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Foffo risponde alla lettera di Pietro Maso: “Vergognati”

Manuel Foffo, detenuto al Regina Coeli per l’omicidio di Luca Varani, ha ricevuto una lettera da Pietro Maso, che nel 1991 massacrò i genitori a Montecchia. Parole di solidarietà per aver espresso l’intenzione di uccidere il padre, che gli avrebbe sempre preferito il fratello. «Se intende farsi pubblicità approfittando della tragica morte di Varani ed in particolare del libro che ha scritto e che non intendo leggere, ha sbagliato indirizzo e destinatario… Non hai speso neanche una paroladi rimorso per chi ti ha dato la vita» ha scritto Foffo a Maso «Io non riesco a darmi pace per quanto ho fatto», insiste chiedendo di essere lasciato «in pace nel suo profondo pentimento» e di non nominare il «padre il cui nome lei non è degno di pronunciare».

IL TELEGRAMMA DI FOFFO

Maso si riferisce all’intenzione espressa da Foffo di aver pensato di uccidere il padre, reo di averlo trascurato in favore di suo fratello. Così, probabilmente per tentare di mettere la famosa “pezza”, Manuel Foffo ha inviato un telegramma proprio al genitore, due parole: “Ti amo”. Una dimostrazione di pentimento, vero o falso non importa, ma è questa la strategia che il complice di Marco Prato sta mettendo in pratica. Vorrebbe essere compreso e aiutato, come dichiarato giovedì pomeriggio al settimo interrogatorio con il pm Francesco Saverio Scavo: «Man mano i ricordi affiorano sempre di più. Vorrei essere capito, aiutato. Mai avrei pensato di nascondere in me un assassino». «Sono molto soddisfatto di come sta andando avanti» ha detto al Messaggero l’avvocato di Foffo «Attendiamo i risultati tossicologici che partiranno il 29 aprile per avere un quadro più completo». Per ora il quadro rimane questo: Luca Varani è stato assassinato con trenta fendenti inferti con coltello e martello dopo assere stato stordito con potenti dosi di droga dello stupro.