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di Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 11 marzo 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Durante la visita in Terrasanta che svolgera’ fra due mesi papa Benedetto XVI intende entrare nella moschea al-Aqsa di Gerusalemme. Lo afferma il quotidiano Jerusalem Post che cita una fonte ecclesiastica coinvolta nell’organizzazione del viaggio, secondo la quale ’si trattera’ di un pellegrinaggio’ durante il quale avra’ incontri con i rappresentanti delle comunita’ cristiane per le quali celebrera’ 4 messe: ad Amman, Gerusalemme, Betlemme e Nazareth“. cornetti Perché il Papa singinocchia allIslamE’ una notizia interessante, questa, anche se non sembra abbia avuto molto risalto, per ora. Vuole dire che il Papa entrerà – e si inginocchierà, secondo la regola – in una moschea: un atto dalla forte valenza simbolica, soprattutto dal punto di vista politico. Perché non solo, in un certo senso, chiude l’”incidente” di Joseph Ratzinger all’epoca di Ratisbona; ma certifica anche la vicinanza (la “preferenza”?) del papa nei confronti degli islamici, rispetto agli altri. Come gli ebrei, con i quali i motivi di polemica non sono mancati (i lefebvriani, per dirne una), e non sono mancati nemmeno i segnali da “Io so’ io e voi nun séte un cazzo”. 

Ad esempio, sul Giornale - il Giornale, eh? – si scriveva qualche tempo fa: “Monsignor Hilarion Capucci, il vescovo cattolico melchita sorpreso dagli israeliani nel lontano 1973 a trasportare armi per l’Olp e condannato a 12 anni torna intanto a far parlare di sé. L’87enne vescovo di Gerusalemme, in «esilio» a Roma dopo il rilascio ottenuto nel 1976 da Papa Paolo VI, è ricomparso nella cabina di un’imbarcazione sequestrata ieri dalla Marina israeliana mentre cercava di rompere il blocco di Gaza“. Ma perché Capucci non doveva essere su quell’imbarcazione? Perché all’epoca, grazie alle pressioni del Vaticano, Israele accettò di rilasciarlo a condizione che non tornasse più in Medio Oriente; condizioni solennemente accettate dal Vaticano, ma dopo alcuni mesi Capucci ha ricominciato le proprie attività. La proverbiale buona fede e la clamorosa fedeltà alla parola data, tipiche caratteristiche, della Santa Sede sono confermate nuovamente quando Capucci viene nominato vescovo emerito di Gerusalemme e di Cesarea. Ovvero proprio i luoghi da dove il Vaticano aveva promesso di tenerlo lontano. Per dire quanto possono essere furbetti i preti. Talento millenario, coltivato in innumerevoli tentativi di mettere nel sacco la gente, di cui molti riusciti, storicamente parlando. 

Insomma, non è mica per motivi poi così religiosi che il Papa s’inginocchia all’Islam. Forse è più per una simpatia intrinseca, forte in taluni settori della Chiesa, nei confronti dell’influenza della religione sulle società arabe. Un’influenza che vorrebbe magari avere anche il Vaticano. Nel senso: a scatenare tutto quel bailamme intorno a un povero corpo che langue da 17 anni, loro e i radicali (e lasciamo stare il discorso), ci riescono ancora. A farne un caso mediatico, che poi comincia ad appassionare come le telenovele il pubblico più lamentoso (ma molti se ne stufano), pure. A far passare qualche favore sottobanco, anche. Ma non riescono più a metterli tutti in riga, come ai bei tempi. E’ per questo che Ratzinger guarda all’islam con quello sguardo lì. E’ tutta invidia.

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Questa  spero tanto che non sia vera: “Le violenze sessuali ai danni delle donne, specie quelle commesse da immigrati, potrebbero essere un modo di attaccare le istituzioni italiane da parte di immigrati che stanno in una posizione di disagio e di scontentezza“, secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Colto da insano raptus di passione nell’azzurro mare d’agosto. 

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Un fantastico articolo di Giuseppe Oddo sul Sole 24 Ore ci spiega perché Cesare Geronzi è l’uomo più colpevole del mondo nel crack Ciappazzi, anche se all’epoca era in compagnia di onest’uomini a cui non piace che sia rubata la scena del calibro di Calisto Tanzi e Giuseppe “Er Ciarra” Ciarrapico. Ci sarebbe tanto da discutere di responsabilità morale, accountability e reputazione, ma siccome l’assemblea dell’Abi è già passata, ci limitiamo a ricordare che il sant’uomo che ha voluto nello statuto di Mediobanca la clausola sull’onorabilità era uno che ci vedeva assai lungo. 

(vignetta di Artefatti)