Aleppo
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Aleppo, la bugia di Bashar Assad sulla tregua

Aleppo

non è più bombardata. Il rispetto della tregua è però solo parziale, visto che almeno 8 città vicine alla metropoli roccaforte della ribellione sunnita sono attaccate dall’esercito di Bashar Assad e dai suoi alleati, in primis la Russia.

ALEPPO GUERRA

Da circa una settimana vale anche per Aleppo il cessate il fuoco concordato tra le fazioni che combattono la guerra civile siriana. La tregua vale in larga parte del Paese, anche se il mancato rispetto dell’accordo è quotidiano, e comune agli schieramenti in guerra. Ad Aleppo in particolare si nota come l’esercito di Assad abbia smesso di bombardare la città, solo per spostare i suoi obiettivi sulle città confinanti. Nello scorso fine settimane numerose famiglie sono tornate nella metropoli, da tempo diventata la roccaforte della ribellione sunnita contro il regime di Damasco. Se ad Aleppo è tornata un po’ di normalità, con la riapertura di scuole e negozi, all’esterno dei confini cittadini le bombe continuano a uccidere. Su almeno 8 città, concordano numerosi fonti tra cui anche Medici senza Frontiere, sono cadute le bombe, siriane e russe.

ALEPPO OGGI

Una delle città più colpite dall’offensiva di Assad è Kafr Naha, che si trova a 10 chilometri a ovest di Aleppo. Anche un ospedale sarebbe stato bombardato. Binnish, cittadina nel governatorato di Idlib, è stata altresì colpita più volte dall’aviazione. L’area di Idblid, dove è particolarmente forte la ribellione sunnita, parzialmente guidata dai qaidisti di al-Nusra, è soggetta a una forte offensiva. Secondo alcuni esperti interrogati da Bild Zeitung la nuova manovra del regime evidenzia la strumentalità della tregua su Aleppo. Assad e i suoi alleati, l’aviazione russa come le milizie iraniane e libanesi, sembrano concentrarsi sulle zone vicine alla metropoli siriana per meglio preparare una nuova offensiva. L’obiettivo strategico è la riconquista di Aleppo, e per battere la ribellione la tregua non sarà probabilmente osservata.