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Fortuna Loffredo: chiesta la riesumazione del corpo del piccolo Antonio Giglio

Dopo l’arresto per la morte della piccola Fortuna Loffredo ci sono tre filoni di indagine: una pista punta sugli abusi e l’omicidio sulla bambina, la seconda sulla omertà e la protezione del mostro a Parco Verde di Caivano e l’ultima sull’aggressione che ha ricevuto Raimondo Caputo in carcere, a Poggioreale. Spiega Sannino su Repubblica:

I magistrati della Procura di Napoli stanno attendendo la relazione scritta su quanto avvenuto nel carcere di Poggioreale qualche giorno fa. Nonostante l’indagato del delitto di Fortuna fosse stato messo in una sezione protetta (cosiddetta sex offenders), è stato colpito con un pugno e ha riportato escoriazioni.
Nel dettaglio Caputo, secondo una prima ricostruzione dei fatti, è stato aggredito nella cella al terzo piano del padiglione “Roma” del carcere di Poggioreale dai detenuti che con lui dividevano la stanza. In particolare, è certo che l’indagato, già sotto osservazione da parte degli agenti della polizia penitenziaria a scanso di “atti autolesionistici”, fosse stato non a caso destinato nella sezione “protetta” dei cosiddetti sex offenders, coloro che sono indagati per reati di natura sessuale. Una collocazione che, in teoria, avrebbe dovuto tenere Caputo al riparo da ritorsioni e attacchi che purtroppo vengono ritenuti prevedibili negli ambienti delle carceri, da sempre.

Fortuna, la mamma parla di Raimondo Caputo: «Ho sempre sospettato di lui»

E ora è stata chiesta la riesumazione del corpo del piccolo Antonio Giglio. A chiederlo il legale della famiglia del bambino. Il bimbo di 3 anni, figlio della convivente di Raimondo Caputo, precipitò dallo stesso palazzone del Parco Verde a Caivano un anno prima di Fortuna. Il sospetto è che dietro le morti dei due bambini ci sia una rete di pedofilia ed è ancora da chiarire l’eventuale coinvolgimento di Raimondo Caputo, in carcere da venerdì con l’accusa di aver violentato e ucciso la bambina ribellatasi alle molestie.

(L’esterno dell’abitazione di Caivano (Napoli) dove sta scontando i domiciliari la compagna di Raimondo Caputo, 43 anni, detto Titò, l’uomo a cui i carabinieri hanno notificato un’ordinanza di arresto con l’accusa di avere violentato e ucciso la piccola Fortuna ANSA/CESARE ABBATE)