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Amministrative a Roma, Giorgia Meloni: «La mia gente sa che solo io vinco»

Giorgia Meloni, candidata sindaco per le elezioni comunali 2016 nella Capitale, rivendica di vedere il suo consenso crescere «un giorno dopo l’altro». Sarà per l’azione comunicativa della sua agenzia, la «Mercati Rionali Communication» -metodo ironico che ha la leader di Fratelli d’Italia per chiamare il tam tam della città che lei sente di intercettare. Le parole più nette sono verso gli altri partner della coalizione, quel Silvio Berlusconi che continua ad insistere sul candidato Guido Bertolaso: «Chi vuole», dice Giorgia Meloni, «sa cosa votare».

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GIORGIA MELONI: «LA MIA GENTE SA CHE SOLO IO VINCO»

La campagna elettorale di Giorgia Meloni sarà aperta domani, 21 aprile 2016, Natale di Roma, sulla Terrazza del Pincio.

Nell’intervista al Tempo, la Meloni spiega il senso di questa scelta.

«Per l’apertura della campagna elettorale volevamo una data legata alla storia della città, a una grandezza immensa sulla quale abbiamo enormi responsabilità. Dobbiamo restituire a Roma forza e dignità. La scelta del Pincio è presto spiegata: volevo uno spazio all’aperto, dove tutti possono partecipare. Basta con i teatri e i luoghi chiusi, ci si chiude quando si ha qualcosa di cui vergognarsi o da farsi perdonare. Non è il mio caso»
Il Pincio spesso è stato esempio d’incuria.
«Il degrado è legato all’incapacità di difendere questa città. Penso a quanto accaduto con i tifosi del Galatasaray a piazza del Popolo o del Feyenoord alla Barcaccia. Chiunque arriva e fa quel che vuole, vale per romani e turisti. Se la città non viene difesa diventa un bersaglio facile».

 

 

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Il giudizio sulle passate amministrazioni è chiaramente impietoso.

Perché la città non ha risposto all’ultimo Veltroni, ad Alemanno e a Marino?
«Perché quelle amministrazioni non hanno dato il buon esempio, non solo per colpa dei sindaci. Prendiamo i piani di zona e il caso di Monte Stallonara: cittadini che hanno comprato casa senza gli allacci per acqua, luce, adsl, mancano strade e fogne. Come fai a fidarti di un’amministrazione che non rispetta gli impegni e non fa rispettare le regole al potente di turno che prende accordi e non li onora? Si fanno i lavori stradali in una grande arteria, resti in colonna tutti i giorni per ore finché i cantieri non chiudono e poi alla prima pioggia tornano le voragini perché tra somme urgenze e affidi diretti nessuno controlla la qualità degli interventi. Come fai a fidarti di un’amministrazione così?»

 

Ma anche nei confronti della sua coalizione, il centrodestra, le parole sono al vetriolo: il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi deve capire al più presto che l’aria è cambiata.

I sondaggi la danno davanti a Giachetti. 
«Io mi affido alla “Mercati rionali comunication” e la gente dice che è una sfida a tre, fra due candidati di sinistra, Giachetti del Pd e Raggi del M5S, e uno di centrodestra, la Meloni. Chi vuole sa cosa votare. I romani non votano più il candidato indicato dai partiti, capiscono quando la tattica prevarica i loro interessi. La gente di centrodestra capisce che ha una sola opzione. Il resto è voto disperso»
La Raggi va da Casaleggio Jr, lei non si è piegata a Palazzo Grazioli.
«Quando non sono d’accordo lo dico e agisco di conseguenza: ho fondato un partito assumendomi dei rischi enormi. La Raggi dal figlio di Casaleggio mi ha fatto impressione, siamo davanti ad una monarchia ereditaria»
(…) Domani (stamattina, ndr) si riunisce il tavolo nazionale di coalizione. Accordo impossibile senza un’intesa con FI e Berlusconi su Roma?
«Noi siamo coerenti e vogliamo vincere. Per farlo vogliamo sostenere i candidati più competitivi. Appoggiamo solo chi può vincere. Altrimenti liberi tutti. Tutti dovrebbero sostenere un leader di partito che si candida nella sua città e che per altro è il candidato più forte della coalizione. Se c’è un vincolo di coalizione si va avanti, se non c’è faremo altri discorsi. E’ folle sostenere che Roma sia un caso isolato, la Capitale ha un risvolto evidente nel contesto nazionale per il futuro»