Interni

Gli interessi non troppo anonimi dell’On. Carlucci

9 marzo 2009

Troppi pedofili in rete per l’ex inviata di Portobello. Per cui, basta pubblicazioni anonime e coinvolgimento nella responsabilità per i provider. Le sanzioni? No, sono quelle che regolano il diritto d’autore. E guardacaso, il progetto di legge l’ha scritto…

Oltre cinquemila segnalazioni e centinaia di casi di pedofilia accertati ogni anno, un’enormità. Bambini che, dal primo anno di vita sono vittime di abuso, molestie sessuali. Tanti i casi che non vengono alla luce perché mai denunciati, spesso per vergogna o mancanza di fiducia nella giustizia.” Sono in molti a sostenere che si tratti di un fenomeno in crescita preoccupante, soprattutto a causa delle enormi possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche. Inevitabile, quindi, che se ne preoccupi anche la vicepresidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia della Camera, l’Onorevole [[Gabriella Carlucci]], che sulle pagine del suo blog annuncia l’inizio della madre di tutte le battaglie: “Non possiamo continuare a permettere che orchi travestiti da agnellini, sfruttando l’anonimato assicurato dalla rete, utilizzino Internet per adescare giovani prede. Il caso del professionista di una cittadina vicino Napoli, arrestato ieri [24 febbraio 2009, NdA] con l’accusa di aver adescato una minorenne offrendo false generalità e fingendosi suo coetaneo, lo dimostra drammaticamente. Dietro nickname fantasiosi spesso si nascondono terribili pericoli per i nostri figli. Per questo ho presentato una proposta di legge che, implicando l’obbligo della tracciabilità di chi pubblica e di cosa viene pubblicato su Internet, impedisca di fatto il ripetersi di casi analoghi.

LA “DOTTRINA CARLUCCI” – Trovare un sistema per neutralizzare tutti i delinquenti virtuali che bazzicano in giro protetti dall’anonimato è uno dei temi sul quale si sono arrovellati i migliori cervelli della nomenklatura. Peraltro, pedofili o non pedofili, senza riuscire mai a cavare il ragno dal buco. L’ultimo tentativo, in ordine di tempo, l’aveva fatto il marito di Carla Bruni che aveva proposto l’obbligo a carico dei provider di sospendere la connessione agli utenti indisciplinati, ma l’Europa bocciò sonoramente la “Dottrina Sarkozy” avendola giudicata in contrasto con le libertà civili e i diritti umani. Tuttavia, lo schema Sarkozy continua a raccogliere consensi sia tra le majors, sia tra i suoi colleghi parlamentari di mezzo mondo. Tra questi, l’Onorevole Carlucci, la cui agile proposta di legge è una rilettura dell’impostazione francese condita in salsa nostrana. L’unica differenza apprezzabile con la norma transalpina sta nel principio ispiratore: al paternalismo gallico che, maldestramente, tende ad impedire il compimento di un reato, la Carlucci ha sostituito l’amore italico per il regime sanzionatorio. Detta altrimenti, di là ti dicono di non fare il cattivo, di qua ti dicono di farlo pure, basta che paghi. Ma stiamo parlando d’altro, perché entrambe le norme riguardano quasi esclusivamente la tutela del diritto d’autore.

E I PEDOFILI? – Appunto. La Carlucci si dispera, giustamente, per la cattiveria degli orchi, ma quando ha scritto legge e relazione introduttiva per arginare la minaccia dei pedofili si è dimenticata di metterli in lista. Eppure scrivere un testo di legge, anche se di soli quattro articoli, richiede un sacco di tempo per meditarlo, rileggerlo e modificarlo se le prime stesure non sono adeguate allo scopo. Insomma, avrebbe dovuto notare che di pedofili non si parla. Allora succede che si dia un’occhiata oltre il testo e che, scaricati i documenti dal suo sito (qua e qua), qualcuno abbia interrogato i metadati di entrambi i documenti scoprendo una faccenda piuttosto interessante. Se date un’occhiatina alle due immagini a lato, noterete anche voi che l’autore dei due testi non pare Gabriella Carlucci, ma un certo Davide Rossi e che le licenze del software sembrano intestate a Univideo, associazione confindustriale che rappresenta le aziende che operano nell’industria dell’audiovisivo della quale Rossi è Presidente. Come si spiega questa stramberia? Magari Univideo presta i PC alla Carlucci che non ne ha alcuno a disposizione, oppure Davide Rossi è un suo fan e impiega il tempo a battere i testi dei progetti di legge. E, magari, se li scrive lui si preoccupa più degli interessi dei suoi associati che dei bastardi che vanno a caccia di bambini. Certo è che la Carlucci, in questo caso, non li ha riletti molto attentamente.

10 commenti a Gli interessi non troppo anonimi dell’On. Carlucci

  1. Che bello, adesso Gabriella scriverà pure a noi ^^

  2. marblestone

    Mi sembra un’altra di quelle leggi che, semmai arriveranno ad essere approvate, non cambieranno nulla. Come dici giustamente nel post altre persone ben più autorevoli (suvvia Sarcozzi è più autorevole della Carlucci) nemmeno sono riuscite a cambiare nulla e viste le premesse non possiamo dispiacerci molto

  3. Bender

    Attenzione anche a cosa scrive un sostenitore del provvedimento, qualche post prima sempre sul blog:

    “mirko scrive:

    Salve On.Carluccio,io ho trentacinque anni sono sposato con un bellissimo bambino”

    Non ho parole diverse da LOAL

  4. Di internet e informatica in generale la Carlucci non sa una ceppa di niente. Sta lì soltanto a fare numero e mettere la firma. I fatti lo dimostrano, haivoglia a scrivere lettere piccate; può anche censurare i commenti sul suo blogghe, ma non può infastidirsi se la si stronca (giustamente) altrove.

  5. D’altronde, non è vero neppure che la Carlucci conosca il testo della legge..:-)

    Scherzi a parte, purtroppo siamo in pochi a ritenere la pedofilia un gravissimo crimine. La stessa chiesa di Roma mi sembra molto incerta, al riguardo.
    E la carlucci, donna pia, si occupa (in nome e per conto di altri) di “cose più serie”

    Un sorriso mah…

    C.

  6. però come si buttava lei dai dirupi davanti alle telecamere di rete 4, nessuna.
    *nostalgia

  7. La Carlucci la legge non l’ha letta, perché era scritta fitta fitta (cit. Gasparri-Marcorè)

  8. Sbronzo di Riace

    in realtà lo sanno tutti che i pedofili vendono molti DVD contenenti le loro schifezze quindi dietro a questa proposta di legge ci sono proprio i pedofili che non vogliono che quei filmati vadano su internet a gratis

    può sembrare strano ma le cose stanno proprio così l’ho letto su nonciclopedia :-) e quindi deve essere vero

  9. Dunque, la Carlucci ha tirato fuori la pedofilia per cercare di giustificarsi, quando ha cominciato a ricevere le varie critiche sul web.
    Pensa effetivamente che tutti accettano qualsiasi baggianata, se si dice “eh…sapete è contro la pedofilia!!!111″.

    E chiaro che questa legge è stata partorita duranto lo “scandalo” di Facebook con il gruppo goliardico dedicato “allo stupro di gruppo” o “sesso a sorpresa” secondo nonciclopedia, dove la signora invocava delle regolamentazioni sulla rete, altro che pedofilia!

    Poi leggendo gli articoli di tale disegno di legge, come viene giustamente detto, di pedofilia non se ne parla nemmeno per sbaglio, quindi la testi della rampicata sugli specchi è la più plausibile.

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