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Interrogatorio di garanzia per Pino Maniaci di Telejato: «Contro di me fango»

Giuseppe Maniaci, direttore della tv Telejato indagato dalla procura di Palermo per estorsione, è stato sottoposto questa mattina all’interrogatorio di garanzia. Pino Maniaci ha risposto alle domande del gip Ferdinando Sestito, assistito dagli avvocati Bartolomeo Parrino e Antonio Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo. L’interrogatorio è iniziato poco prima di mezzogiorno ed è durato circa due ore.

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ANSA/CESARE ABBATE

PINO MANIACI DAI GIUDICI

A rappresentare l’accusa, l’aggiunto Vittorio Teresi e il sostituto Amelia Luise. Prima dell’udienza l’indagato aveva fatto sapere di “volere chiarire tutto”. Ieri i legali di Maniaci avevano convocato – per oggi alle 12:30 una conferenza stampa – in cui Maniaci avrebbe dovuto incontrare i giornalisti. Un appuntamento “saltato” al momento per la durata dell’udienza. Gli avvocati hanno annunciato stamattina che avrebbero chiesto al giudice di concedere a Pino Maniaci di potersi trattenere a Palermo per incontrarsi nello studio con i propri avvocati, nonostante sia sottoposto a divieto  di dimora sia a Palermo che a Trapani.

PINO MANIACI E TELEJATO

Giuseppe Maniaci, direttore di Telejato, emittente tv di Partinico, è stato travolto dall’inchiesta che lo vede accusato di estorsione: Maniaci, per vent’anni uno dei simboli della lotta alla mafia, è accusato di aver utilizzato l’emittente contro i sindaci di  Borgetto e Partinico, in provincia di Palermo, ottenendo anche un’assunzione della sua amante. L’inchiesta che ha travolto Maniaci rischia ora di travolgere anche l’intera Telejato.

PINO MANIACI: «ABBIAMO CHIARITO, HO RISPOSTO A TUTTE LE DOMANDE»

Dopo l’interrogatorio, Pino Maniaci ha rilasciato un’intervista a Radio Cusano Campus: il direttore di Telejato ha detto di non poter rivelare i contenuti dell’interrogatorio, perché non sono stati secretati e dichiara: Abbiamo chiarito, ho risposto a tutte le domande del giudice. Ho chiarito la mia posizione, non c’è stata alcuna estorsione. Si tratta solo di alcune supposizioni da parte degli inquirenti. Non c’è alcuna intercettazione in cui chiedo soldi a qualcuno. Le somme ricevute sono il dovuto di una pubblicità messa in onda su Telejato del negozio della moglie del sindaco di Borgetto, prima di diventare sindaco. Per quanto riguarda Partinico sono somme per una persona in difficoltà. Ho dato mandato ai miei legali di denunciare i sindaci per calunnia. Dai media è stato fatto uno spot maligno nei miei confronti dove il nome è stato messo all’interno di un’operazione anti-mafia, accostato a pezzi di merda con cui non abbiamo niente a che vedere. È un’operazione mediatica, per gettare fango sulla mia persona e fermare le inchieste che stiamo facendo».

(Photocredit copertina: ANSA/ GIOVANNI FRANCO)