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Un bambino finlandese di 10 anni ha hackerato Instagram

A 10 anni un bambino pensa a giocare al parco, a superare i suoi amici ai videogames, non certo ad hackerare uno dei principali social network del pianeta. Questo è il caso di Jani, un bambino prodigio della periferia di Helsinki, Finlandia, che fin dalla tenera età si interessa di informatica; tanto che all’inizio di quest’anno infatti aveva segnalato un bug ad Instagram. E ora è riuscito anche a dimostrarlo. Per ricompensare la scoperta e la segnalazione di questa falla nel sistema, al piccolo Jani è stata offerta la modica cifra di diecimila euro.

COS’HA FATTO VERAMENTE IL PICCOLO JAMI?

Nell’intervista rilasciata da Jani al giornale finlandese Iltalehti, il ragazzo ha dichiarato che: “Avrei potuto cancellare i commenti di chiunque, anche quelli di Justin Bieber”, ciò nonostante il giovane hacker si è solo limitato a cancellare il testo di un account prova creato dai responsabili di Instagram. In pratica Jani è riuscito a trovare un server tra quelli che fanno funzionare il social network che non verificava che a cancellare un commento fosse lo stesso utente che lo aveva pubblicato, perciò tramite l’accesso a quel server il ragazzino avrebbe potuto cancellare commenti e testi di chiunque. Dopo averlo scoperto, Jani ha comunicato la scoperta del bug via mail agli sviluppatori di Instagram che lo hanno ricompensato con diecimila euro. Ciò può sembrare un controsenso, ma fin dal 2012 Mark Zuckerberg (proprietario di Facebook, Instagram e Whatsapp) ha stanziato un fondo per offrire una ricompensa a chiunque trovasse una falla o un malfunzionamento all’interno dei server così da poterli sistemare.

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ALTRI GIOVANI HACKER DEL PASSATO

Jani dunque si aggiudica il titolo di persona più giovane ad aver ricevuto denaro dal fondo di Zuckerberg per aver segnalato un errore nei server, ma non è ovviamente l’unico giovane hacker della storia di Internet. Come ad esempio Sven Jaschant, tedesco, che ad appena 17 anni con i suoi virus ha infettato milioni di computer in tutto il mondo e causato la perdita di milioni di euro; oppure il giovane quindicenne Micheal Calce, che con il nome in codice “MafiaBoy” negli anni 2000 ha fatto capitolare i siti di Yahoo, CNN, Amazon e Ebay causando danni per un totale di 7,5 milioni di dollari. Ma il più noto tra questi fu Jonathan James che nell’autunno del 1999, all’età di 15 anni, riuscì a violare i sistemi di sicurezza della NASA ( l’agenzia governativa per il programma spaziale degli Stati Uniti) e il dipartimento della sicurezza nazionale statunitense avendo così a disposizione una quantità spropositata di documenti e file altamente riservati; Jonathan fu poi scoperto e condannato alla libertà vigilata fino all’età di 18 anni, morì suicida nel 2008. Ovviamente non possiamo giudicare in modo negativo il piccolo Jani come i sopracitati grandi hacker del passato, il bambino è un ragazzo normale che continuerà a vivere la sua vita nello stesso modo, anche se sembra già avere le idee molto chiare. Ha infatti dichiarato di voler intraprendere una carriera lavorativa nell’ambito della cybersicurezza, ma che intanto con i soldi ricevuti si comprerà una bicicletta.

(Photocredit copertina: LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)

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