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Fortuna Loffredo, la testimonianza dell’amichetta: «L’ha violentata e poi buttata giù»

Emergono agghiaccianti particolari sull’omicidio di Fortuna Loffredo, la bambina di Caivano morta dopo essere stata buttata dal balcone del palazzo dove abitava e per il cui omicidio è stato fermato Raimondo Caputo, compagno di una vicina di casa di Fortuna e amica della mamma della bambina. Raimondo Caputo è accusato di di omicidio e di complessive quattro violenze su minori tra cui la stessa Fortuna, buttata giù dal balcone perché si sarebbe ribellata alle violenze subite. Determinante la testimonianza di una bambina di 11 anni, Anna, anche lei vittima di violenze da parte di Raimondo Caputo, che a due anni dalla morte di Fortuna Loffredo ha svelato l’indicibile verità.

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OMICIDIO FORTUNA: «L’HA BUTTATA GIÙ»

Le parole di Anna sono riportate da Repubblica in un articolo di Conchita Sannino:

E ho visto che lui la buttava giù”. Undici anni, testimone d’accusa.
“Quindi, ricostruiamo, tesoro mio. Ricorda bene, tesoro, questo passaggio è molto importante”. Dicono proprio così la pm della Procura di Aversa, Claudia Maone, e la psicoterapeuta Rosetta, glielo faranno ripetere più volte. […] “L’ha buttata giù dal terrazzo”, accusa Anna, nel racconto di morte e orrore che sono le 130 pagine dell’ordinanza. Una sua sorellina di 4 anni, Claudia, stessi abusi, tratteggia serpenti e artigli” nei disegni all’esame dei pm, e dice “gli uomini hanno tutti i serpenti”. Anna, la maggiore, aveva 9 anni quando tutto è accaduto, oggi 11. Il suo vero nome, forse l’unica cosa che di autentico resta di una famiglia da cancellare, va protetto. Come quello degli altri minori, qui nel doppio ruolo di vittime per eccellenza e preziosi testimoni.

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OMICIDIO FORTUNA, LA TESTIMONIANZA DI ANNA

Oggi Anna e le sue sorelline vivono in un istituto, ma le sue parole ricostruiscono quanto accaduto due anni fa in quello stabile di Caivano:

Pm: “Poi? Chicca con chi è uscita?” A.: “Con Caputo Raimondo”.
Pm: “E poi? Dove vanno?” A.: “Sono saliti su” Pm: “Li hai visti da sola?” A.: “No, stava anche mia mamma. E poi abbiamo visto che lui la buttava giù”.
Psicologa: “Tesoro. Tu cosa vedi all’ottavo piano? Cosa facevano?” A.: “La violentava”.
Psicologa: “Che significa, amore? Dove stava Chicca, come?” A.: “Stava sdraiata. Anche lui sdraiato e si buttava addosso”.
Pm: “E Chicca cosa faceva?” A.: “Gli dava i calci”.
Psicologa: “E poi che fanno?” A.: “Poi lui la prende in braccio e la butta giù. L’ho visto che entrava in quel cancello (che delimita il terrazzo di copertura, ndr) “. Pm: “Quindi non l’hai visto proprio?”
A: “Ho sentito le urla. Poi (dopo il tonfo sordo, la morte, ndr), poi siamo scese tutte giù, e la mamma di Chicca è svenuta”.

OMICIDIO FORTUNA: «MI VIOLENTAVA TUTTI I GIORNI»

La stessa Anna sarebbe stata vittima delle stesse violenze di Raimondo Caputo e avrebbe avuto paura di essere uccisa lei stessa, ma sarebbe stata forzata al silenzio dalla madre:

Psicologa: “Tu ci hai già detto. Ma a te, ti ha violentato poche volte?” A.: “Tutti i giorni! (…) Mamma si dimenticava la borsa a casa. Lui diceva: accompagnami a casa (…)”.
Pm. “Ma è mai successo che lui abbia parlato di Chicca e abbia detto?” A.: “Sì, quando mi violentava. Ha detto: “Sì, ho ucciso io a Chicca””.
Psicologa: “Perché lo diceva?” A.: “Non lo so. Ero spaventata. E poi ha scoperto i microspini in casa e lui li ha buttati via”.
Pm: “Le microspie?” A.: “Sì, quelli che mettono le guardie “. Un’altra impressionante intercettazione tra Anna e la madre rivela che la bimba dice: “Meno male mà che non sono andata là sopra, quello uccideva pure a me”. E la donna, compagna del carnefice : “E però io uccidevo pure a lui”.

(Photocredit copertina: ANSA)