“Homs teatro di un massacro cieco”
di Maghdi Abo Abia - Ban Ki-moon condanna l’esercito siriano e denuncia, assieme ai giornalisti, le atrocità di cui la Siria è teatro “Continuiamo a ricevere informazioni su esecuzioni sommarie, arresti arbitrari e torture”. Con queste parole rivolte Ban Ki-moon, segretario generale dell’ONU, si è
Ban Ki-moon condanna l’esercito siriano e denuncia, assieme ai giornalisti, le atrocità di cui la Siria è teatro
“Continuiamo a ricevere informazioni su esecuzioni sommarie, arresti arbitrari e torture”. Con queste parole rivolte Ban Ki-moon, segretario generale dell’ONU, si è rivolto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sottolinenando come nella giornata del 1 marzo vi sia stato un grande assalto delle forze fedeli ad Assad.
LE PAROLE DI BAN-KI MOON - Secondo Ban Ki-moon, il lassismo dell’ONU ha aiutato il Governo Siriano a scatenare la repressione contro i dissidenti: “Ad Homs, Hama e altrove, brutali combattimenti hanno visto i civili intrappolati nelle loro case, senza cibo né elettricità, e senza la possibilità di poter evacuare i feriti o seppellire i morti. Questo attacco atroce è ancora più sconvolgente in quanto intrapreso dallo stesso governo siriano, che sta sistematicamente attaccando il suo popolo. I civili sono soggetti ad attacchi militari in diverse città, i gruppi estremisti armati hanno sfruttato la situazione per compiere atti terroristici, in particolare a Damasco e Aleppo e la persistente mancanza di accesso da parte degli operatori umanitari rende impossibile aiutare i civili sotto assedio e verificare il numero esatto delle vittime. Rapporti credibili tuttavia evidenziano che i morti hanno ben oltre superato la soglia delle 7.500 unita”.
UN MASSACRO CIECO - Homs, la città ribelle nel centro della Siria assediata dalle forze di Assad, è teatro non di una “guerra” ma di un “massacro cieco”: lo ha detto in una intervista andata in onda oggi su Sky News Paul Conroy, il fotografo britannico evacuato questa settimana dalla città siriana. ”Non si tratta di una guerra, è un massacro, un massacro cieco di uomini, di donne, di bambini”, ha dichiarato Conroy alla emittente britannica, parlando dal suo letto d’ospedale nel Regno Unito, dov’è ricoverato per alcune ferite alla gamba. Il fotografo indipendente, che lavorava in Siria per il giornale britannico Sunday Times, ha spiegato che si sente magnificamente bene, tenuto conto delle circostanze” .
MAI VISTE COSE COSI’ – Tutte le mattine, verso le 6.30, i “bombardamenti cominciavano” a Homs, nel centro della Siria, ha affermato il fotografo, evacuato all’inizio della settimana in Siria, dov’è rimasto ferito. “Ho lavorato in diverse zone di guerra – ha raccontato – non ho mai visto dei bombardamenti come quelli lì. Erano sistematici”, ha affermato. Gli abitanti di Homs ci hanno protetto, “sono degli eroi che vengono massacrati”.
SIETE DEGLI EROI - Visibilmente commosso, il giornalista William Daniels ha ringraziato così gli abitanti della città siriana al suo arrivo a Parigi insieme alla collega ferita Edith Bouvier, secondo quanto riporta il sito di Le Figaro, il quotidiano francese per cui lavorano entrambi. La giornalista, con un femore rotto dal 22 febbraio, non ha rilasciato dichiarazioni ed e’ stata subito portata in un ospedale militare a bordo di un ambulanza. I due giornalisti, arrivati in aereo da Beirut, sono stati accolti all’aeroporto militare di Villacoublay dal presidente francese Nicolas Sarkzoy che ha lodato il “coraggio” della Bouvier e lo “spirito cavalleresco” di Daniels che le e’ rimasto accanto. “Voglio dire nel modo piu’ solenne ha aggiunto Sarkozy che le autorita’ siriane dovranno rendere conto dei loro crimini davanti alle corti penali internazionali”.
ERAVAMO DEI RE – La Bouvier era rimasta ferita nel bombardamento in cui hanno perso la vita i due colleghi Marie Colvin e Remi Ochlik. Da allora e’ stata protetta dai ribelli siriani, assieme ad altri giornalisti occidentali. “Ci hanno trattato come re. Eravamo in una delle case piu’ protette. Queste persone sono eroi che si fanno massacrare”, ha detto Daniels. La notte fra lunedì e martedì, scrive le Figaro, i resistenti siriani hanno cercato di far uscire i giornalisti dalla città assediata attraverso un tunnel sotterraneo. Ma le forze del regime di Damasco hanno sparato sul gruppo, uccidendo 13 siriani. Con l’aiuto di altri ribelli, il fotografo del Sunday Times Paul Conroy, è riuscito lo stesso a fuggire arrivando martedì a Beirut, dove lo ha seguito mercoledì il giornalista di El Mundo Javier Espinosa. La Bouvier, costretta su una barella, era rimasta indietro con Daniels e la resistenza siriana e’ riuscita a farli passare in Libano solo ieri. I due hanno poi raggiunto Beirut superando montagne innevate.












come ora in Libia, con i volonterosi esportatori di pace……………….Nel nome di Allah! potente e misericordioso.