Il mio passato è la mia prigione
09/03/2009 - E che ti ha detto? Che non ho prove sufficienti per fare nulla. Che alla fin fine non sono certa che sia stato lui, anche se gli ho spiegato i particolari che secondo me tradiscono l’identità della persona. Dice che
E che ti ha detto?
Che non ho prove sufficienti per fare nulla. Che alla fin fine non sono certa che sia stato lui, anche se gli ho spiegato i
particolari che secondo me tradiscono l’identità della persona. Dice che non bastano come prove, forse nemmeno per aprire un’indagine. Quindi, me lo tengo.
Te lo tieni?
No che non me lo tengo. Ci ho messo mesi, ma ho trovato il modo per tutelarmi e tutelare Elisa. Me ne vado in un posto dove lui non mi troverà. Per questo da oggi sono senza casa: ieri l’ho consegnata a quello a cui l’ho venduta. Da domani entro in un’altra. Altro quartiere, anzi addirittura altra città. Con il lavoro mi sono già messa d’accordo: hanno detto che l’unica cosa importante, per loro, è che non gli chieda di essere assunta. Ma accettano che possa lavorare in un’altra zona, e solo in quella. La casa è già pronta, con Elisa una volta ci sono già stata, e le piace anche se non avrà più il giardino dove uscire. Non importa: sta diventando grande ormai. La cosa più brutta è che per farcela ho dovuto fare così. Oggi andrò a dormire in un posto sicuro, da domani vivo da un’altra parte. Era l’unica soluzione. E me ne dispiace tanto.
Ah, Silvia, ieri era l’8 marzo.
“E io sempre alle otto m’arzo” (ride). Me lo diceva sempre lui, per giustificarsi di aver dimenticato di comprarmi le mimose. …E’ strano, sai? A volte penso che me la sono cercata.













“(ride)”
io la immagino che rida come se piangesse, forse perchè di piangere non è più capace.
Una testimonianza agghiacciante, eppure è resa così precisamente che sembra un racconto qualunque. O forse è questo il dramma vero. LO è.
Io non riesco ad immaginare come si possa vivere anzi, sopravvivere, in queste condizioni e per di più non essere creduta dalle autorità e neppure l’avvocato può aiutarti e cosa fai: devi cambiare TU la tua vita e darla vinta ad un verme schifoso che ti tormenta di nascosto…
Non potrebbero bastare dei semplici indizi sul sospettato per fare un po’ di controlli ambientali, sulle schede telefoniche, movimenti vari etc, dico io, in modo da acquisirle, quelle prove?
(pure io ho subito stalking telefonico in ore antelucane mentre ero commissaria esterna alla maturità, meno male che finì con gli esami!)
Purtroppo mi sembra per alcuni aspetti di leggere la mia storia,anche se ancora non siamo arrivati alle molestie telefoniche, non credo che si tratti di un mio ex e ,per fortuna, non ho figli da tutelare…ma la vita te la cambia lo stesso.E’ stato un caso raro,che tra le diverse denunce di querela contro ignoti io abbia trovato nelle forze dell’ordine una persona che abbia dimostrato un pò d’umanità e voglia di approfondire con alcune ricerche,ma poi succede anche che le persone che fanno bene il loro lavoro,vengono trasferite e tu ti ritrovi di nuovo sola a risolvere un problema.Perchè non cercare di indignarsi e provare ad ascoltare veramente PRIMA il grido disperato di noi donne in difficoltà,magari effetuando delle ricerche ambientali o di altro genere, invece di scandalizzarsi DOPO, quando leggeremo sulla prima pagina dei quotidiani l’ennesimo stupro?La soddisfazione di cambiare casa a questo verme,perchè di questo si tratta, non gliela do, ma forse se avessi avuto un figlio e non mi fossi sentita tutelata dalle autorità non credo avrei scartato del tutto questa ipotesi. Un abbraccio a Silvia ed Elisa.
No comment.