Francia: ragazza musulmana cacciata da scuola perché ha la gonna troppo lunga

09/05/2016 di Redazione

Una ragazza cattolica, di recente convertitasi all’Islam, è stata cacciata dalla sua scuola perché la sua gonna era troppo lunga. Secondo il direttore dell’istituto a Montereau-Fault-Yonne la sedicenne, attraverso il suo vestiario, «ostentava un simbolo religioso», atteggiamento proibito nelle scuole francesi dal 2004. Del caso ne parla l’Independent.

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LA DIFESA DALLA MADRE “NESSUNO HA MAI AVUTO DA RIDIRE SUL SUO VESTIARIO”

La gonna lunga è ammessa nelle scuole francesi come moda piuttosto che come un segno di fedeltà all’Islam (o a qualsiasi altra religione). Il Consiglio di Stato è stato chiamato a pronunciarsi sul caso della giovane parigina ma non ha ancora fornito un parere in merito. Eppure K. De Sousa (questo il nome della ragazza) non ha mai avuto problemi di integrazione. Anzi. Francese ma di origine portoghese si è convertita all’Islam con la benedizione della sua famiglia, un anno fa.
Sua madre, Marie-Christine de Sousa, ha dichiarato al magazine Obs: «Mia figlia rispetta la legge. Io rispetto la sua religione. E finora nessuno a scuola aveva avuto da ridire sul suo vestiario».
«A parte il solito gossip – ha spiegato la madre – non ha problemi e non parla quasi mai della sua conversione. Le persone non dovrebbero arrivare a conclusioni così affrettate».

LA GONNA LUNGA E LA LEGGE DEL 2004

K indossa il velo in pubblico ma non lo usa a scuola, così come previsto dal 2004. A partire dalla promulgazione della legge ci sono stati vari cambiamenti e con gli anni è stato esteso il divieto all’uso di simbologia islamica nelle classi. Ecco perché ora diversi istituti francesi scambiano la gonna lunga come attestazione di fede musulmana. Il dialogo tra la direzione e la famiglia della ragazza non è sempre stato sereno. «E ‘nell’interesse di tutti – hanno spiegato dalla scuola – che l’allieva possa continuare a studiare normalmente. Un lungo vestito o una gonna non è, di per sé, un motivo per escludere un allievo». Eppure però la giovane K rimane ancora fuori dalla sua classe.

(Foto da archivio Ansa)

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