Terrell Owens, più che un giocatore di football, un circo

09/03/2009 - BIS – Per “T.O.”, la disoccupazione non durò a lungo: dopo nemmeno quattro giorni dall’addio a Philadelphia, trovò subito un nuovo ingaggio con i Dallas Cowboys. Più che un contratto, una pioggia di biglietti verdi: 25 milioni di dollari in

     
 

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BIS – Per “T.O.”, la disoccupazione non durò a lungo: dopo nemmeno quattro giorni dall’addio a Philadelphia, trovò subito un nuovo ingaggio con i Dallas Cowboys. Più che un contratto, una pioggia di biglietti verdi: 25 milioni di dollari in tre anni. Tre stagioni di alti e bassi, prestazioni alquanto convincenti sul campo alternate agli ormai consueti atteggiamenti da protagonista, partite con numeri esaltanti e celebrazioni al limite del consentito (i festeggiamenti post-touchdown sono una sua specialità, per la quale è stata più volte sanzionato dalla lega per “excessive celebration“), dichiarazioni fuori dalle righe, litigi con i compagni e, ovviamente, fugaci o nulle apparizioni in post-season. Il tutto condito dal mistero del 27 settembre 2006, quando fu portato di urgenza in ospedale per una overdose di hydrocodone, un potente antidolorifico: tentativo di suicidio secondo la stampa di Dallas, reazione allergica secondo il giocatore e le fonti ufficiali.

TERTIUM….DATUR - Dopo l’ennesima annata deludente per i Cowboys, l’ultima giocata al glorioso Texas Stadium, conclusa con una devastante sconfitta (44-6 contro Philadelphia) e un record che, seppur in attivo (9-7), non ha consentito l’accesso ai Playoff, il patron Jerry Jones e i vertici della franchigia texana hanno decretato fosse giunta l’ora di rinnovare da cima a fondo la squadra. Ripulendo lo spogliatoio, puntando su volti nuovi, abbandonando i giocatori che possono causare problemi. Primo provvedimento in tal senso, il rilascio di “PacmanJones, recentemente più noto per le sue avventure nei nightclub e per il suo talento nella pratica hip-hop di fare “piovere i soldi” nei locali. Secondo provvedimento in tal senso, cosa che era nell’aria già da qualche tempo, il taglio di Terrell Owens, protagonista di un 2009 più che rispettabile. Se nel 2006 la disoccupazione durò soli quattro giorni, stavolta sono stati dimezzati i tempi: in soli due giorni, “T.O.” ha già trovato una casacca da indossare, quella dei Buffalo Bills. I quali hanno già messo le mani avanti, facendogli firmare un contratto da un solo anno, al fine di evitare eventuali disastri a lungo termine. Owens ha già spostato il suo tendone e lo show: “Lascio l’America’s Team per passare al North America’s Team” è stata la sua prima dichiarazione in sala stampa. Aldilà dei buoni auspici, non mancano i dubbi riguardanti il suo approccio con la squadra e – dati i precedenti – con il quarterback titolare, il giovane Trent Edwards. Gli esperti storcono il naso: “Owens e Buffalo hanno sbagliato” decreta già la CBS Sports. “Dare un contratto a “T.O.” può fare notizia, ma non ha alcun senso” titola invece il Chicago Tribune. La sfiducia è ormai diffusa in tutta la NFL, ad eccezione che in quel di Buffalo. Terrell Owens parla di “nuova opportunità” e promette grandi cose, e c’è persino chi – come l’autorevole Sports Illustrated - si azzarda ad affermare che il trasferimento potrebbe rappresentare “uno storico matrimonio di un anno“: una potenziale situazione “win-win“, utile a portare più visibilità e più attenzione mediatica a una realtà secondaria come quella di Buffalo e, al tempo stesso, utile a Owens per tornare a essere uno dei giocatori di maggior impatto (e dal maggior mercato). Se ciò porterà anche i Bills a vincere qualche partita in più rispetto allo scorso anno, è del tutto secondario. Ormai, in città, è arrivato il circo Owens.

     
 

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