Virginia Raggi
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Virginia Raggi: «Roma non pagherà il debito. Le banche devono ristrutturarlo»

Il Comune di Roma pagherà l’enorme debito da 14 miliardi di euro nei confronti delle banche solo se gli istituti di credito lo ristruttureranno. È questa l’idea della candidata a sindaco del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi espressa in un’intervista esclusiva rilasciata a Micromega. L’aspirante primo cittadino annuncia battaglia: «Se non ci stanno, rovesciamo il tavolo». Le sue dichiarazioni sono riportate oggi da Jacopo Jacoboni sulla Stampa:

«Vogliamo ristrutturare il debito di Roma, un debito che è principalmente finanziario e nei confronti delle banche», attacca senza giri di parole. E spiega in questo modo i passi e le modalità tecniche di questo annuncio di non-pagamento: «Il debito è nato per l’indebitamento di Roma Capitale verso fornitori e soggetti vari, pensi che un miliardo riguarda le indennità da esproprio per i mondiali di calcio di Italia ’90… C’è poca chiarezza. A nostro avviso bisognerebbe capire perché sono stati contratti quei debiti. Quindi interrogarsi sulle responsabilità e sui tassi di mutuo – se sono regolari o meno – e infine trovare il modo per rinegoziare il debito con gli istituti di credito».

L’ipotesi è quella della rinegoziazione. Secondo la Raggi il Comune finirà di pagare nel 2048 con tranche annuali da 500 milioni:

La «rinegoziazione» era stata finora una parola tabù, ma Raggi lo rompe: «Da sindaco avanzerei l’ipotesi di un audit sul debito e pretenderei di entrare nella gestione commissariale, ormai priva di qualsiasi possibilità di controllo malgrado tutti i cittadini italiani paghino per ripianare questo debito. È possibile che nessuno possa entrare? Non è un tema soggetto a segreto di Stato». Le banche naturalmente si opporranno? «Hanno paura – e hanno ragione – che scopriamo la verità e rovesciamo il tavolo», sostiene Raggi. Tronca e i subcommissari «non hanno ritenuto importante analizzare e approfondire la composizione di tale debito pur essendo una spada di Damocle per l’amministrazione della città: un mutuo che finiremo di pagare tra il 2040 e il 2048 a tranche di 500 milioni l’anno».

(Foto di copertina da archivio Ansa)