filippo nogarin
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Livorno, Nogarin (M5S) si difende. Ma la base è divisa

Il sindaco di Livorno si difende, invoca la “presunzione d’innocenza“, spiega di voler lasciare soltanto se sarà provato il presunto reato. Ma la base del Movimento 5 Stelle si spacca sulle sue mancate dimissioni. Il caso Filippo Nogarin, per ora blindato da Beppe Grillo dopo l’avviso di garanzia ricevuto per concorso in bancarotta fraudolenta sul caso dell’azienda dei rifiuti Aamps, divide i militanti pentastellati, riporta il quotidiano “La Repubblica”. 

CASO NOGARIN, LA BASE M5S SI DIVIDE

C’è spaesamento e incertezza, scrive Laura Montanari:

«”Se uno è indagato deve lasciare – spiega risoluto Maurizio Serragli. 43 anni, uno che ha lavorato alla campagna elettorale del giugno 2014, un militante di lungo corso – non possono esserci due pesi e due misure. Serve la coerenza”. Non è il solo a far fatica a conciliare la faccia intransigente del M5S con quei fogli dell’inchiesta recapitati due giorni fa a Nogarin dalla procura di Livorno»

NOGARIN SI DIFENDE, LA BASE M5S SI DIVIDE

C’è chi contesta il mancato confronto con la base. Altri, invece, difendono Nogarin: «Era lui a voler fare chiarezza, ora lo hanno messo in mezzo». Anche in città, già depressa sul fronte calcistico per il Livorno a un passo dalla Lega Pro, non si parla d’altro:

«Non voterei più per Nogarin, ma nemmeno saprei chi altro scegliere», spiega un pensionato che votò per il sindaco pentastellato.

 

C’è poi il nodo della scelta del concordato preventivo sul caso Aamps, invece che puntare sulla ricapitalizzazione. Non è un caso che davanti alla sede del Comune abbiano protestato pure gli ex pentastellati espulsi dal M5S perché contrari alla decisione.