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Il leader della destra austriaca: «Renzi-Merkel scafisti di Stato. Vogliamo il Tirolo unito»

L’erede di Joerg Haider è Heinz Christian Strache, che guida da dieci anni la FPÖ, l’estrema destra austriaca. Il suo partito, dopo il boom al primo turno delle presidenziali, è tra i favoriti al ballottaggio tra tre settimane. Il suo candidato, Norbert Hofer, potrebbe essere eletto presidente della Repubblica. Intervistato dal quotidiano La RepubblicaStrache attacca e minaccia con toni forti, precisando le rivendicazioni del suo candidato: blocco all’ingresso della Turchia nell’Ue, richiesta di referendum sul Ttip. E una minaccia: riaprire con l’Italia la vecchia querelle sul Tirolo.

STRACHE: «VOGLIAMO UN TIROLO UNITO»

Strache rivendica il risultato del primo turno:

“Nei sondaggi siamo al 35% già da mesi. Ma ha ragione: quello del primo turno è stato un risultato straordinario, storico. Siamo alla svolta, a una nuova era politica. Questo sistema incrostato, dominato da due partiti (popolari e socialdemocratici, ndr ) è finito. Molto lo dobbiamo alla straordinaria personalità del nostro candidato, Norbert Hofer. Che ha già chiarito che interpreterà il suo ruolo in modo estensivo, per trasformare l’Austria in una democrazia diretta, governata anche attraverso i referendum, come in Svizzera. Non vogliamo più trattative segrete sul Ttip e altri dossier. Il popolo deve avere l’ultima parola”.

 

E su cosa chiederete un referendum?

 

“Vogliamo fare in modo che bastino 100mila firme per indire un referendum. Hofer sarà il protettore degli interessi del popolo austriaco. La Turchia, per esempio, non è Europa. Né geograficamente, né culturalmente, né storicamente. Non può essere che politici europei prendano decisioni sopra le teste dei cittadini, che ci portino verso un’Unione Euro-asiatica. Hofer, da presidente, non sottoscriverà mai una cosa del genere.

Insisterà su un referendum, altrimenti non firmerà l’ingresso della Turchia nell’Ue. E dai sondaggi sappiamo che l’85% degli austriaci sono contrari”.

 

Chiederete anche un referendum sul Ttip?

 

“Certo. E sull’abolizione dei contanti”.

 

Però i numeri dell’accordo Ue-Turchia sembrano dare ragione a chi dice che, almeno su quella tratta, i flussi stanno calando.

 

“La mafia albanese si sta già organizzando per deviare i flussi verso l’Italia. Ecco perché bisogna rafforzare Frontex”.

 

Non mancano le accuse a Renzi e Merkel sul tema immigrazione, bollati in modo dispregiativo:

 

Le frontiere dell’Italia e della Grecia sono il mare. Giusto abbandonarle al loro destino, come fate voi austriaci?

 

“No, bisogna aiutare questi Paesi a difendere le frontiere esterne dell’Ue. Ma la volontà dell’Ue non c’è. I greci spendono cifre esorbitanti per le armi, perché non per i confini? Milioni di persone aspettano in Africa di arrivare in Europa, se si mandassero indietro sarebbe un deterrente per chi vuole partire. Perché non si fa?”.

 

Significherebbe violare qualsiasi trattato internazionale a protezione dei profughi.

 

E intanto l’Austria, in violazione di regole comuni europee, vorrebbe chiudere il Brennero.

 

“È una soluzione di emergenza. Se non si proteggono adeguatamente i confini esterni, se in Italia continuate a far passare i migranti come se foste scafisti di Stato, non va bene. L’Austria si deve proteggere. Del resto, Matteo Renzi non fa che invitarli qui, no? Come Angela Merkel. E noi ci dobbiamo proteggere”.

Strache accusa che tra i migranti si nascondano i terroristi che colpiscono in Europa. In realtà, i jihadisti che hanno attaccato l’Ue in Belgio e Francia sono cresciuti nella stessa Unione europea. Ma Strache insiste:

«C’è il problema dell’integrazione. È chiaro che oltre una certa soglia, lo dicono molti studi, crolla la volontà di integrazione. L’Islam, poi, non è solo politica, è un sistema sociale, di diritto, inderogabile. Inconciliabile, con noi. Noi ci battiamo contro l’islamizzazione dell’Europa».

 

Di recente lei ha sostenuto che al Sud Tirolo dovrebbe essere lasciata la possibilità di ridiventare austriaco. Uno scherzo?

 

«Assolutamente no, io voglio rimarginare la ferita attuale, concedere al Tirolo la possibilità di tornare unito».

 

E come? Annettendolo all’Austria?

 

«No, dando la possibilità al Sud Tirolo di autodeterminarsi. Perché non può decidere se far parte dell’Italia o dell’Austria?».