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Perché (e come) il Brennero divide l’Europa

I migranti dividono l’Europa. Da una parte il fronte Merkel e Renzi con una accoglienza profughi da riorganizzare. Dall’altra l’ultra destra che, spinta da nuove vittorie elettorali come in Austria, alza barriere lungo confini scomodi. Il Brennero diventa così caput Europa: la barriera anti migranti fortemente sostenuta dal candidato del Partito della libertà (Fpö) Norbert Hofer è un tema caldo. «Non sono certo felice del blocco – ha spiegato il nazionalista al Corriere della Sera– ma finché le frontiere esterne della zona Schengen non funzionano, dobbiamo mettere in sicurezza i nostri confini nazionali. Spero che sia solo una misura temporanea e di poter arrivare in fretta ad una situazione in cui l’area di Schengen sia sicura». Parole a cui ora il presidente del Consiglio Matteo Renzi replica duramente: «Questa ipotesi è sfacciatamente contro le regole europee, oltre che contro la storia, contro la logica e contro il futuro».

Brennero, l’Austria accusa l’Italia di mentire sui controlli ai confini

BRENNERO, RENZI CONTRO L’AUSTRIA

Sulla questione Brennero il premier è intervenuto sulla sua Enews, qualche ora dopo la conferenza stampa di lancio della barriera da parte delle autorità austriache. Sottolinea Renzi:

Una considerazione: fino a qualche settimana fa venivamo accusati di essere troppo lamentosi nei confronti dell’Europa. Per me non è sbagliato chiedere all’Europa di cambiare linea sia sulla migrazione che sull’economia: aggiungo, è un nostro dovere, visti i voti che abbiamo preso alle ultime europee e che fanno del PD il più grande partito continentale. Ma da qualche settimana abbiamo iniziato a offrire documenti completi all’attenzione dei nostri colleghi, per esplicitare che la nostra è una proposta alternativa, non una protesta sterile. È stato così per il documento sulla crescita, poi per quello sulle migrazioni. L’Italia è tornata stabile. E questa stabilità le permette di essere ai tavoli internazionali con maggiore forza e credibilità.

A dargli man forte il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. «Confidiamo che Vienna non prenderà decisioni unilaterali nei prossimi mesi. E che l’Austria continuerà a collaborare strettamente con noi nella crisi dei profughi», ha dichiarato al quotidiano Die Presse. Vienna però non arretra di un passo anzi. L’intenzione è quella di richiedere controlli stradali e sui convogli anche in territorio italiano.

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BRENNERO: CONTROLLI IN TERRITORIO ITALIANO E RALLENTAMENTI IN VISTA

Ma come funzionerà la barriera? «Si tratta di una normale rete e non di un filo spinato. Sarà allestita solo se necessario in caso di massiccio arrivo di migranti»,  ha detto il capo della Polizia tirolese Helmut Tomac. La struttura portante, ha spiegato, sarà allestita a breve ma la rete vera e propria sarà attaccata solo in caso di bisogno. «L’Austria non intende isolarsi ma incanalare gli eventuali flussi di migranti». Tomac è sembrato ottimista sul fatto che la cosiddetta rete possa essere evitata. E i controlli sul confine? Le auto saranno fatte rallentare fino ad una velocità massima di 30 chilometri orari. Si controllerà su quattro corsie: due per le autovetture e moto, e altre due per i mezzi pesanti. Le autorità austriache prevedono uno stop forzato dei treni a Steinach, subito dopo il confine, con controllo di tutti i passeggeri su tutti i treni, senza collaborazione italiana già da Fortezza. La fermata a Steinach con relativi ritardi sarà dunque inevitabile. Non solo. Non ci sarà nessun centro di accoglienza al confine. «I richiedenti asilo – ha sottolineato Tomac – saranno immediatamente portati in centri ad Innsbruck e dintorni, mentre quelli non aventi diritto saranno riconsegnati all’Italia che dovrà farsi carico della loro assistenza».

(foto copertina Philipp Guelland/Getty Images)