Massimo Bossetti
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Massimo Bossetti: i testi delle lettere hot spedite in carcere a Gina

Le lettere di Massimo Bossetti a “Gina A”, la detenuta del carcere di Bergamo condannata per truffa sono state pubblicate dal settimanale “Giallo”, ripreso da Dagospia. Nelle sue 40 missive il muratore di Mapello, sotto processo in quanto presunto killer di Yara Gambirasio, si rivolge alla donna che non ha mai visto in modo alquanto “acceso”, come dimostra questo passo che conferma l’attenzione maniacale dell’uomo nei confronti del suo aspetto fisico: «Cara Gina, spesso di notte ti penso. Non sai quanto mi piacerebbe venire lì da te, nella tua cella. Devi sapere che ci tengo tantissimo al mio corpo. Sai, sono depilato».

MASSIMO BOSSETTI E IL RAPPORTO CON GINA A.

Massimo Bossetti nelle sue lettere a Gina A, la cui corrispondenza è iniziata nel 2015, dimostra un’attenzione particolare al sesso contenuta nelle lettere acquisite agli atti del processo, tutte come richiesto dalla difesa e non le cinque con i dettagli più intimi come auspicato dall’accusa che riteneva come l’attenzione per le parti intime femminili depilate così come la cronologia del suo computer che confermava la ricerca di ragazzine di 13 anni, coetanee di Yara Gambirasio rappresentasse un’indicazione del ruolo dell’imputato. Il 29 maggio 2014 è stata effettuata una ricerca dal titolo: “ragazze con v…rasate”, “ragazzine rosse tredicenni per sesso, ragazzine rosse tredicenni x sesso, ragazze vergini rosse, ragazze rosse con poco pelo sulla v…, rasature v…, v… rasate, verginità”.

MASSIMO BOSSETTI E LE LETTERE SPEDITE A GINA A.

Per quanto riguarda le lettere, Massimo Bossetti parla a Gina esprimendosi in questi termini a partire dalla prima lettera, datata 30 settembre 2015, lettere in cui rivendica la sua innocenza:

«Gina e tutti voi del reparto femminile, credetemi, fate bene a essere convinti della mia innocenza, perché io sono assolutamente innocente. Sono estraneo a questi fatti accaduti e lo dimostrerò fino alla fine… Mai e poi mai mi arrenderò per i loro schifosi errori, sbagli fatti a tavolino e a regola d’arte su di me. Credetemi, tutto quello che a me ingiustamente è successo, a chiunque potrebbe veramente succedere, è sufficiente trovarsi in un posto e allo stesso momento sbagliato ed ecco qua che finisci in un maledetto ingranaggio facendo il possibile per non essere stritolato, e che ti sembra possibile uscirne…»

Il 14 dicembre 2015 Massimo Bossetti scrisse a Gina parlando della cura del corpo:

«Gina, parla e confidati se vuoi, dì tutto quello che vuoi o sapere su di me e io farò altrettanto… Tra due amici non ci sono segreti di nessun genere. Gina, cosa è un amico? Per me è un altro me stesso e chi guarda un vero amico in realtà e come se si guardasse in uno specchio. Non credi? Per cui io apro il mio cuore al tuo, se tu vorrai. Pure io tengo tantissimo al mio corpo: ogni giorno faccio una doccia al mattino e una alle 20 e mi cospargo sempre di crema Nivea, subito a ogni doccia, perché mi piace sentirmi morbido, idratato e profumato. È una bellissima sensazione di freschezza e pulizia […] l’unica cosa che ti chiedo è l’amicizia, io credo sia più duratura dell’amore, penso che l’amore non sia per sempre… Giusto? Però mi fa piacere che sono riuscito a confonderti, anche mia moglie l’avevo fatto sentire confusa inizialmente… Ricevo molte lettere da altri carceri, soprattutto da donne che intendono conoscermi e quanto gli sarebbe piaciuto tenere un marito come me… In verità in tutto questo mi sento fiero…»

Il 2 gennaio 2016 Massimo Bossetti scrive:

«…Sì, è vero, sono pochi gli uomini che si cospargono con la crema due volte al giorno… Io mi cospargo tutto il corpo… Sai sono depilato e per me stenderla è un attimo. Oh, non sai quanto mi piacerebbe venire lì con te, nella stessa cella, senza avere paura che loro pensino che potremmo fare sesso… Ti confido che con quel buon profumo che ti porti sulla dolce pelle per me sarebbe dura evitare di non toccarti. In sincerità il tuo profumo mi manda in delirio, ti stringerei forte forte a me e mai ti mollerei…»

mentre il 7 gennaio Bossetti parla dei tradimenti della moglie Marita:

«Sai, io sono stato tradito, ma ho perdonato, ma non riesco a dimenticare. Poi una volta fuori ti devo parlare e dire tante cose di persona… Vorrei scriverle ma non posso»

Il 13 gennaio il muratore di Mapello si rivolge così alla sua amica di penna parlando di baci e situazioni borderline, considerato che i due non si sono mai visti di persona, arrivando a sognare una situazione simile a quella che viveva a casa con la moglie Marita:

«Gina, ti devo fare i complimenti, stavolta. Per la prima volta ho baciato le tue bellissime labbra. Sono stupende e belle carnose, mi piacciono davvero e le bacerei all’infinito. Grazie per questo bellissimo pensiero molto apprezzato da parte mia, ho cercato di sentire il tuo sapore delle labbra. Davvero hai gridato il mio nome? Sei pazza Gina. Sei pazza di me? Me lo sento, come io lo sono per te… Però Gina teniamo le famiglie e gli vogliamo bene, perciò per ora dobbiamo andare un po’ cauti. Guarda, a casa i miei profumi migliori erano Prada, Dolce e Gabbana, Gucci e Boss, ma qui bisogna usare quello che passa il convento. Spero che un giorno tu riesca a sfiorarmi il collo per sentirlo bene e non solo… Sì, forse è meglio cambiare discorso, perché io sono già arrapato, sentendolo qui sempre sotto il naso sulle tue lettere…È fantastico credimi, questa buona fragranza, capisci che per me è un problema non toccarti, quanto ti desidero per averti in branda con me per abbracciarti… Ai colloqui maschili ho intravisto una ragazza con la coda bionda che continuava a fissarmi, ma io non ti conosco, come posso sapere che sei tu o qualcun’altra? Cara Gina, spesso di notte ti penso, sai che dormo pancia in giù, accarezzo l’angolo del tuo cuscino perché immagino come quando toccavo il seno di mia moglie… Ora mi immagino con te e spesso mi alzo bagnato e molto arrapato, perché sogno di fare l’amore come quando lo facevo a casa con mia moglie…»

Massimo Bossetti parla poi delle sue mattine:

«Anche io appena mi alzo faccio il caffè, poi il letto, e poi corro subito in doccia. Sì alla mattina sono piuttosto arrapato, e a volte non riesco per niente a contenermi, capita vero? E anche qui sei nei miei pensieri… soprattutto qui. Poi mi avvolgo di crema tutto il corpo faccio veloce nel tirarla su, perché ti confido che sono depilato petto e pube e non faccio fatica a spalmarmela. E poi mi improfumo, così resto delicato e profumato tutto il giorno. Sai, ho cura del mio corpo e ci tengo molto all’igiene…»

A proposito del passaggio in cui parla della depilazione delle parti intime, Massimo Bossetti dice in una lettera del 17 gennaio:

«Sono alto 1,70, peso 60 kg, corpo esile, carnagione chiara, amo il sole e le lampade abbronzanti, mi piace il colore che la pelle assume, adoro l’abbronzatura. La depilazione che faccio io, per intenderci una volta e per tutte, si tratta di ascelle, petto e tutto sotto. Ho subito l’operazione di ernia inguinale e mi ricordo che dopo 15 giorni di medicazione la caposala decide ti togliermi i punti e mi abbasso tutti i boxer e lei mi disse nel vedere. Gina, credimi, sono sincero perché potrebbe capitare un giorno, una volta fuori, di incontrarci e per questo ti dico che la verità prima o poi viene a galla… Niente, mi disse: “Bossetti, complimenti, che mazza”… Ti giuro, non voglio vantarmi, ma su questo aspetto la natura ha fatto un bella cosa…»

In un’altra missiva l’uomo svela alla sua amica di non sopportare le domeniche:

«…Tu? Alla domenica giornata di festività, che odio per assenza di tutto, e allora la spezzo prendendomi cura di me stesso: barba, capelli, depilazione, doccia, una bella incremata tutto il corpo, tutto completamente, mi improfumo e poi riparto a scriverti, ok? Sai, il mio compagno mi dice “sei peggio di una donna”, e lo so, anche mia moglie me lo diceva spesso, ma è più forte di me sentirmi a posto con il mio corpo e, poi, mi piace essere ben curato dappertutto! Ciao, ciao, a presto, dammi trequarti d’ora, 50 minuti e ti riscrivo…. Ciao Miciona. Tuo amico Massy»

Il 21 gennaio il muratore diventa sempre più esplicito:

«Lo stesso per te, immaginati o toccati pure adesso, non preoccuparti per Dany, se ti sta guardando, digli che è colpa mia, che te l’ho detto io e che in questo momento Massi è qui con me e al sesso non si comanda, per cui mettiti comoda con te stessa… Levati le mutandine, immergi nella tua bocca l’indice e il medio della mano destra, mi sembra di vederti, passale delicatamente sul tuo grilletto, che lo sento già molto stimolato, vero? Sì, bene così, in moto rotatorio… Fai conto di sentire la mia lingua nella tua f…. Uh, come ti sento già bagnato»

Un tenore seguito nella lettera del 23 gennaio

«Non ti immagini come le mie mani ti massaggerebbero tutto il tuo corpo liscio, sfiorandoti dolcemente quel bellissimo e apprezzato pelo che ti ritrovi, scommetto che solo al contatto con le mie mani, sentirle scorrere delicatamente su tutto il tuo corpo, ti farei bagnare e venire più volte… E la mia lingua si sente senza sosta sul tuo clitoride»

 

fino all’ultima lettera del 27 gennaio in cui Massimo Bossetti si lascia andare alla disperazione:

Passiamo all’ultima lettera, che risale al 27 gennaio: «Sono stanco di soffrire, troppe giornate vuote, troppe giornate immerse nei pensieri dolorosi, pensieri che ti dilaniano o ti distruggono sempre più la voglia di vivere, troppi pianti ingiusti. Che Dio aiuti sempre te e tutte voi, per continuare in questo maledetto nostro inferno»