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La mamma di Fortuna contro Salvini: «Basta violenze, anche quella delle parole»

Mimma Guadagno, la mamma di Fortuna Loffredo, si rivolge direttamente al leader della Lega Nord Matteo Salvini che, nelle ore scorse, aveva mostrato una certa soddisfazione alla notizia del pestaggio in carcere di Raimondo Caputo, l’uomo accusato di aver abusato di Fortuna e di averla buttata giù dal balcone quando la bambina si sarebbe ribellata alle sue violenze.

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ANSA/CESARE ABBATE

SALVINI: «RAIMONDO CAPUTO QUASI LINCIATO? NON MI DISPIACE»

Matteo Salvini, che già il giorno dell’arresto di Raimondo Caputo aveva commentato la notizia su Facebook parlando di castrazione chimica e lavori forzati fino alla fine dei «miseri giorni» dell’uomo, è tornato a parlare di Caputo nel corso di un’intervista radiofonica a Radio Cusano Campus, durante la quale il leader della Lega ha mostrato un certo compiacimento nel commentare il pestaggio subito in carcere dagli altri detenuti.

È stato quasi linciato in carcere il presunto assassino di Fortuna Loffredo? Se dicessi che mi dispiace, direi una cosa falsa. Non mi dispiace per nulla, anche se non deve essere lasciata alla legge del carcere la soluzione. La Lega da ormai almeno tre legislature propone la castrazione chimica per pedofili e stupratori. Chi mette le mani addosso a un bambino e a una donna deve essere farmacologicamente, quindi senza la scure ma con le pillole, messo in condizione di non rifarlo più per tutta la vita.

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LA RISPOSTA DELLA MAMMA DI FORTUNA

Parole alle quali ha risposto la mamma di Fortuna Loffredo, Mimma Guardato, che ha giudicato le parole di Salvini come foriere di nuova violenza:

«Basta violenze. Anche quella che generata dalle parole. Non so chi sia Matteo Salvini, e conosco poco, anzi quasi niente della Lega. Però chi si compiace per il pestaggio in carcere subito da Raimondo Caputo, l’assassino e il violentatore di mia figlia, finisce per pensare la vita come fa la camorra, che è sempre violenta».

Mimma Guadagno ha anche ribadito di avere fiducia nella giustizia:

«Noi siamo vittime della violenza e non possiamo giustificare nessuno che la propaganda e chi non la condanna. Per questo crediamo nella giustizia, che spero sia rapida, precisa e che non lasci dubbi non solo sulle responsabilità di Raimondo Caputo e quelle eventuali di Marianna Fabozzi, ma anche di tutti quelli che sapevano e hanno taciuto».

(Photocredit copertina: ANSA)