Se non fosse stata cosi fragile e sensibile, se fosse stata più scaltra ed avesse avuto maggiore esperienza, non si sarebbe fatta incantare da un ignobile ” serpente a sonagli ” che le ha teso una trappola, che la attesa nel buio, che l’ha ghermita e sopressa nel fiore dei suoi anni, spegnendo la sua vita, oscurando quella delle persone che veramente l’amavano e poi è ritornato alla sua vita di sempre, come se nulla fosse accaduto, come se quel delitto non fosse mai accaduto, come se la responsabilità del crimine appartenesse ad un altro, come se tutto non appartenesse a lui. Ignobile bastardo assassino, privo del minimo sentimento e rimorso, LEI deve avere Giustizia, QUALUNQUE Giustizia, terrena e non e tu dovrai avere un nome ed un volto per rendere Giustizia a Lei ed a chi ha lasciato in terra. Forse in qualche modo hai già pagato e stai pagando, ma il conto è ancora aperto, perchè è il Signore che può togliere la vita ad un uomo, non tu che non ho parole per definire. Liberati e confessa il tuo ignobile crimine, se hai una famiglia e non vuoi che venga INFANGATA IN ETERNO.
Quelet
(da un commento all’articolo di Igor Jan Occelli sull’omicidio di Alina Cossu)






















La giustizia deve essere in primo luogo terrena, e deve essere proporzionata al male commesso. La condanna e’ l’unica consolazione che la nostra giustizia puo’ offrire alla famiglia di Alina .
Chi ha commesso una simile atrocita’ non ha paura della giustizia non terrena e penso sia ormai convinto di essersi fatto beffa di quella terrena.
Ma se si toglie la speranza nella giustizia ad una madre che cos’altro le resta?.
Infatti, non si parlava di altra punizione che di quella che con tutti i suoi limiti è in grado di infliggere La Giustizia terrena, quella umana, giusta, equa, democratica, processuale,quella che con tutti i suoi limiti è in grado di fissare le responsabilità di ognuno, quella che può dare un nome ai responsabili, diretti e indiretti, quella che nonostante l’assenza di rimorso da parte del reo, inaffettivo, privo del minimo sentimento umano, riesca a dare un’identità all’autore di un così grave e feroce delitto. Poi ci sono altre circostanze ineluttabili, che fuggono dalla ragione umana, inconoscibili ” noumeni “, apparentemente irrazionali,non alla nostra portata, ma conoscibili da un’entità Divina, quella che comunque fà Giustizia.
In questa vicenda della quale tanto si e’ parlato e commentato rimane la consapevolezza della morte assurda di una ragazza di soli 21 anni, rimane l’inferno nel quale e’ precipitata la sua famiglia e il fatto che la vita di ognuno di noi puo’ essere legata alle decisioni malvage e crudeli di un’altra persona.
La giustizia ha il dovere di far sì che un simile atto non rimanga impunito, soprattutto per LEI che aveva un forte senso civico e una incondizionata fiducia nelle istituzioni.
Ha il dovere di restituire fiducia ad una famiglia che e’ stata segnata da un simile lutto.
Ha il dovere istituzionale tramite una condanna esemplare
“L’abisso profondo del tempo ci sommergerà;
pochi rari ingegni solleveranno il capo
e, pur destinati a scomparire nel silenzio,
quando che sia, si opporranno ostinatamente all’oblio
e manterranno a lungo il loro prestigio”.
Seneca.
Riuscire ad essere saggi e appropriarsi del tempo, volgendo senza rimpianti uno sguardo al passato, guardando con aspettativa il futuro ma vivendo il presente e’ capacita’ di poche persone. Certo si arriva ad un punto particolare della vita dove vivere il presente secondo le esigenze proprie e non secondo le aspettative delle persone che ti circondano e’ fondamentale, altrimenti si rischia di sprofondare nell’abisso del tempo e si continua a rendere inutile la tua esistenza.Bisogna quindi avere il coraggio di mettersi in discussione, cadere, rialzarsi e cercare di essere se non saggi almeno capaci di compiere le azioni per le quali siamo chiamati.
Le ultime gocce
di una travagliata speranza
vanno per il sentiero
innalzato sui dirupi della vita.
Si rotolano veloci
attraverso le ore di ogni giorno,
scendono al fondo della valle.
Un uomo le insegue,
ansioso ed angosciato,
freneticamente,
disperatamente.
Tutto è indistinto,
vago,attorno a lui,
ma non si ferma,
non si domanda perché,
insegue la speranza
che precipita
e lo travolge.