Il sogno tradito del nucleare
di Maghdi Abo Abia - Come è nata la corsa all’atomo e perché ha “fallito” L’Economist ci parla di un sogno fallito, ovvero quello del nucleare. NASCITA E MORTE DI UN SOGNO – Nel 1908 il chimico Fredrick Soddy sosteneva che grazie al potere immenso
Come è nata la corsa all’atomo e perché ha “fallito”
L’Economist ci parla di un sogno fallito, ovvero quello del nucleare.
NASCITA E MORTE DI UN SOGNO – Nel 1908 il chimico Fredrick Soddy sosteneva che grazie al potere immenso nascosto nel nucleo di un atomo è possibile trasformare un deserto in un paradiso. Purtroppo successe il contrario. Dai giardini si arrivò ai deserti. Lo stesso Economist pensava nel 1986 che le centrali nucleari fossero sicure come fabbriche di cioccolato. Il mese dopo arrivò Chernobyl. Altro che fabbrica di cioccolato. Passati molti anni si era arrivati alla certezza di una “rinascita nucleare”. E poi venne l’11 marzo 2011. Terremoto, Tsunami, “lavaggio” della centrale nucleare di Fukushima – Daichii. Solo che i tempi e le situazioni erano leggermente diverse. In Ucraina avevamo a che fare con la nomenklatura sovietica, in Giappone invece la responsabilità era di politici, eletti, persone che rendevano conto ai propri elettori, all’opinione pubblica.
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NIENTE SARA’ COME PRIMA - Ed è stata proprio l’opinione pubblica a dire basta. Il fallimento dei sistemi di sicurezza, la mancanza di consapevolezza sui rischi sismici e del lassismo diffuso hanno fatto si che venisse a cadere il mito del nucleare sicuro. I più grandi investimenti sul tema si stanno avendo in Cina, non perché scommetta sul nucleare, ma perché visto lo stato della loro economia e dei loro bisogni energetici, se lo possono permettere. Il sistema normativo cambierà dopo Fukushima. Non per quanto riguarda gli impianti, sicuri e moderni. La sfida vera sarà la sicurezza. Un settore che vive di regole sue, rigidie, vincolanti e che non può permettersi falle.
PERCHE’ NON FUNZIONA PIU’? – A chi conviene costruire centrali nucleari, oggigiorno? Le aziende private non lo farebbero senza l’aiuto dei governi. In parte questa cautela è dovuta ai rischi dati dai vari movimenti di opposizione e al cambio di orientamento dei governi, vedi le centrali spente in Germania a seguito dell’incidente di Fukushima, ritenute un messaggio neanche troppo velato alle aziende del settore. Il problema princiale è però rappresentato dal fatto che il nucleare costa. Tanto. Dopo Chernobyl i costi si sono alzati. Bisogna che questi siano sostenibili. In America non è così. in Europa costano. L’unico posto in cui possono essere renumerativi è nel sud-est asiatico.
DUE SOLUZIONI – Ci sono due modi per rendere di nuovo protagonista il nucleare: il primo è quello di ridurre i suoi costi, il secondo di rendere più care le altre fonti di energia. Probabilmente si punterà sulla risposta numero due. I carburanti fossili danneggiano l’ambiente. Mettendo una tassa sulle emissioni inquinanti, queste fonti di energia saliranno di prezzo e così si potrà affrontare il discorso dell’ambiente. Insomma, si fa pagare a qualcuno il danno. Eppure tutto questo non basterebbe per giustificare un ritorno in grande stile del nucleare. Quindi torniamo alla risposta uno: il nucleare tornerà competitivo se costerà meno.
INFATUAZIONE, NIENTE DI PIU’ – Eppure non accadrà. L’innovazione punta su il confronto, lo scontro, l’unione d’idee, sul campo libero, sulla facilità di manovra, sulla mancanza di leggi, sui costi sostenibili. Non è il caso del nucleare, ma è quello di altre fonti di energia alternativa. Alcuni sostengono che il problema potrebbe essere risolto dalla costruzione di mini-reattori. Ma per essere competitivi ci vorrebbe un mercato. Un mercato che non esiste. L’innovazione nucleare è ancora possibile, ma non sarà nulla d’immediato. I reattori oggi in attività entreranno ancora in piena attività nel 22esimo secolo, e una soluzione alla tedesca di progressiva “eliminazione” dei reattori non avrà un grande seguito. I paesi con problemi di approvigionamento energetico potrebbero farci un pensiero. Ci sono altri Stati che stanno costruendo armi nucleari. E se il prezzo del carburante continuerà a salire, probabilmente tornerà l’infatuazione del nucleare. Ma scordatevi la rivoluzione. Ormai il treno è passato.












“Ci sono due modi per rendere di nuovo protagonista il nucleare: il primo è quello di ridurre i suoi costi, il secondo di rendere più care le altre fonti di energia”
Ma la parola RICERCA vi è sconosciuta? Reattori autofertilizzanti al torio, reattori a sali fusi, nulla? Zucche vuote.
A te dovrebbe essere sconosciuto il reattore superphoenix. Un disastro economico per chi lo ha costruito. Gli autofertilizzanti non hanno mai avuto piede nel mercato e tantomeno sembra che ne possano avere più avanti, vedendo i programmi di ampliamento nuclere nel mondo. I reattori al torio esistono solo su carta per adesso… Il nucleare è protagonista in quei paesi che hanno potuto sostenere le enormi spese del parco reattori grazie al settore militare. Per quel che mi riguarda il futuro e il nucleare a fissione sono 2 cose molto diverse
Maghdi, lei vaneggia.
La green economy è morta, tutte le nazioni che hanno stupidamente finanziato le rinnovabili stanno tagliando gli incentivi, la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici negli USA è fallita, Francia e Inghilterra hanno appena stretto un accordo per costruire nuove centrali nucleari, nel resto d’Europa (Italia a parte) tutti i progetti vanno avanti, e la Cina ha già iniziato a costruire 25 nuove centrali atomiche e prevede di costruirne un centinaio.
Ma lei di quale pianeta sta parlando?
Tagliare gli incentivi alle rinnovabili è perfettamente in linea con il farle camminare da sole senza incentivi in un breve futuro. La green economy in italia nel 2011 ha contribuito per 30/40 miliardi di € al pil italiano (alla faccia di un settore morto)
Paradossalmente, anche se le aziende EU soffrono per i prezzi troppo bassi proposti dai cinesi, proprio questi prezzi stracciati (FV) permetteranno installazioni da record ogni anno
(nel 2011 tra eolico e fotovoltaico installati oltre 60GW).
P.S secondo me la cina sarà sede del prossimo incidente nucleare, visto con che standard di sicurezza sono soliti a lavorare in casa.
in un mondo normale se io andassi a proporre all’Eni una fonte di energia che richiede centrali costosissime, materia prima in esaurimento, scorie pericolosissime e praticamente non smaltibili, rischi di danni ambientali catastrofici… NON mi darebbero il Nobel, ma mi rinchiuderebbero. Invece chi aveva “il sogno” (chi ci ha fatto SOLDI) ha proposto una fonte di energia che richiede centrali costosissime, materia prima in esaurimento, scorie pericolossissime e non smaltibili, e DANNI gia’ fatti accertati catastrofici. Per il Giappone si parla di 500/700 MILIARDI di dollari di danni. Non è mai stato un sogno, era solo un AFFARE. Resta il sogno di un pazzo appoggiato da corrotti.
In un mondo normale se io andassi a proporre alla Motorizzazione un mezzo di trasporto pericoloso e inquinante, che provoca la morte di 6000 (seimila!) persone ogni anno, che consuma materie prime costosissime, che rende invivibili le città… non mi darebbero il nobel, mi rinchiuderebbero.
nel mondo in cui viviamo invece ci sono dei pazzi che hanno paura del nucleare che a conti fatti in italia non ha mai ucciso nessuno, ma non si fanno problemi a comprare il motorino ai figli.
Non è vero che l’uranio è in esaurimento: è solo una delle tante balle che mettono in giro i soliti furbetti. Informati bene. Tanto per dirne una i soliti hanno sempre detto che in Italia non c’è uranio e adesso (sono sempre gli stessi NOTav & C) dicono che che in val di susa non si può scavare perchè ci sono addirittura le vene uranifere affioranti (e hanno pure socomodato il prof Zucchetti del politecnico di Torino). Comunque l’ìente nucleare svizzero stima le riserve (e non sono certo state fatte tante ricerche) in 500 anni ai consumi attuali… poi c’è il torio… poi ci sarebbero i breeder che renderebbero l’uranio già estratto, quello messo lì a non far niente, utilizzabile per coprire il fabbisogno energetico per mille anni…
Stessa cosa per le scorie… non sono certo un problema tecnico
E’ vero che il costo di una centrale di III generazione come l’EPR sarebbe molto alto, quello sì, ma produrrebbe anche tantissima energia a un costo unitario in competizione a quello del carbone (chi ha scritto questo “simpatico” articolo evidentemente non lo sa), cioè sui 4-6 centesimi al kWh
Ecc… è una vergogna che ogni volta che si parla di nucleare parte la solita litania dei plagiati dalla propaganda anti…
In natura NULLA SI CREA NULLA SI DISTRUGGE MA TUTTO SI TRASFORMA
l’energia non si produce, di ottiene trasformando altre cose,. Se noi la smettessimo di parlare di rifiuti e di produzione di energia dall’atomo sarebbe meglio.
Di atomi è fatta la materia. I rifiuti sono materiali che si possono trasformare in energia.Tutti i rifiuti, piuttosto che usarli per produrre CANCRO.
Concordo con Marcello.
Questo articolo è fazioso e fuori dal mondo.
Il tempo farà capire molto bene (e a che prezzo…) la stupidità della scelta antinucleare che ha fatto questa nazione 25 anni fa, solo ribadita di recente, ma il danno grosso è stato fatto allora.
Adesso è difficile spiegare il perchè in 4 righe, poi se ci sono “giornalettisti” che confondono le acque come in questo articolo…
Chi legge si ricordi che qualcuno a dire le cose come stanno ci ha provato, anche all’epoca del primo referendum.