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La vera storia dei senzatetto di Bologna che si lamentano dei piatti vegani alla mensa dei poveri

A Bologna arriva la mensa per i poveri vegana, ma i senzatetto protestano e, piuttosto, si dicono pronti a tornare in strada. È quanto accade all’Antoniano di Bologna, storica istituzione di solidarietà del capoluogo emiliano dove da qualche tempo è arrivato Simone Salvini, uno dei più famosi chef italiani specializzato in cucina vegana e vegetariana. E Salvini cucina come solo lui sa fare, ma chi usufruisce dei pasti della mensa dei poveri non apprezza: tra molte proteste, i senzatetto che ogni giorno arrivano alla mensa dell’Antoniano si sono detti pronti a tornare in strada pur di poter mangiare un po’ di carne.

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Facebook/Simone Salvini

«TORNIAMO IN STRADA, ABBIAMO BISOGNO DELLA CARNE»

La storia è raccontata da Daniela Corneo sul Corriere di Bologna, e ha fatto il giro del web:

La svolta «salutista» della mensa dei frati è partita mercoledì della scorsa settimana e alla cucina vegetale l’Antoniano dedicherà tutti i mercoledì grazie alla collaborazione con Alce Nero, il produttore biologico bolognese che lavora già con Salvini in altri progetti per la promozione di una ristorazione attenta alla materia prima, come le cene del martedì al ristorante Podere San Giuliano di San Lazzaro. Una «rivoluzione » alimentare di cui i frati sono molto contenti, ma che ha fatto storcere il naso a qualcuno degli ospiti della mensa di via Guinizelli, ammette (sorridendo con ironia) lo stesso chef vegano. «Alcuni senzatetto — racconta Salvini — mi hanno detto senza farsi troppi problemi: “Torniamo in strada, noi abbiamo bisogno della carne”. Ma cosa ci posso fare io se faccio questo tipo di cucina? Ci stiamo provando, cuciniamo al meglio delle nostre possibilità alimenti sani, biologici, di origine vegetale».

Qualcuno però ha apprezzato. Dice ancora Simone Salvini:

«Il dissenso è sacrosanto, è il mono pensiero ad essere pericolosissimo — dice con calma zen Salvini —. Comunque altre persone assistite dall’Antoniano la settimana scorsa si sono avvicinate e mi hanno stretto la mano per ringraziarmi. Io mi sono fatto vedere in fondo alla sala, devono vedere che i legumi non piovono dal cielo e che dietro questo tipo di cucina ci sono le persone e non solo delle idee astratte». […] «Nel mio cuore — confida Salvini — nutro anche la volontà di trasformare gli ingredienti vegetali che uso, magari servendo i legumi e i cereali con forme più rassicuranti: piccole polpette di legumi, salsicce di fagioli, ragù di soia»

«NESSUNA RIVOLTA IN CORSO»

E dall’Antoniano di Bologna arrivano le precisazioni attraverso un post su Facebook: «nessuna rivolta in corso» – si legge sulla pagina dell’Antoniano – poche lamentele e, soprattutto, la cucina vegana di Simone Salvini viene proposta solo una volta alla settimana:

In questi due giorni stiamo assistendo, come protagonisti principali, a quel triste fenomeno che è la disinformazione.
La collaborazione con lo Chef Simone Salvini e Alce Nero ha lo scopo, 1 volta a settimana, di portare una variazione sana e corretta nell’alimentazione quotidiana degli ospiti della nostra mensa. A “lamentarsi” sono in pochi, pochissimi e non c’è nessuna rivolta in corso…
Noi, dalla nostra mensa, un po’ sorridiamo…
La nostra quotidianità è un altra, è più semplice e sincera: aprire le dispense, vedere che alimenti ci sono stati donati, usarli al meglio tutti per non sprecarli, accogliere i volontari, accogliere i nostri ospiti…
La cosa speciale, oggi, è avere un aiuto in più, onesto e generoso.

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Facebook/Antoniano onlus

(Photocredit copertina: Facebook/Antoniano onlus)

TAG: Bologna