“Durante la visita in Terrasanta che svolgera’ fra due mesi papa Benedetto XVI intende entrare nella moschea al-Aqsa di Gerusalemme. Lo afferma il quotidiano Jerusalem Post che cita una fonte ecclesiastica coinvolta nell’organizzazione del viaggio, secondo la quale ’si trattera’ di un pellegrinaggio’ durante il quale avra’ incontri con i rappresentanti delle comunita’ cristiane per le quali celebrera’ 4 messe: ad Amman, Gerusalemme, Betlemme e Nazareth“.
E’ una notizia interessante, questa, anche se non sembra abbia avuto molto risalto, per ora. Vuole dire che il Papa entrerà – e si inginocchierà, secondo la regola – in una moschea: un atto dalla forte valenza simbolica, soprattutto dal punto di vista politico. Perché non solo, in un certo senso, chiude l’”incidente” di Joseph Ratzinger all’epoca di Ratisbona; ma certifica anche la vicinanza (la “preferenza”?) del papa nei confronti degli islamici, rispetto agli altri. Come gli ebrei, con i quali i motivi di polemica non sono mancati (i lefebvriani, per dirne una), e non sono mancati nemmeno i segnali da “Io so’ io e voi nun séte un cazzo”.
Ad esempio, sul Giornale - il Giornale, eh? – si scriveva qualche tempo fa: “Monsignor Hilarion Capucci, il vescovo cattolico melchita sorpreso dagli israeliani nel lontano 1973 a trasportare armi per l’Olp e condannato a 12 anni torna intanto a far parlare di sé. L’87enne vescovo di Gerusalemme, in «esilio» a Roma dopo il rilascio ottenuto nel 1976 da Papa Paolo VI, è ricomparso nella cabina di un’imbarcazione sequestrata ieri dalla Marina israeliana mentre cercava di rompere il blocco di Gaza“. Ma perché Capucci non doveva essere su quell’imbarcazione? Perché all’epoca, grazie alle pressioni del Vaticano, Israele accettò di rilasciarlo a condizione che non tornasse più in Medio Oriente; condizioni solennemente accettate dal Vaticano, ma dopo alcuni mesi Capucci ha ricominciato le proprie attività. La proverbiale buona fede e la clamorosa fedeltà alla parola data, tipiche caratteristiche, della Santa Sede sono confermate nuovamente quando Capucci viene nominato vescovo emerito di Gerusalemme e di Cesarea. Ovvero proprio i luoghi da dove il Vaticano aveva promesso di tenerlo lontano. Per dire quanto possono essere furbetti i preti. Talento millenario, coltivato in innumerevoli tentativi di mettere nel sacco la gente, di cui molti riusciti, storicamente parlando.
Insomma, non è mica per motivi poi così religiosi che il Papa s’inginocchia all’Islam. Forse è più per una simpatia intrinseca, forte in taluni settori della Chiesa, nei confronti dell’influenza della religione sulle società arabe. Un’influenza che vorrebbe magari avere anche il Vaticano. Nel senso: a scatenare tutto quel bailamme intorno a un povero corpo che langue da 17 anni, loro e i radicali (e lasciamo stare il discorso), ci riescono ancora. A farne un caso mediatico, che poi comincia ad appassionare come le telenovele il pubblico più lamentoso (ma molti se ne stufano), pure. A far passare qualche favore sottobanco, anche. Ma non riescono più a metterli tutti in riga, come ai bei tempi. E’ per questo che Ratzinger guarda all’islam con quello sguardo lì. E’ tutta invidia.
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Questa spero tanto che non sia vera: “Le violenze sessuali ai danni delle donne, specie quelle commesse da immigrati, potrebbero essere un modo di attaccare le istituzioni italiane da parte di immigrati che stanno in una posizione di disagio e di scontentezza“, secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Colto da insano raptus di passione nell’azzurro mare d’agosto.
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Un fantastico articolo di Giuseppe Oddo sul Sole 24 Ore ci spiega perché Cesare Geronzi è l’uomo più colpevole del mondo nel crack Ciappazzi, anche se all’epoca era in compagnia di onest’uomini a cui non piace che sia rubata la scena del calibro di Calisto Tanzi e Giuseppe “Er Ciarra” Ciarrapico. Ci sarebbe tanto da discutere di responsabilità morale, accountability e reputazione, ma siccome l’assemblea dell’Abi è già passata, ci limitiamo a ricordare che il sant’uomo che ha voluto nello statuto di Mediobanca la clausola sull’onorabilità era uno che ci vedeva assai lungo.
(vignetta di Artefatti)






















Io ho sempre pensato che il detto “Chi si somiglia, si piglia” non fosse del tutto campato in aria. Per ora pare si somiglino nell’ambizione, ma l’importante è cominciare.
la chiesa ha ben presente le necessità degli extra-comunitari islamici presenti in europa
il Papa, nella sua magnificenza infinita ha dato un segnale di sensibilità e vicinanza all’ islam, al sud, all’ oriente,,,non disgiunta dall’ attenzione verso l’ occidente ebraico
questa benevolenza farà si che nel futuro le gerarchie ecclesiae potranno contare sull’ affetto ed anche sulle braccia del popolo musulmano ormai diffuso in italia e pronto a raccogliere l’ eredità eventuale dei meno calorosi ed algidi cattolici
le dirigenze cattoliche già pensano ad esercitu musulmani armati ed indottrinati da generali e soldi cattolici
“le dirigenze cattoliche già pensano ad esercitu musulmani armati ed indottrinati da generali e soldi cattolici”
già
Sei stato linkato.
http://2909.splinder.com/post/20048570
Riflettevo sul fatto che probabilmente due religiosi hanno più di cui parlare che non un religioso o un agnostico. Che quindi i primi preferiscano gli altri religiosi agli agnostici è verosimile: chi si somiglia si piglia.
Per religione intendo ovviamente anche l’ambientalismo fideista, il comunismo, il liberalismo ideologico, l’ateismo militante, eccetera.
Riguardo la veridicità della frase di Alemanno: http://www.youtube.com/watch?v=9wDFDLX3FDQ
lunga vita a Ratzinger. magari prenderà esempio anche dall’assenza di figure gerarchiche accentratrici nell’islam? o dite di no? lunga vita a Ratzinger
@ libertyfirst, non riesco a commentare da te perché i commenti anonimi sono sospesi e non trovo più la password di splinder. Solo una cosa: “se il Papa preferirebbe un mondo di fanatici islamici o un mondo totalmente agnostico, come argomenta Gregorj”. Per essere precisi, io sono per la prima ipotesi (da come l’hai scritto sembro di essere per la seconda)
vero, mi sono sbagliato.
cioè quindi solo lo Stato Italiano è così poveraccio da non meritarsi niente?
ALI BABBA ha quasi ragione, ma solo quasi, in quanto è malevolo.
La Chiesa Cattolica è sottile, ma non è machiavellica. L’ortodossia teologica di Ratzinger, quella che rifiuta tutti i sincretismi, si accompagna però al rispetto per le persone professanti altre religioni. E’ la vecchia storia del candore della colomba (che può essere anche provocatoria, come nel discorso di Ratisbona) e della prudenza del serpente. Questo è un estratto di un post che ho scritto due anni fa, nel mio blog:
http://zamax.wordpress.com/2007/01/09/maometto-il-rivoluzionario-e-la-fine-dellislam/
Stiamo assistendo ad un grandioso colpo di coda della Jihad, cui seguirà il collasso. Di questo presentimento di morte si fece interprete l’Ayatollah Khomeini quando disse “o saremo felici conquistando il mondo oppure guadagnandoci il paradiso morendo tutti come martiri”. Gli odierni martiri dell’Islam sono veramente dei kamikaze e assomigliano nella loro cupio dissolvi ai suicidi di massa degli adepti di qualche setta. L’Islam sta morendo, in una grande esplosione ingannatrice come la luce di quelle stelle morenti che gli astronomi chiamano Supernove. Nel lungo termine perciò non vi è un pericolo di colonizzazione islamica dell’Occidente, ma piuttosto quello di restare sotto il cumulo di macerie provocato da questa esplosione. Dopo di che l’Islam si spegnerà lentamente, bruciando a lungo nelle proprie ceneri.
Non per questo gli sforzi dell’Occidente sono vani, al contrario: innanzitutto per parare questo colpo di coda, e poi per arare con costanza il campo mediorientale, perché le piantine delicate hanno bisogno di più cure. I frutti già si vedono, anche e proprio in Irak. Assisteremo a un lungo interregno nel quale ambiguamente istituzioni quasi democratiche e precetti islamici convivranno. Poi questi ultimi scompariranno. In un discorso precedente a quello di Ratisbona Papa Benedetto XVI aveva detto:
“Le popolazioni dell’Africa e dell’Asia ammirano, sì, le prestazioni tecniche dell’Occidente e la nostra scienza, ma si spaventano di fronte ad un tipo di ragione che esclude totalmente Dio dalla visione dell’uomo, ritenendo questa la forma più sublime della ragione, da insegnare anche alle loro culture. La vera minaccia per la loro identità non la vedono nella fede cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto di libertà ed eleva l’utilità a supremo criterio per i futuri successi della ricerca. Cari amici, questo cinismo non è il tipo di tolleranza e di apertura culturale che i popoli aspettano e che tutti noi desideriamo! La tolleranza di cui abbiamo urgente bisogno comprende il timor di Dio – il rispetto di ciò che per l’altro è cosa sacra. Ma questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro presuppone che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio.”
Discorso accolto malissimo dai liberal di casa nostra, che se invece fossero meno prevenuti avrebbero potuto aver l’intelligenza di capire che il discorso era rivolto soprattutto a quella parte del mondo islamico che con la Jihad non ha niente a che fare; a quegli uomini che professano, sì, e in buona fede, una religione “sbagliata”, ma che nel loro cuore albergano quei sentimenti di giustizia che, per usare un linguaggio biblico, saranno “computati” a loro giustificazione. La Chiesa Cattolica, che è sempre sottovalutata e che invece vede sempre lontanissimo, già si prepara a raccogliere questi orfani religiosi.
Zamax, il cattolicesimo è morto con lo scisma protestante e sopravvive a stento in pochi paesi dalla struttura sociale-istituzionale da quasi terzo mondo come noi e l’America Latina.
Basta uscire dalla sacrestia di parrocchia, fare un giro non dico negli USA ma in Germania o Gran Bretagna e ci si rende conto di quanto al 99% delle persone e dei mezzi di informazione di quel che dice il Papa non gliene può fregare di meno perchè non conta un fischio.
Le ultime parole famose.
La mia opinione la sai… http://tinyurl.com/cs5bec
ringrazio comunque Zamax
io credo che la logica nel mondo sia capovolta
prevedere oggi secondo logica sia perciò impossibile
cioò che sembra verosimile in un futuro potrebbe non accadere
vedete il caso mio
quando parlo serio non mi ascoltano o mi pijano per cojone
quando sparo cojonate, me danno ragione e me fanno capì che forse le cojonate saranno il nostro futuro e a fa’ li seri se perde tempo
juppes (me firmo a mio ludibrio)
anche senza voler stare a ricercare affinità elettive fra chiesa cattolica e islam, anche perchè il monoteismo ebraico è la religione da cui discendono le due precedenti,
credo che quando la Santa Sede agisce come entità politica debba tenere di conto di una realtà abbastanza sottovalutata, cioè i cosiddetti cristiani d’oriente. Sono una minoranza rispetto all’Islam, ma comunque significativa per la presenza in quella regione.
Tanto per fare un paio di esempi: non credo che la Chiesa avesse motivi ideologici di simpatia verso il regime di Saddam, eppure era contrario alla invasione americana. Allo stesso modo oggi è contraria a una politica aggressiva nei confronti della Siria, nonostante sia la “sorella cattiva”, diciamo, del semi-cristiano Libano.
Il motivo principale, per come la vedo io, dell’atteggiamento del Vaticano è l’interesse a tutelare e proteggere le minoranze cristiane presenti in quelle regioni.