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Amministrative a Roma, Virginia Raggi: «Votavo a sinistra, Renzi sta con Verdini»

Virginia Raggi, candidata sindaco del Movimento Cinque Stelle alle elezioni Comunali 2016 a Roma, è «di destra». Questo è il mantra, ripreso a tamburo battente da tutto il Partito Democratico di Roma che sostiene Roberto Giachetti sindaco. Virginia Raggi è di destra. Un’accusa che la candidata grillina, oggi, rimanda al mittente con fermezza in un’intervista in cui si riposiziona in merito a varie questioni emerse in questo inizio di campagna elettorale, da quella di aver fatto pratica legale in uno studio legato a Cesare Previti, e di aver presieduto un’associazione vicina a Forza Italia.

VIRGINIA RAGGI: «IO VOTAVO A SINISTRA, RENZI STA CON VERDINI»

La consigliera municipale a Cinque Stelle viene intervistata da Repubblica.

La faida a destra potrebbe favorire un ballottaggio tra lei e Giachetti.
«Vuole dire che aumenteranno i dossier anti-Raggi? II Pd è ossessionato da me». Molti dem sostengono che, a Roma, il vero candidato della destra è lei. lo ho sempre votato a sinistra. Una volta, Italia dei valori. Votavo in linea con i valori della mia famiglia, la solidarietà, l’attenzione ai più deboli. Con la destra di Verdini governa Renzi, in nome di un scambio di favori con Berlusconi che nessuno ha mai avuto il coraggio di rivendicare».

 

Resta il praticantato nello studio Previti. Lasciamo stare destra e sinistra, da futuro avvocato non si pose il problema di lavorare con chi aveva già condanne in primo grado per reati gravi?

 

«Quando sono uscita dall’università feci un colloquio con il mio professore, Pieremilio Sammarco, esperto di diritto dell’informatica, materia di cui ero appassionata. Mi disse: ‘Vieni a fare pratica con me-. E lui all’epoca lavorava allo studio Previti. Io ci ho pensato, non lo nego, mi sono posta il problema. Decisi alla fine di lavorare con un professore che stimavo e stimo».

 

Ha anche presieduto una società in cui figuravano personaggi legati alla giunta Alemanno.

 

«lo ignoravo, e tutto lo studio con me, che l’azionista Gloria Rojo, nostra cliente, stesse facendo colloqui per lavorare con Panzironi (ex ad dell’Ama, l’azienda dei rifiuti capitolini, ndr). Nella professione non si applica la proprietà transitiva: non è che, se difendo un cliente berlusconiano, allora anche io voto per Berlusconi».

 

 

Il Movimento Cinque Stelle, dice la Raggi, è sempre stata una forza antifascista. Nonostante il voto contrario sulla casa di Antonio Gramsci.

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 M5S in Parlamento contrario alla casa di Gramsci monumento nazionale.

 

«Il M5S ha sempre professato i valori dell’antifascismo, su questo non arretriamo di un millimetro. Quel provvedimen to era un guscio vuoto» 

 

 

Poi, qualche passaggio sul programma elettorale: dall’edilizia, alle olimpiadi, alla riorganizzazione del Comune di Roma perché, dice Raggi, con i dipendenti che il comune ha in forza Roma dovrebbe essere una sorta di specchio.

Contate di recuperare più di un miliardo da sprechi e tagli. Fosse così facile, poteva farlo già Tronca nel 2016.

 

«Solo dalla riorganizzazione e dal censimento degli immobili comunali si recuperano 200 milioni. E se si fa pagare l’Imu alle strutture del Vaticano usate per esercizi commerciali, come anche il Papa ha detto essere giusto, ne arriverebbero altri 400».

 

Se vince un sindaco ostile alle Olimpiadi 2024, salta la candidatura di Roma. L’ha detto Renzi.

 

«Il premier vuole ricattare i cittadini romani? Renzi è il premier di tutti, anche il mio. E come tale deve comportarsi in modo onesto con chiunque andrà in Campidoglio. La mia contrarietà ai Giochi è contingente. Roma sta morendo: immondizia, trasporti, scuola, servizi sociali, verde pubblico. Ci sono persone in attesa di casa popolare dal 2000 e parliamo di alloggi per gli atleti? Facciamo ripartire Roma e poi, tra qualche anno, riparleremo di Olimpiadi».

 

L’edilizia è un settore vitale per l’economia romana.

 

«E noi non vogliamo paralizzarlo Siamo per una visione nuova: zero consumo di suolo. Ristrutturare e rigenerare l’esistente.»

 

Raggi parla e il titolo Acea perde in Borsa. L’ha sentita?

 

«Quante sciocchezze… Su Acea eserciteremo tutte le prerogative che il ruolo di principale azionista ci consente e per rivendicare l’importanza che ha per noi l’acqua pubblica».

 

Dipendenti del Comune: ci saranno esuberi, ha detto Grillo.

 

«Tra Roma capitale e partecipate il Comune ha circa 50 mila dipendenti. Con tutte queste persone noi dovremmo essere in grado di mangiare sul marciapiede».

 

Sta dicendo che non lavorano?

 

 

«Dico che sono male organizzati. Noi non promettiamo assunzioni, riorganizziamo. E chi sbaglia sarà punito, dal richiamo alla sospensione fino al licenziamento. Basta con la legge dei furbetti..