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Iraq, l’Onu: scoperte 50 fosse comuni in aree ex-Isis

Più di cinquanta fosse comuni sono state scoperte in alcune  aree dell’Iraq già controllate dall’Isis, il sedicente Stato islamico. A svelarlo è stato l’inviato delle Nazioni Unite Jan Kubis al Consiglio di Sicurezza Onu, riferendo di «prove dei crimini atroci» commessi dai jihadisti.

«50 FOSSE COMUNI IN ZONE EX ISIS»: LO RIVELA L’ONU

La scoperta – riferisce la Bbc – è avvenuta negli ultimi tempi, una volta che le zone sono tornate sotto il controllo di Baghdad. A Ramadi, in una delle fosse scoperte, c’erano almeno 40 corpi. Ma diversi resti umani sono stati trovati anche a Sinjar, Anbar e Tikrit. Le vittime? Membri di tribù, minoranza Yazidi, soldati e donne, rivela la Bbc. 

Diverse aree di Ramadi, controllate da Daesh da maggio a dicembre dello scorso anno, sono tornate sotto il controllo iracheno da pochi mesi. A febbraio la città è stata riconquistata dai soldati di Baghdad. I jihadisti, secondo Kubis, restano però secondo l’Onu «un nemico forte che regola costantemente le tattiche e gli attacchi».

ISIS IN IRAQ

Al consiglio di Sicurezza Kubis ha rivendicato come Daesh non possa essere sconfitto soltanto sotto l’aspetto militare: «Bisogna agire anche per andare alla radice della violenza estremista». Per Kubis la crisi umanitaria in Iraq rimane una delle più gravi al mondo: oltre 10 milioni di persone, un terzo della popolazione, è bisognosa dell’aiuto internazionale. Ma non solo: l’Onu ha ricordato come degli 861 milioni di dollari richiesti per l’intervento umanitario in Iraq nel 2016 solo un quarto è stato raccolto. Tradotto, per le Nazioni Unite servono nuove donazioni da parte della comunità internazionale.