Il livello del prezzo del metano non segue la tendenza degli altri carburanti e, in tempi di crisi, la sua convenienza economica si riduce sensibilmente. A danno degli automobilisti che avevano scelto le auto meno inquinanti e onerose
Il parco della auto a gas è in continua crescita negli ultimi tempi, in particolare quelle a metano, che si aggirano ormai intorno al mezzo milione di unità. Ma le lamentele che giungono dai consumatori di metano da ogni parte d’Italia sono una costante negli ultimi tempi. La minore dipen
denza dal petrolio ed una rete di distribuzione di poche centinaia di distributori su tutto il territorio (circa 650 contro i 2400 di Gpl) non recano alcun vantaggio ai consumatori: c’è scarsa concorrenza tra gli operatori e il prezzo non cala. Quelle segnalazioni hanno il sapore della protesta. Ad esempio, in rete già a fine novembre si leggeva la denuncia di un automobilista per la tenuta del prezzo del metano nonostante il crollo di quello del petrolio. Parlava di “situazione fantozziana” ed esclamava: “Altro che carburante “da poveri”, come veniva considerato dai più snob!“. Un altro utente nello stesso forum gli rispondeva andando nel dettaglio: “A Forlì, Cesena, Bologna, Imola, costa intorno alla cifra che dici tu, forse un po’ di meno, a Rimini i 3 distributori ladri di zona l’hanno messo a 0.98 e rotti e credo che ci sia stato qualche cartello“. Mentre un altro scriveva: “C’è una speculazione in atto. Comunque ci sono state molte proteste. Qualche giorno fa, Mr. Prezzi e il ministro Scajola hanno convocato la Federmetano, che ha garantito che per i prossimi 9 mesi i prezzi del metano scenderanno, anche se il petrolio dovesse risalire“. Il riferimento è al Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, nominato a gennaio 2006 dal Ministero dello Sviluppo Economico e dimissionario da poche settimane (a lui è succeduto Luigi Mastrobuono). A fine anno aveva previsto nei primi mesi del 2009 l’inizio del calo del prezzo del metano.
TREND DIVERSI – A mesi di distanza ci accorgiamo che si trattava solamente di una previsione per nulla azzeccata. Infatti, la triste verità è che, non solo quei navigatori avevano ragione, ma l’avrebbero anche oggi se riscrivessero gli stessi messaggi di allora: ad una drastica riduzione del prezzo di diesel e benzina negli ultimi mesi non ha corrisposto alcun calo di quello del metano. Era il luglio dello scorso anno quando benzina e gasolio schizzarono oltre l’euro e 55 cent. Adesso, ad otto mesi di distanza, son calati rispettivamente ad 1,18 e 1,05 euro. E a fine 2008 avevano perfino toccato livelli pù bassi. Nel frattempo il prezzo del metano si è comportato diversamente: non ha per nulla seguito l’andamento dei fratelli maggiori benzina e diesel, mantenendosi su un livello pressocchè costante,
fino a stabilizzarsi di poco oltre i 90 cent di euro. Davvero una brutta sorpresa per tutti gli automobilisti che avevano scommesso sul carburante meno inquinate per difendersi dai circa 150 dollari al barile del petrolio della scorsa estate. La sintonia tra la picchiata del greggio, sceso a circa 50 dollari, e i carburanti più diffusi non s’è verificata nel caso del metano. Il gap col gasolio, ad esempio, si è ridotto di oltre l’80%, quello con la benzina di oltre il 50%. Presupposti che fanno ridurre sensibilmente la convenienza economica per la quale i consumatori avevano premiato vetture come la Fiat Panda, che hanno puntato fortemente sul metano. Qualcuno sul forum non aveva usato mezzi termini: “Sono migliaia gli italiani che, per risparmiare, hanno venduto un’auto diesel per acquistarne una a metano e che oggi si sentono raggirati. Per capire perché basta dare un’occhiata ai prezzi. Nonostante il crollo del costo del petrolio – attualmente sui 53 dollari al barile (circa 40 euro) – l’andamento del metano, infatti, appare nettamente in controtendenza“.



Basterebbe informarsi da chi il metano lo acquista e vende (una qualsiasi piccola municipalizzata), per sapere che il prezzo di vendita varia TRIMESTRALMENTE ed è una media a nove mesi del prezzo di diversi prodotti petroliferi.
Per cui il prezzo del metano segue sì, ma con diversi mesi di ritardo quello del petrolio. Tant’è che il calo più vistoso lo avremo nel II trimestre, ovvero il 1 Aprile, mentre i prezzi del petrolio sono già stabili da qualche tempo.
NON c’è speculazione. Essa è impossibile, perchè si tratta di un calcolo effettuato con una formula matematica. Ed i distributori di metano, salvo rari casi, lo prendono dalle linee metanifere standard come qualsiasi altro cliente.
E l’ultimo trimestre del 2008? Petrolio, benzina, diesel e gpl sono in calo da metà 2008!
Prezzi medi di settembre: marche 0,95, Torino 0,93
prezzi medi di marzo: marche0,88 , torino 0,92.
Devo aspettare il secondo trimestre o desumere che c’è speculazione?
Io parlo dei prezzi di acquisto.
Su quelli di vendita non c’è speculazione, perchè la “speculazione” è un concetto semplicemente inesistente. Esistono domanda e offerta. Apri dei distributori a meno di due Km uno dall’altro e vedrai i prezzi scendere.
Chi è il coglione che in regime di semi monopolio abbassa i prezzi? E si chiama “profitto”, ovvero il legittimo aspirare di qualsiasi imprenditore. Dà fstidio che loro abbiano il distributore e io no? Potevo pensarci quando l’hanno fatto loro.
Per la differenza tra marche e Piemonte, credo dipenda in buona misura dalla percentuale di gas estratto ed autoconsumato. Nelle marche ci sono pozzi di metano e costituiscono eccezione alla regola di cui dicevo sopra (il metano preso dalla linea nazionale).
Il gas estratto ed autoconsumato sul posto costa circa 5 centesimi in meno al Mc, perchè non paga il costo di trasporto.