, anche se il Papa e Rothbard fanno finta di nulla.
Il relativismo dice che l’etica è irrilevante e che tutto va bene. Questa è una puttanata pazzesca. C’è ovviamente differenza tra uccidere tutti gli ebrei ed aiutare le vecchiette ad attraversare la strada: ma questa differenza non è logica, non è razionale, non è scientifica, è una scelta che ogni individuo deve fare. Ed una scelta importante.
Quindi 60 milioni di italiani dovranno decidere: rompere il cazzo a Welby se vuole morire oppure lasciarlo decidere? Accettare la mia volontà scritta su un testamento biologico o porre innumerevoli paletti? Di chi è la proprietà del mio corpo, mia o del Premier, o del Vaticano?
Il tuo: “Finiamola allora di fingere una superiorita’ intellettuale e di principi sul nemico, finiamola di trattarlo da semidefi come si fa regolaremente su questo Giornaletto da liceali veementi: siamo tutti uguali, ognuno col suo credo ognuno legittimato a crederci.” è un esempio di relativismo.
Io ho una notevole preferenza per ritenermi moralmente superiore a chi sgozza i bambini in Algeria o mette bombe nei mercati in Iraq, e non esiste nessun motivo logico per trattare queste preferenze equivalenti alle mie, quindi l’”anything goes” è un non sequitur logico.
Semplicemente, io spingo verso un mondo dove il rispetto della vita e della proprietà di un individuo è considerato sacro, mentre a seconda dei casi islamisti, cattolici, conservatori, progressisti, comunisti o nazisti avranno una diversa visione di ciò che è giusto.
“E alla fine, il mio sogno, come si fa nel rugby, tutti a berci una birra assieme dopo esserci scannati. ”
Questo richiede il rispetto di regole comuni, cioè un insieme di valori comuni. Nella lista di prima, togli islamisti, nazisti e (i veri) comunisti in quanto non è possibile berci la birra insieme. Con gli altri si può discutere perché accettano un minimo delle regole di civiltà del liberalismo, con molte eccezioni.
mi spiego meglio
pane al pane vino al vino
ma se tu non reggi il vino non è colpa mia
mettici l’acqua
ma nel tuo bicchiere perchè nel mio c’è il vino
e chi non beve in compagnia è una spia e non è figlia di maria
adesso tu mi dirai che maria era vergine ed io ti dico appunto era vergine, al passato
lo dice anche il proverbio chi l’ha data ha data chi l’ha avuta l’ha avuta e scordiamoci il passato
lo sanno tutti che nei proverbi c’è sempre un fondo di verità
perchè se i proverbi non son veri allora non c’è più religione
e allora se non c’è più religione chi è quell’omino che s’affaccia alla domenica dal balcone?
un abusivo, un immigrato, un rumeno?
e dopo uno dice che si diventa razzisti
per forza una ronda non fa primavera perchè non ci sono più le mezze stagioni
ma io mi accontenterei anche di un quarto di stagione
e allora vedete che è tutto un relativismo positivo
o era un positivismo relativo? non importa
a volte cogito a volte sono
tutte le due cose insieme non mi riescono
ho due mani due braccia ma un solo cervello
perciò è difficile quindi o tizio o caio
e sempronio? è morto ?
no è in coma vegetativo permanente
io la permanente non la sopporto mi rovina i capelli
dillo a me, io son quasi calvo
Visto che ad abr ha replicato, in modo impeccabile, LybertiFirst, rispondo a Daniela
Tu dici:
“Anche se togliere cibo ed acqua senza sapere cosa sente o prova una persona non è ropriamente da definirsi umano!!!!!!”
Caspita, Daniela, la questione non e’ cosa sia umano o meno *per me* o *per te*, ma *per la singola persona* che versi in determinate condizioni di salute.
Se Welby ha chiesto, coscientemete ed in modo informato, di essere lasciato andare liberandolo al contempo dal dolore, cosa quindi che *lui* riteneva giusta ed umana *per se*, chi siamo noi due per decidere che *quello da lui chiesto per se* non e’ umano, ed imporre invece la *nostra* scelta sul *suo* comportamento per far si che *noi* ci sentiamo umani, buoni e cari?
Qesta e’ reificazione delle persone, delle loro vite e sofferenze, e’ farne degli oggetti, dei feticci, su cui esercitare la proprie aspirazioni ed intenzioni affinche’ *noi* si viva in pace, anche a costo di portare l’interno nella vita altrui
Poi prosegui:
“purtroppo l’aborto non si fa solo per motivi di salute! L’aborto è largamente usato come contraccettivo.”
L’aborto e’ da *millenni* usato come contraccettivo. *Tutte* le statistiche di cui disponiamo ci dicono, in modo univoco ed incontrovertibile, che da quando l’aborto e’ legalizzato, e da quando c’e’ un minimo di informazione ed accesso alla contraccezione, l’aborto e’ molto meno usato come contraccettivo
Risiamo al punto focale: da pragmatici, si *osserva* un fenomeno, e si tenta di riparare il piu’ possibile ai dani che questo comporta, e questo *dopo* aver preso atto che il *vietarlo* semplicemente lo fa diventare un fenomeno carsico invisibile, e per questo terribilmente piu’ criminogeno.
“E’ questo che i cattolici avevano denunciato ed è questo che si sta avverando.”
E’ l’esatto contrario, cifre alla mano:
http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_804_allegato.pdf
Del resto, la posizione cattolica avrebbe un senso, ed una autorevolezza, riguardo all’aborto come contraccettivo postumo, *se* favorisse la contraccezione correttamente intesa, ossia *prima* del rapporto, ma questo non e’.
“Ti dirò di più: quando ci sarà l’eutanasia legalizzata, ne vedremo di gente morire inspiegabilmente, tanto basterà dire: questa era la sua volontà, non voleva soffrire! State certi che accadrà anche questo!”
Questo e’ quello che *oggi* accade, nel chiuso delle camere delle cliniche a pagamento, o nel buoio delle camere dei sofferenti circondati da familiari troppo spesso sfiniti, soli, e senza mezzi economici per sostenere una condizione ritenuta terribile per un proprio caro.
Una legge sul testamento biologico, e anche sull’eutanasia, che sono cose non necessariamente uguali, permetterebbe l’emersione del fenomeno, e la possibilita’ che *le scelte* dei singoli individui prevalessero su quelle, di opportunita’, dei congiunti o dei medici, per quanto prese con le migliori intenzioni
Saluti
Dotta risposta liberty, di quelle che m’aspetto sempre da te.
Peccato che non colga il mio punto anzi lo stravolga e quindi risponda a qualcun altro. Infatti la dicotomia tra relativismo e non relativismo etico non è un problema mio; quello che sostengo è cosa diversa ma non importa.
Nel merito, il tuo appello apparentemente libertario sfocia in un esito paradossale e del tutto contrario alle intenzioni (credo), perchè tralascia un punto che Panebianco e Galli non sottolineano a dovere:
LEGALIZZARE E’ L’OPPOSTO (dal punto di vista del singolo individuo) DI LIBERALIZZARE.
Quindi i socialisti (islamici o comunisti non fa differenza), quelli con cui tu non prenderesti birre, sentitamente ti ringrazionao per lo sbocco involontariamente STATALISTA e REPRESSIVO DELLE LIBERTA’ INDIVIDUALI del tuo ragionamento “liberale”.
Si, come el mi querido Rothbard ritengo che a un vero libertario dovrebbe piacere il Far West come lo chiama spregiativamente la Prestiggiacomo et similari.
Quello dove poco è legalizzato e quindi molto è libero, dove guarda caso tutti correvano a frotte, dove l’individuo se la smazza da solo con sè stesso e il suo clan (come dice Panebianco o Galli non ricordo, nel sommerso e nel silenzio), dove lo sceriffo statalista si becca una pistolettata sul grugno assieme al bio-notaio e allo stregone se si permettono di rompere il caxxo.
ciao, Abr
In sostanza, cosa proponi per liberalizzare? Io propongo di dare valore ai testamenti biologici senza la fuffa clericale di Calabrò e soci. Mi sembra un’idea chiara di liberalizzazione.
…propone che se succede qualcosa a qualcuno e si deve scegliere tra “vita” ed eutanasia, facciamo decidere a Berlusconi. In tutta la metafora del Far West è Silvio lo sceriffo.