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Giulio Regeni: a che punto siamo

Giulio Regeni, il caso potrebbe arrivare presto ad una svolta. I magistrati italiani hanno ricevuto dai colleghi del Cairo i tabulati telefonici dei 13 cittadini egiziani ritenuti “interessanti” per gli inquirenti italiani che indagano sull’omicidio del ricercatore friulano.

GIULIO REGENI: CONCESSI PARTE DEI TABULATI

La notizia, riferita da Rainews, è stata confermata da una fonte vicina alla delegazione egiziana arrivata a Roma nell’aprile scorso per colloqui con gli inquirenti italiani. A dare il via all’invio dei tabulati telefonici richiesti dall’Italia per fare luce sulla morte di Giulio Regeni sarebbe stato Nabil Sadeq, procuratore generale egiziano. Gli egiziani avrebbero inoltre invitato al Cairo per un incontro gli investigatori italiani. Il materiale arrivato rappresenterebbe comunque una parte di ciò che è stato richiesto dall’Italia.

GIULIO REGENI E L’EMAIL DEL MINISTERO DELL’INTERNO EGIZIANO

La Procura di Roma nel frattempo ha iniziato ad indagare anche su eventuali accessi abusivi nell’account di posta elettronica di Giulio Regeni con l’obiettivo di verificare eventuali accessi abusivi nella mail del giovane ricercatore di origini friulane. Ed a proposito di e-mail, ricordiamo cosa è accaduto nelle ore scorse con l’invio di un documento firmato dal Ministero dell’Interno egiziano in cui vengono indicate le linee guida per zittire le proteste per quella che viene definita «un’escalation deliberata»:

«C’è da aspettarsi una feroce campagna mediatica da parte di tutta la stampa in solidarietà con il sindacato […] coordinarsi con programmi tv, esperti e generali in pensione per invitarli a parlare a favore del Ministero: non possiamo fare un passo indietro ora: una retromarcia significherebbe ammettere di aver fatto un errore. E se c’è un errore, chi è il responsabile?»