Prescrizione lunga
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Prescrizione lunga, cosa cambia

A circa 600 giorni dall’arrivo del ddl in Parlamento sembra finalmente possibile il raggiungimento di un’intesa tra i partiti di maggioranza sull’allungamento dei tempi di prescrizione. Il testo, ora in Commissione al Senato, finalmente si muove, grazie al pressing del premier Matteo Renzi e del presidente dell’assemblea di Palazzo Madama Pietro Grasso. Il Pd sembra intenzionato ad imporre la conferma di una formula già approvata alla Camera nel mese di marzo 2015, che prevede un bonus di 3 anni di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, in Appello e in Cassazione, e il raddoppio della prescrizione per tre importanti reati.

COS’È LA PRESCRIZIONE

De bonus sulla prescrizione e della soluzione più probabile sulla prescrizione lunga parla oggi Liana Milella su Repubblica:

Cos’è la prescrizione? È il tempo massimo in cui un reato può essere perseguito dallo Stato. La legge Cirielli del dicembre 2005 ha accorciato questi tempi. Per ogni reato ha stabilito che la prescrizione si misura aggiungendo alla pena massima – 10 anni per la corruzione – un quarto, cioè 2 anni e mezzo. Prima della legge ad personam di Berlusconi la formula era il massimo della pena più la metà, 5 anni per la corruzione.

COME CAMBIA LA PRESCRIZIONE

I tempi di prescrizione in base alla proposta del ministro della Giustizia Andrea Orlando sarebbero dunque ora sospesi dopo la prima sentenza:

La soluzione di Orlando non cambia gli anni di prescrizione per ciascun reato. Ma modifica il percorso del processo. I termini si fermano quando i giudici pronunciano la sentenza di primo grado. Nella fase del processo di appello le toghe potranno godere di due anni in più rispetto alla naturale scadenza del reato. Un altro anno di bonus ci sarà per la Cassazione. Quindi la prescrizione “guadagna” tre anni. Con questa soluzione il reato di corruzione, da 12 anni e mezzo di prescrizione passa a 15 anni e mezzo.

PERCHÈ LA PRESCRIZIONE LUNGA

L’obiettivo del governo con l’introduzione di una prescrizione lunga è oviamente quello di ridurre il numero di giudizi decaduti e di reati impuniti a causa dei tempi troppo stretti per arrivare a sentenza definitiva. Negli ultimi dieci anno si sono contati quasi un milione e mezzo di processi andati al macero, cancellati dai tempi di prescrizione. L’ultimo dato disponibile, relativo al 2014, racconta che in 12 mesi sono finiti su un binario morto circa 132mila processi. La soluzione del ministro della Giustizia Orlando potrebbe però aiutare solo parzialmente. La gran parte dei processi chiusi da una prescrizione troppo breve muoiono infatti prima della sentenza di primo grado.

(Foto di copertina: ANSA / GIORGIO ONORATI)

TAG: Giustizia